Barilla cede alla lobby LGBT: dove c'è Barilla c'è...

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A Barilla, che ha deciso di sponsorizzare il Gay Pride 2019, ho scritto la seguente mail a: ufficiorelazioniesterne@barilla.it

Complimenti al vostro "genio del marketing"!


Avete appena perso un buon cliente!

Apprendo, infatti, dalla Vs. campagna che considerate addirittura "un nuovo passo avanti" essere sponsor, per la prima volta (e mi auguro ultima), del Pride 2019.

Bene...
Vista la mollezza ideologica con la quale vi siete piegati alle lobby LGBT, da oggi, per la mia famiglia (costituita per natura, prima ancora che costituzionalmente definita, da uomo, donna e figli), sceglierò solo ed esclusivamente prodotti di altre aziende italiane, ideologicamente meno omologate.

Saranno così esclusi dal nostro carrello della spesa prodotti e servizi di tutti i marchi del Vostro Gruppo (Barilla; Filiz, Casa Barilla, Voiello, Academia Barilla, Yemina Vesta, Mulino Bianco, Harrys, Pavesi, Gran Cereale, Pan di Stelle, Wasa).

Peccato! Eravamo buoni clienti, soprattutto per le confezioni famiglia!
Evidentemente, avete deciso di conquistare quote di mercato con le confezioni monodose, che meglio si addicono al Vostro nuovo target di riferimento.

Ognuno fa le sue scelte...

Cordialità

Paolo Paravano
Buccinasco (Mi)