Arresto in flagranza di reato Andrea Diprè

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C’è un demente che vaga sul web da qualche tempo, eroinomane consumato i cui contenuti divulgati su YouTube e Instagram orbitano tra la costante promozione di droghe pesanti, il consumo di superalcolici alla guida, lo sfruttamento della prostituzione, adescamento di minori e pornografia minorile (con più denunce a suo carico) e atti osceni in luogo pubblico presso parchi frequentati da bambini e famiglie; passando per bestemmie e circonvenzione di incapaci a scopo di lucro (caso Sara Tommasi).
Soltanto in Italia un individuo tanto patetico viene non solo lasciato aggirarsi deliberatamente, ma anche divenire “personaggio” propagando il proprio deterioramento in contravvenzione al codice penale. Inverosimilmente protratto dai colossi mediatici YouTube (Google) e Instagram/Facebook, i quali declinano ordinariamente tutte le segnalazioni ritenendo tali contenuti “inerenti” al proprio codice di comportamento, permettendogli consequenzialmente una remunerazione.
Radice del problema non è infatti il suddetto omuncolo miserevole, ma le reti social che han permesso e permettono tuttora di adescare minorenni (in quanto vettori delle sue attività) e acquisire fama e retribuzione dalla promozione dell’uso di droghe e altre attività illecite. Evidenziando una metastasi comunitaria che si vede necessario estirpare.

Chiedo al Ministro dell’Interno Matteo Salvini di intervenire, facendo rispondere Andrea Dipré della pluralità di reati dei quali ha autonomamente fornito prova filmandosi; avviando in seconda istanza un’indagine parlamentare volta a valutare sanzioni per le società Google Inc. e Facebook Inc., come già in oggetto presso altri Stati europei.



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