Per far nascere i sogni, a Salerno il centro per la procreazione medicalmente assistita

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Per far nascere i sogni, a Salerno si rilanci il centro per la procreazione medicalmente assistita

Ci sono diritti alla genitorialità che vanno tutelati.

Le coppie che lottano per avere un figlio sono molte, la Regione Campania ha il DOVERE di provvedere ad adeguare l’accesso anche ai cittadini di Salerno, tutte le province devono avere gli stessi diritti. 

La legge n. 40 del 19 febbraio 2004 recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita" riconosce tale diritto, regolamentandolo.

Il dispositivo dice, fra le altre cose, che alle tecniche di procreazione assistita possono accedere «coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi».

Di fatto la procreazione medicalmente assistita è stata inserita nei  Lea, una prestazione che il pubblico deve garantire. Per la salute delle donne, per evitare e ridurre i viaggi della speranza, spesso anche fuori confini nazionali.

A Salerno, presso l’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, il percorso inizia nel 2010. Il primo atto viene su iniziativa del Rotary che promuove una sottoscrizione di quasi 50mila euro per avviare il centro, le risorse ancora ferme. Un reale impulso istituzionale arriva con la delibera regionale n. 598 del 1 dicembre 2014, furono finanziati 600 mila euro per creare la bio-banca, per la conservazione e lo studio del tessuto ovarico e dei gameti - potenziamento del centro di procreazione medicalmente assistita.

Tale finanziamento non ha trovato mai utilizzo perché annullato dalla successiva giunta regionale che giustificava l’atto di revoca con programmi ben più ambiziosi.

Il DECRETO n. 98 del 20.09.2016 ha, come oggetto, l’Istituzione della Rete Oncologica Campana. 

Nei propositi era scritto “Al momento della presa in carico nel GOM, dovrà essere prospettato alla persona affetta da patologia oncologica l’eventuale percorso per la preservazione della fertilità in dipendenza dall’età e dal tipo di trattamento previsto per la cura della specifica neoplasia. Sarà cura del GOM avviare il Percorso  assistenziale  contattando il Centro Provinciale di PMA di riferimento per il paziente, che attiverà poi la presa incarico della coppia”.

Ed ancora era prevista “L’individuazione di opportuni centri di riferimento per provincia per la raccolta e crioconservazione e stoccaggio di cellule germinali e tessuto ovarico che costituiscano la rete di riferimento per dette pazienti”. Si individuano pertanto un Centro per Provincia: Provincia di Napoli: A.O.U. Federico II Provincia di Caserta: ASL CE P.O. di Marcianise Provincia di Salerno: A.O Ruggi D’Aragona Provincia di Avellino: A.O Moscati Provincia di Benevento: A.O. Rummo

Buoni propositi ai quali non sono seguiti i fatti.

Ad oggi al Ruggi non sono garantite prestazioni di I livello e di II livello, ne sono tutelati i giovani pazienti oncologici. L’Università di Medicina è, per questo, fortemente penalizzata non essendoci la possibilità di apprendere praticamente le metodiche

I FATTI

In cinque anni non si è realizzato un centro PMA. Ci sono delibere, sugli adeguamenti degli spazi, inoperative dal 2017. Mancano i biologi per avviare le attività

SI CHIEDE

Alla direzione del Ruggi ed alle strutture commissariali, alla Giunta regionale, al netto delle diverse competenze:

di sapere quando partiranno i lavori di adeguamento del centro

di assumere, atteso l’avvio delle procedure, nell’arco di un mese i biologi necessari per espletare le attività

di non ridimensionare il centro PMA della Torre Cardiologica a danno di altri

di patire entro marzo con il ‘sogno Pma’. Prestazioni al Ruggi con il semplice ticket



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