Petition updateAssessore all'Urbanistica di Milano, Sindaco di Milano Giuliano Pisapia: Salvaguardare~Riflessioni COMITATO LA GOCCIA a chiusura workshop Ascoltiamo-Bovisa

Comitato la GocciaMilano, Italy
Jul 17, 2015
Quando la toppa è peggio del buco.
Esattamente tre anni fa, la Giunta comunale in carico ha tirato fuori dai cassetti il progetto di
sviluppo immobiliare (elaborato dalle Amministrazioni precedenti) dell'Ambito di Trasformazione
Urbana Bovisa-Gasometri, che aveva, e ha, al suo cuore la cosiddetta “Goccia”, un'area boschiva
ex industriale di oltre 40 ettari, abbandonata e chiusa alla cittadinanza dal 1993, di proprietà
prevalentemente comunale e in misura assai minore del Politecnico e di a2a, coperta nella sua
quasi totalità da edifici di archeologia industriale in parte pregiati, e da migliaia di alberi (oltre
2000 quelli piantati, censiti nel 1993, ai quali da allora se ne sono aggiunti a centinaia, forse
migliaia, di spontanei).
La Goccia è altamente inquinata in profondità, da sostanze contaminanti e pericolose (dagli
idrocarburi ai metalli pesanti all'arsenico), inquinamento che già dalla fine degli anni Novanta
aveva reso gli sviluppi immobiliari prefigurati di difficile se non impossibile realizzazione, a causa
degli altissimi costi preventivati di una bonifica pensata per dare il via libera all'edificazione di
milioni di metri cubi di cubature.
Dal momento (luglio 2012) della richiesta della Giunta al “Piano città” del Ministero delle
infrastrutture di un, parzialissimo finanziamento (5milioni ottenuti a fronte di un preventivo di 80),
per avviare le opere di bonifica che permettessero infine la tanto agognata colata di cemento, un
numero crescente di cittadini auto organizzati ha ripetutamente richiesto all'Assessorato
all'Urbanistica un ripensamento e un approfondimento del reale stato dei suoli superficiali,
dell'aria sovrastante, delle acque di falda sottostanti.
Per oltre due anni queste richieste sono andate pervicacemente e arrogantemente disattese.
Nell'autunno del 2014 l'Assessorato ha infine avviato un “processo di ascolto” e di “preprogettazione
partecipata”, dandone incarico a uno dei soggetti proprietari! Anzi, al soggetto
proprietario con le massime aspirazioni speculative sull'area!
Da subito il gruppo conduttore dell'ascolto ha messo in chiaro che:
• la progettazione sarebbe avvenuta in una fase di là da venire;
• che i cittadini non vi avrebbero partecipato;
• che essa avrebbe proceduto per lotti, in assenza di una disegno urbanistico complessivo;
• che, in ogni caso, le motivazioni e modalità della bonifica non sarebbero state oggetto di
approfondimento e discussione pubblica.
Come comitato la Goccia, abbiano partecipato agli incontri con il DASTU (Dipartimento di
Architettura e Studi Urbani del Politecnico) sul tema della progettazione dei lotti 1A e 1B anche se
sapevamo dall’inizio che, a causa delle dette premesse, sarebbe stato complicato trovare un
terreno di dialogo ma ci è sembrata comunque un’occasione da non perdere anche per trovare
una sede di dibattito più allargata con altri soggetti interessati alla goccia.
Ormai alla fine di questo percorso possiamo iniziare a trarre alcune conclusioni di questa
esperienza.
Dopo che per anni abbiamo cercato di affermare una verità difficilmente contestabile: la
progettazione di questa area non può prescindere dall’esistente e da come il tipo di bonifica che si
vuole realizzare impatteranno sullo stato dei luoghi. L’elemento centrale delle bonifiche avrebbe
dovuto essere la premessa fondante di una progettazione illuminata della goccia.
Purtroppo tutto ciò non si è realizzato !
Talvolta si è fatto trapelare da parte dell’amministrazione che i tempi erano brevi e si doveva
operare velocemente a rischio di immobilismo. Non è vero, se ci fosse stata la volontà, vi sarebbe
stato tutto il tempo, una volta verificata una distanza di opinioni su un argomento centrale come
quello delle bonifiche, per aprire un momento di confronto tecnico/politico serio, onesto e pacato.
Si sarebbe potuto, magari, indire una conferenza sul tema bonifiche aperta a contributi qualificanti
nazionali ed internazionali avendo la possibilità, sulla base della normativa vigente, di confrontarsi
con diverse tesi. Si avrebbe avuto la possibilità di portare a conoscenza della cittadinanza le
migliori pratiche già in essere e magari proporre delle sperimentazioni sul campo facendo della
goccia una occasione di crescita anche dal punto di vista scientifico tecnologico in un ambito
universitario prestigioso come quello del politecnico. In questa occasione si sarebbe potuto,
inoltre, informare puntualmente, attraverso una osservazione naturalistica qualificata, su quale
habitat si stava intervenendo sia dal punto di vista delle specie arboree presenti che della fauna
che si era insediata.
Andando ancora oltre si poteva utilizzare il caso della goccia come un paradigma legato ad una
problematica generale di cogente importanza: come intervenire sulle tante aree del paese
inquinate per restituirle alla natura nel modo migliore possibile, utilizzando fondi pubblici in
maniera efficiente, efficace ma soprattutto trasparente.
Si, il tema non si riduce, alla seppur importante difesa di fauna ed alberi decennali ma riguarda
anche la difesa della trasparenza e quindi del modo con cui si prendono le decisioni di spesa che
riguardano i fondi pubblici.
Purtroppo niente di tutto questo si è realizzato ma ci siamo trovati con delle decisioni prese ormai
da tempo in aperto contrasto con chi chiedeva maggiore attenzione ed apertura al dialogo.
Visto che la partita volgeva alla fine e a fronte della disperata difesa di questi luoghi attraverso
ricorsi giuridici, è stato messo in campo un tentativo di comunicazione con i cittadini sul tema
della progettazione partecipata di queste porzioni del tutto. Niente di personale con il DASTU ed i
singoli organizzatori di questi incontri alcuni dei quali, in tutta onestà, più di una volta non hanno
nascosto i numerosi punti di debolezza di questa iniziativa che non ci stancheremo mai di
ricordare.
In sintesi si tratta non solo di non aver tenuto in considerazione il tema della bonifica come
elemento di partenza della progettazione ma anche una palese mancanza di chiarezza sulla
destinazione urbanistica di tutta l’area. Sono punti qualificanti che da soli non possono che ridurre
la progettazione dei lotti come un esercizio alquanto sterile.
Si è forse pensato che per placare gli animi e cercare di fare operazioni politicamente corrette
rispetto al proprio elettorato di riferimento bastasse imbastire un veloce ed inevitabilmente
superficiale momento di confronto sulla progettazione di un luogo che, dopo il tipo di bonifiche
che è stato scelto, sarà un posto assolutamente diverso dal punto di vista naturalistico rispetto a
quello che è oggi.
Numerose volte abbiamo portato queste obbiezioni durante questi incontri ma, da parte del
DASTU, le risposte sono state vicine ad un approccio che potrebbe essere descritto efficacemente
dal famoso adagio popolare: “piuttosto che niente è meglio piuttosto”.
Peccato che noi la pensiamo in maniera diversa, e che questi compromessi al ribasso riteniamo
che non rientrino nell’interesse dei cittadini milanesi e a nulla servono per salvare l’ecosistema
della goccia dal momento che ormai sarà pesantemente pregiudicato e che oltre all’abbattimento
di migliaia di alberi di alto fusto, assisteremo anche alla distruzione della fauna che si è insediata.
Infine non dimentichiamo che la scelta di tali pratiche di bonifica così invasive e costose
(sbancamento a 4 metri di profondità), oltre ad non convincerci sotto il profilo tecnico e su quello
della politica della trasparenza, esporranno la cittadinanza che vive intorno all’area da bonificare
al rischio, questo si molto concreto, di venire a contatto con polveri che contengono i veleni che al
momento sono situati stabilmente in modo inerte nel sottosuolo.
Al punto a cui siamo arrivati non ci resta che esprimere il rammarico per un’altra occasione
perduta e ricordando un proverbio degli indiani d’America che recita: “noi non ereditiamo la terra
dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli”, possiamo solo constatare che lo
svolgimento di questa vicenda vede ancora una volta disconosciuta la saggezza contenuta in
questa assoluta verità.
Milano, 9 luglio 2015
COMITATO LA GOCCIA comitatolagoccia@gmail.com
Copy link
WhatsApp
Facebook
Nextdoor
Email
X