Le parole pronunciate qualche giorno fa sull'aborto da un prominente leader politico, che l'ha etichettato come soluzione prescelta da chi pratica "stili di vita incivili", sono parole che offendono la libertà di scelta, l'intelligenza e il diritto alla salute di tutte le donne.
L'approvazione della legge 194 e la garanzia della sua applicazione sono dei capisaldi del nostro sistema democratico e della facoltà che deve essere data a ogni donna di salvaguardare se stessa rimanendo padrona del proprio corpo.
Quelle parole sono pericolose per la nostra società: l'Italia è indietro sull'applicazione di una legge - questa sì, di civiltà - che tuttora non riesce a garantire a tutte l'accesso a questo diritto, esponendo molte donne a rischi, pregiudizi e difficoltà psicologiche che in molti casi sfociano in vere e proprie forme di violenza.
Nel 2020, non possiamo costringere le donne a portare avanti una gravidanza indesiderata o a morire di aborto clandestino.
Scegliamo le parole e realizziamo i fatti.
Salvaguardiamo e applichiamo la Legge 194.