PETIZIONE CHIUSA

CHIEDIAMO ALLA BARILLA DI REINTRODURRE UNA LINEA CON OLIO DI PALMA NEI PROPRI MARCHI

Questa petizione aveva 814 sostenitori


Chiediamo alla Barilla G. e R. Fratelli SPA di reintrodurre nei prodotti da forno a marchio proprio una linea con l'olio di palma per assicurare la libertà di scelta dei consumatori.

Il motivo più immediato è banale (ma non secondario), i nuovi prodotti senza olio di palma sono oggettivamente meno buoni. Il secondo è che in alcuni casi potrebbero essere paradossalmente meno salutari, vista la mancanza di informazioni in etichetta sui procedimenti utilizzati per ottenere le stesse performance dell’olio di palma con altri olii meno adatti.

Ma l'intera questione si inquadra in un problema più ampio e importante. La sciocca e ingiustificata campagna contro l'olio di palma è forse l'apice di quel qualunquismo anti scientifico, rozzo e populista che sta dilagando in tutti i campi attraverso un uso perverso dei social. Dalle scie chimiche, alla paura del latte, dalle campagne anti vaccinazione, ai chip per il controllo mentale. Queste isterie collettive sempre più spesso varcano il mondo dei bit e cambiano materialmente il mondo in cui viviamo. Se le istituzioni, i soggetti politici e quelli economici cominciassero a piegarsi a queste istanze irrazionali per accontentare una minoranza molesta, si sancirebbe la fine del buonsenso e della razionalità.

Nel merito:

1) nessuna istituzione sanitaria nazionale o internazionale ha mai consigliato l'abolizione dell'olio di palma (è avvenuto invece, per esempio, con i grassi idrogenati)

2) nessuna istituzione sanitaria nazionale o internazionale ha mai collegato il consumo specifico dell'olio di palma a qualche patologia (è avvenuto invece, per esempio, per gli alcolici o per la carne processata). L'olio di palma non è cancerogeno, chiunque affermasse il contrario mentirebbe. L'olio di palma non favorisce il diabete, chiunque affermasse il contrario mentirebbe. L'olio di palma non favorisce malattie cardiovascolari, chiunque affermasse il contrario mentirebbe

3) Sicuramente una dieta squilibrata può favorire tutte queste malattie. Tuttavia l’isteria dei social non ha mai preteso l’eliminazione di altri alimenti, che pure, come tutti gli alimenti, andrebbero consumati con giudizio (burro, uova, formaggi, vino e persino la pasta e il pane). L'isteria vuole un colpevole semplice, non conosce il buonsenso, non ha gli strumenti cognitivi per capire la realtà, si compiace di avere risolto un problema individuando un capro espiatorio. Tutto ciò è diseducativo. Le mamme (male) "informate" del web continueranno a rimpinzare di cibo (e di merendine) i propri bambini, ma lo faranno a cuor leggero perché saranno merendine senza olio di palma, magari integrali e dolcificate con il miele (nulla contro il miele e i cibi integrali beninteso, ma tutto si lega in una narrazione falsa e distorta della realtà dei fatti). Non capiranno che il miglior modo per tutelare i propri bambini è quello di controllare l’eccesso di calorie, far fare loro attività fisica e variare l'alimentazione.

4) La questione ambientale è complessa. Si può provare a riassumerla dicendo che l'agricoltura è per sua natura nemica dell'ambiente. Il mondo deve sfamare (possibilmente a basso costo) 7 miliardi di persone in continua crescita. La soluzione più razionale è coltivare le varietà più produttive di cui disponiamo per limitare il consumo di suolo. È pur vero che la palma da olio è coltivata in zone che ospitano foreste ad alto valore ambientale. Ma è altrettanto vero che ha una produttività molto maggiore di qualsiasi altra coltura oleaginosa (da 5 a 10 volte di più). Questo vuol dire meno terreno consumato, meno acqua impiegata, meno sostanze chimiche di sintesi utilizzate. Anche in questo caso l'isteria dei social non ha avuto gli strumenti cognitivi per capire la complessità del problema, ha cercato un capro espiatorio per auto assolversi. Nessuna protesta di intensità paragonabile si è sollevata per salvare la foresta Amazzonica, oggetto di deforestazione per la produzione di legna (il legno è buono), di soia (la soia è buona), di strade e cantieri (cose buone) o di terreno da pascolo (i pascoli sono buoni, giusti e naturali). Allora la soluzione è semplicemente quella di fare pressioni verso i paesi e le industrie al fine applicare i protocolli (cioè le regole) più sostenibili per contemperare le esigenze dell'uomo e quelle della natura. Non è una soluzione indicare arbitrariamente un colpevole e bandirlo (ribadiamo, non lo si bandisce e basta, ma lo si sostituisce con altri prodotti che occuperanno più suolo agricolo).

4) E' invece ridicola la questione sociale. C'è chi vorrebbe bandire la coltivazione della palma da olio per "salvare" dalla "schiavitù" i poveri lavoratori dei paesi in cui questa viene coltivata. La realtà fuori dalle bugie dei social è ben diversa. Ci sono decine di migliaia di piccoli coltivatori (con relative famiglie) che sono usciti dalla povertà e hanno cominciato a mangiare tre volte al giorno proprio grazie al benessere derivante da questa coltivazione. Bisognerebbe chiedere a loro se considerano un "favore" il boicottaggio dell'olio di palma, probabilmente inseguirebbero con i forconi chiunque ponesse loro questa domanda. "Aiutiamoli a casa loro" si sente dire spesso, certo, e lo si fa comprando da quei paesi quello che di utile hanno da vendere. Anche in questo caso l'isteria dei social vuole una soluzione semplice per combattere la povertà, e nella sua completa irrazionalità agisce in senso esattamente contrario 

Detto questo, si può capire l'esigenza della grande industria di seguire le indicazioni del marketing e dei consumatori più "rumorosi". Preferiremmo però  che le preferenze dei consumatori non siano basate sulla menzogna, ma su un'informazione chiara, corretta e veritiera. E' dovere morale delle industrie produttrici contribuire a darla. Preferiremmo quindi un po' più di coraggio nell'esporsi e nel raccontare i fatti. Un po' più di coraggio nel non cedere al qualunquismo irrazionale dilagante, sia in questo caso che in altri simili che si dovessero verificare. 

Per questo chiediamo alla Barilla e a tutte le altre industrie del settore un atto di coraggio. E a tutte le persone di buon senso di sollecitare questo atto di coraggio. Siamo convinti che non ci abbiate avvelenato dolosamente in silenzio per anni, perché questa è l'implicita ammissione che quei cittadini "rumorosi" percepiscono. Cedere sul punto li convincerà di avere avuto ragione, di avervi scoperto, e paradossalmente vi renderà sempre meno credibili.

Non rimane che terminare come si era iniziato. I biscotti, le brioche, i dolcetti e i prodotti in generale senza olio di palma sono meno buoni. Come detto la cosa è banale ma non secondaria.

 



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