BASTA ILLEGALITÀ E CANILI LAGER

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Il problema

DOPO DECENNI DI DENUNCE E SOFFERENZA, DICIAMO BASTA: PRETENDIAMO UN COMMISSARIO STRAORDINARIO!

Sono decenni che volontari, associazioni e inchieste televisive mostrano la stessa tragica realtà: animali meravigliosi che muoiono lentamente nella sofferenza e nell’indifferenza generale dentro i canili, o abbandonati nelle campagne.

Migliaia di cani lasciati soli, condannati all’ergastolo in box di cemento e strutture fatiscenti, maltrattati.

Senza cure sufficienti, senza mai un gioco o una carezza. 

La stessa sofferenza, purtroppo, riguarda anche centinaia di migliaia di gatti randagi abbandonati a sé stessi.

IL PROBLEMA NON SONO LE LEGGI, MA LA LORO MANCATA APPLICAZIONE

Le norme per fermare questo scempio esistono dal 1991 (Legge Quadro n. 281/1991). Gli standard minimi di benessere per i canili esistono, le regole per gli allevamenti esistono e le indicazioni per la prevenzione esistono. Come è possibile allora che siamo arrivati a questi punto?

Da oltre 3 decenni le Istituzioni locali si nascondono dietro a un continuo scaricabarile di responsabilità e non applicano le normative vigenti, alimentando l'illegalità nell'impunità totale.

📊 I DATI DELLO SCANDALO

100.000+ cani reclusi a vita: Oltre centomila animali vivono bloccati in box di cemento e canili-lager senza un reale monitoraggio del benessere animale. 
250 milioni di euro all'anno: Denaro pubblico dei cittadini speso per la custodia a vita anziché per la prevenzione, una cifra pari a oltre 3 volte l'intero budget statale destinato alla gestione dei 24 parchi nazionali italiani. 
2 milioni di cani senza microchip: L'assenza di controlli sistematici sul territorio e sul microchip alimenta cucciolate clandestine, allevamenti abusivi e il traffico illecito di cuccoli dall'Est Europa. 

I volontari non possono più accollarsi da soli il peso di un sistema fallito!

A tutto questo si aggiunge un'ulteriore ingiustizia: il costo di medicinali e cure veterinarie alle stelle. Con un'IVA al 22% che tratta gli animali come beni di lusso, e senza un calmiere sui prezzi, curare un cane costa più che curare un essere umano!

Il mondo degli animali d'affezione è un vero Far-West in Italia! A cosa servono le leggi vigenti se non vengono applicate?!

DICIAMO BASTA. Come Comitato Addio Randagismo ETS (rete di oltre 150 associazioni e volontari) invitiamo TUTTI ad unirci. 

📢 COSA CHIEDIAMO A GOVERNO E MINISTERO DELLA SALUTE: Chiediamo l'immediata nomina di un Commissario Straordinario per l'Emergenza Randagismo e l’applicazione immediata della Legge n.281/1991 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo.

PERCHÉ QUESTA È L'UNICA AZIONE CHE FUNZIONERÀ: serve una pianificazione strategica dall'alto per superare l'inerzia delle istituzioni locali che non controllano e non agiscono in modo adeguato alla portata del problema.

(Dopo la firma ricordati di andare sulla tua e-mail per confermarla, altrimenti non viene conteggiata!)

LE 6 AZIONI CONCRETE CHE CHIEDIAMO

1 - Prevenzione Nazionale e un Commissario Straordinario: Istituire, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la figura del Commissario Straordinario per l’Emergenza Randagismo. Una figura dotata di poteri sostitutivi e di coordinamento per superare la frammentazione e l’inerzia burocratica tra Regioni, Comuni e ASL. Il Commissario avrà il compito di definire gli obiettivi nazionali, vincolare fondi alla prevenzione, imporre campagne mirate di sterilizzazione e controlli a tappeto sul microchip di tutti i cani sul territorio italiano dichiarando guerra al fenomeno dei 2 milioni di "cani fantasma" (illegali).

2 - Controlli sull’operato degli organi pubblici: Avviare verifiche e audit rigorosi su Comuni, canili convenzionati e ASL per assicurare la piena osservanza della Legge n. 281/1991, della Legge n. 189/2004 e delle successive riforme legislative sul benessere animale e la tutela degli animali (incluse le nuove disposizioni sull’Inasprimento delle pene per reati e omissioni).

3 - Riforma dei Canili e Garanzia di Trasparenza: Trasformare le strutture in centri di recupero e transito orientati alle adozioni, superando la mera custodia a vita. Chiediamo l’eliminazione definitiva delle gare d’appalto al massimo ribasso (che generano incuria e maltrattamenti), definendo per legge una tariffa minima inderogabile a tutela del benessere animale e stabilendo il numero massimo di 300 cani in un’unica struttura d’accoglienza nel rispetto delle esigenze fisiologiche degli animali. Infine, una maggiore stretta sulle norme di trasparenza e accesso del pubblico.  

4 - Contrasto al Mercato Nero e alla mercificazione dei cani: Indirizzare NAS, Polizia Municipale, Carabinieri Forestali e ASL al contrasto degli allevamenti abusivi ed all’esecuzione di controlli sul rispetto delle normative vigenti, vietare la vendita di cuccioli on line e introdurre una moratoria (vietare) straordinaria sulle importazioni dall’estero dei cuccioli che entrano con documenti contraffatti finché non verranno stabilite nuove regole e controlli più stringenti.

5 - Leva Fiscale: Ridurre l’IVA su alimenti, farmaci e cure veterinarie con un calmiere sulle prestazioni. Chiediamo anche una tassa sulle vendite commerciali di cani per sovvenzionare programmi di microchippatura per le famiglie meno abbienti e di sterilizzazione dei cani vaganti impiegati in pastorizia e aziende agricole gratuita.

6 - Educazione e sensibilizzazione nazionale: Una campagna del servizio pubblico (RAI) sull'adozione responsabile, abbinata all'inserimento di moduli obbligatori di Educazione Civica per conoscere meglio e rispettare gli animali d'affezione, insegnando l'obbligo di microchip e la convivenza responsabile. L'obiettivo è formare giovani e famiglie all'empatia, contrastando alla radice il fenomeno dell'abbandono e dell'incuria di cani e gatti.

UNA BATTAGLIA DI CIVILITÀ CHE RIGUARDA TUTTI!

Firma per gli animali, per i cittadini, per i volontari e per il corretto utilizzo delle risorse pubbliche. 

✍️ Metti la tua firma ora e passa parola, insieme faremo la differenza tra l'indifferenza e la fine di un incubo.

Servono 50.000 firme per costringere il Governo ad ascoltarci.

Questa è un’emergenza nazionale che non può più essere ignorata.

Facciamo sentire la voce dei cittadini e difendiamo gli animali innocenti! 

FIRMA ORA QUESTA PETIZIONE E CONDIVIDILA OVUNQUE!

Bastano 30 secondi per trasformare l’indignazione in un cambiamento reale e mettere fine a questo strazio.

(Leggi sotto il Dossier completo per capire da dove nasce il randagismo e l'emergenza!)

Comitato Addio Randagismo ETS

DOSSIER  -  L'EMERGENZA RANDAGISMO IN ITALIA

1.    PERCHÉ COSÌ TANTI CANI ABBANDONATI!

L'emergenza non è una fatalità, bensì l'effetto diretto della presenza sul territorio di circa 2 milioni di cani 'fantasma' privi di microchip, determinata dalla carenza di controlli volti a debellare il fenomeno alla radice. La totale assenza di tracciabilità rende questi animali inesistenti per le Istituzioni, esponendoli drammaticamente al rischio di abbandono e maltrattamento.  A produrre questo esercito di cani invisibili è un circuito di illegalità ben preciso:

  1.   Cani da lavoro e campagna non gestiti: Animali da caccia, pastorizia o azienda agricole lasciati liberi senza microchip né sterilizzazione, che generano cucciolate continue destinate all’abbandono.
  2.   Allevamenti abusivi e cucciolate "in nero": Un business sommerso di cucciolate abusive per far cassa sulla pelle degli animali che non rispettano gli standard sul benessere animale. I controlli dei NAS, riportano che anche il 30% degli allevamenti ufficiali presentano gravi irregolarità sul benessere animale ("allevamenti lager").
  3.   Traffico illecito dall’Est Europa: Cuccioli importati dai puppy mills, strappati prematuramente alle madri, privi di garanzie sanitarie che entrano in Italia con documenti falsificati per essere venduti in allevamenti illegali e on-line.
  4.   Impunità totale ed evasione fiscale: La vendita di cani privi di microchip e in nero rende impossibile identificare i proprietari. Questo garantisce zero sanzioni per chi abbandona o maltratta e alimenta l’elusione fiscale.

 

2.   LA LEGGE 281/1991 TRADITA: DALLA TUTELA AL BUSINESS

La Legge Quadro n. 281/1991 nasceva come uno strumento all'avanguardia per la prevenzione del randagismo. Trent'anni dopo, la mancata applicazione delle sue norme cardine ha ribaltato lo spirito della legge che voleva garantire il benessere animale:

Dalla funzione di transito alla prigionia a vita:  La legge concepisce il canile come struttura temporanea di passaggio per la cura dei cani randagi e verso l'adozione insieme alla collaborazione di volontari e associazioni ai quali è concesso l'accesso. La realtà ha trasformato le strutture convenzionate in "ergastoli di cemento", dove gli animali non ricevono cure adeguate e rimangono bloccati dentro tutta la vita.

Violazione della prevenzione obbligatoria e standard minimi errati:  Le norme impongono di destinare il 60% dei fondi statali alla prevenzione (sterilizzazioni, identificazione e anagrafe). Di fatto, i fondi vengono dirottati tutti sulla gestione delle emergenze e sul mantenimento della reclusione. Inoltre, i dati sulle azioni minime di prevenzione su base regionale vengono calcolati unicamente sui cani già identificati ed in ingresso nei canili. Ignorare i cani 'fantasma' privi di microchip offre una visione del tutto parziale del fenomeno, rendendo impossibile sviluppare strategie efficaci per combattere la vera radice del randagismo e facendo apparire , erroneamente, le azioni intraprese dai comuni efficaci e suffienti.

Fallimento dei controlli e della vigilanza obbligatoria:  La legge dispone che le ASL e gli enti locali eseguano ispezioni periodiche su benessere animale, capienza e gestione sanitaria nei canili e negli allevamenti. La mancanza di controlli reali e capillari ha creato una zona franca in cui sovraffollamento, maltrattamenti e irregolarità restano impuniti.

Drenaggio di risorse pubbliche:  Invece di investire nella sterilizzazione per azzerare le nascite e sui controlli sul territorio, i Comuni (specie al Centro-Sud, spesso in dissesto finanziario) continuano a pagare rette giornaliere a vita a strutture private, alimentando un vero e proprio business della custodia.

 

3. PERCHÉ LE NORMATIVE VIGENTI NON VENGONO APPLICATE: ASSENZA DI UNA REGIA CENTRALE E "SCARICABARILE" TRA ENTI 

Oggi la gestione del randagismo è frammentata tra troppi attori, ognuno responsabile di un pezzo del sistema e nessuno risponde del risultato finale:

·       Ministero della Salute:  Emana linee guida ed esercita la vigilanza sull'Anagrafe Canina.

·       Regioni:  Devono recepire i piani nazionali, stanziare i fondi e monitorare i territori.

·       Comuni:  Sono responsabili dei cani vaganti sul proprio territorio e ne finanziano il ricovero.

·       ASL (Servizi Veterinari):  Devono garantire le sterilizzazioni, la microchippatura e i controlli sanitari.

 

IL RISULTATO? 

Senza una regia centrale e vincolante, le responsabilità svaniscono nel classico scaricabarile istituzionale e nessuno sviluppa un piano per affrontare il vero cuore del problema: i 2 milioni di "cani fantasma" (illegali) che continuano ad alimentare randagismo, abbandoni e maltrattamenti.

A peggiorare la situazione, nessuno sanziona l'inerzia dei Comuni o le inadempienze delle ASL perché, per legge, sono esse stesse a controllare il proprio operato: è evidente che nessuno denuncerà mai sé stesso!

Gli interventi e le soluzioni risultano, così, insufficienti per gestire il problema, e l'unica risposta resta la reclusione dei cani a spese dei cittadini e dei cani stessi sottoposti a tanta sofferenza ingiustamente.

 

SINTESI

Il randagismo e la sofferenza degli animali d’affezione (cani e gatti) in Italia non è più solo una tragedia etica, ma un sistema che calpesta le leggi, elude i controlli, devia il denaro pubblico verso i canili e lascia i territori in mano al malaffare. 

FAI SENTIRE IL TUO "BASTA"!

 CHIEDI LA REALE APPLICAZIONE DELLE NORMATIVE VIGENTI E L'ISTITUZIONE DI UN COMMISSARIO STRAORDINARIO PER GESTIRE L'EMERGENZA.

Il tuo gesto richiede solo pochi secondi.

Insieme faremo la differenza tra l'indifferenza e porre fine ad un incubo.

FIRMA E FAI GIRARE QUESTA PETIZIONE! 

Servono 50.000 firme per portare questa battaglia direttamente sul tavolo del Governo.

 

SOSTIENI LE NOSTRE BATTAGLIE LEGALI CONTRO L’INERZIA ISTITUZIONALE

Il Comitato Addio Randagismo ETS Non si limita a chiedere il rispetto delle regole: denunciamo le negligenze amministrative e avviamo azioni contro organi pubblici inadempienti che violano le leggi sulla tutela animale.

Le battaglie giudiziarie contro le Istituzioni richiedono risorse e un costante supporto legale. Puoi aiutarci a portare avanti le nostre attività e pretendere il rispetto delle normative in ogni sede opportuna con una piccola donazione.

Comitato Addio Randagismo ETS  -  IBAN: IT12D0503303800000000112127

Grazie per il tuo sostegno!

Comitato Addio Randagismo ETS

 

 

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COMITATO ADDIO RANDAGISMO ETSPromotore della petizioneComitato Addio Randagismo Ets è un comitato Interregionale nato per contrastare la piaga del randagismo e per portare avanti azioni legali in difesa dei diritti degli animali

I decisori

Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d'Italia
Onorevole Marcello Gemmato
Onorevole Marcello Gemmato
Sottosegretario al Ministero della Salute con delega alla sanità animale

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