Aumentiamo i Buoni Pasto nella PA: basta 7 euro!

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Raggiungiamo 500 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

Abrogazione urgente dell’art. 5, comma 7, del Decreto Legge 95/2012 (Spending Review)  che impone per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni un tetto massimo di 7,00 euro per il valore nominale del buono pasto.

  • PREMESSO CHE

L’impatto dell'inflazione a distanza di oltre 14 anni dall'introduzione di tale norma e il forte aumento dei prezzi nella ristorazione e nei generi alimentari , hanno drasticamente svalutato il potere d'acquisto dei lavoratori pubblici.

L’importo di 7,00 euro risulta oggi del tutto inadeguato a coprire il costo reale di un pasto o di una spesa minima nei locali convenzionati, costringendo ogni giorno centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori a integrare di tasca propria la differenza per accedere a una pausa pranzo dignitosa.

La legislazione ha innalzato le soglie di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici fino a 10,00 euro, evidenziando la consapevolezza dello Stato circa la necessità di adeguare tali valori, senza tuttavia sbloccare il vincolo di spesa imposto alle amministrazioni pubbliche.

I Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (come il CCNL Funzioni Centrali 2025-2027, art. 41) rimandano il valore del buono pasto ai "limiti di legge", rendendo impossibile per i tavoli negoziali e per i singoli enti adeguare le tariffe, anche in presenza di risorse disponibili nei propri bilanci.

  • CONSIDERATO CHE:

Il buono pasto non rappresenta un privilegio o un beneficio facoltativo, bensì uno strumento fondamentale di welfare aziendale e di tutela della salute e della dignità del lavoratore durante lo svolgimento della prestazione lavorativa.

il vincolo di legge imposto con Legge dello stato del 2012, risulta del tutto anacronistico e avulso dalla realtà e dal costo della vita attuale.

  • CHIEDIAMO A GRAN VOCE!

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Al  Ministero per la Pubblica Amministrazione,  Ministero dell'Economia e delle Finanze, alle Commissioni Lavoro di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica competenti: 

1. L'abrogazione o modifica urgente dell'Art. 5, comma 7, del D.L. 95/2012, eliminando il blocco rigido della Spending Review sul valore dei buoni pasto nel pubblico impiego.

2. L'adeguamento del valore nominale del buono pasto per i dipendenti pubblici a un valore non inferiore a 10,00 euro, riallineandolo alla soglia di esenzione fiscale vigente e all'effettivo costo della vita.

3. Il ripristino della piena autonomia contrattuale, consentendo alla contrattazione collettiva e alle singole amministrazioni di negoziare liberamente il valore dei buoni pasto in base alle esigenze e alle disponibilità di bilancio.

Non possiamo aspettare passivamente in un’attesa indefinita, in ostaggio tra Politica e Amministrazioni, che  continuino a nascondersi dietro un vincolo normativo che nulla ha a che fare con l’interesse dei dipendenti pubblici.

Firma la petizione e condividila con i tuoi colleghi,  uniti possiamo farci sentire!

Al raggiungimento di un numero significativo di firme, il dossier completo verrà scaricato e inviato ufficialmente via PEC alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per la PA e al MEF, e verrà consegnato alle rappresentanze sindacali per i tavoli di trattativa.

 

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Giuseppe BIzzarroPromotore della petizione

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