Chiediamo alle Associazioni venatorie di investire risorse per difendere la caccia

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Il mondo venatorio da trent'anni vive in trincea sotto un attacco mediatico fatto di ignoranza, bugie e tanta malafede. Il cacciatore attuale è etichettato come un usurpatore vorace totalmente disinteressato alla tutela della Biodiversità ma solo al prelievo ed un fantomatico stragismo.
Contrariamente a questo immaginario collettivo in Italia grazie proprio ad opera sopratutto di privati cittadini -cacciatori gli investimenti in conservazione e miglioramenti ambientali sono notevoli ed assommano a centinaia di migliaia di euro proprio a tutela e ripristino del territorio e dei suoni naturali abitanti.

Gli effetti di questi interventi vanno a vantaggio di tutta la biodiversità e non solo delle circa 40 specie cacciabili. Molte specie sono in aumento ed alcune addirittura creano problemi alla pubblica incolumità ed alla produzione agricola.Troppe favole aleggiano sul problema dei cinghiali dove colpevole è il mondo ambientalista che ha suggerito alla politica strategie fallimentari invece di trasformare in risorsa economica questo selvatico ,preferendo una protezione integrale con la creazione di vastissime aree e zone protette dove si è riprodotto all'inverosimile. All’animalismo delle associazioni ambientaliste dobbiamo questa assurda vicenda ,ripetiamo, di  una risorsa economica trasformata in un problema.

Di fronte a questi argomenti inoppugnabili si ravvisa l'immobilismo e la inconsistenza delle associazioni venatorie riconosciute che ,a fronte di bilanci di svariati milioni di euro e di patrimoni immobiliari consistenti ,non hanno mai avviato una capillare campagna di informazione della pubblica opinione sull'importanza della caccia sostenibile ,della filiera economica della selvaggina come bene riproducibile e come fonte proteica di ottima qualità.

500.000 cacciatori italiani sono stanchi di essere rappresentati da dirigenti con dubbia preparazione venatoria, spesso analfabeti informatici con alcune eredità da seconda Repubblica con i soli obbiettivi di bilancio interno e  ridotti a vendere polizze assicurative ed incassare i tardivi rimborsi da parte dello stato e delle regioni senza però investire quasi nulla in gestione ,difesa e comunicazione.

Lo stato che invece incassa quasi 7.000.000 di euro, arriva a fare peggio delegando la gestione ad inesistenti ATC che hanno fallito la mission affidatagli dal legislatore nel ormai lontano  1992

Signori ,svegliamoci ed uniamoci contro questo elefante immobile che finirà per cedere ai ricatti delle ormai ricchissime società animaliste ed ambientaliste che finiranno per sostituire la nostra passione con i loro bilanci.

Uniti possiamo farci sentire come i nostri cugini spagnoli e francesi, Uniti possiamo pesare anche elettoralmente e questa è l’ultima strada rimasta da percorrere per salvare la nostra passione.



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