Solidarietà al Prof. Crisanti

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Il Veneto che vogliamo ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Andrea Crisanti

Lettera aperta di solidarietà al Prof. Crisanti.
 
Gentile Professore,
siamo tra i tantissimi veneti che un anno fa hanno conosciuto la sua competenza scientifica e la sua disponibilità a mettersi a disposizione del sistema sanitario pubblico per difendere la comunità veneta dalla pandemia da Covid-19

Siamo altrettanto consapevoli del fatto che è merito della sua preparazione e del suo impegno se la “prima ondata” del virus è stata contenuta in Veneto molto più che in altre regioni d’Italia, tanto che il suo metodo è stato successivamente applicato in altre zone del Paese.

Ovunque medici, infermieri e tutto il personale sanitario si sono impegnati allo stremo per salvare persone dalla pandemia ma non dappertutto hanno potuto contare su uno scienziato come lei e la diversità di risultati ne è chiara prova. 
Siamo rimasti letteralmente esterrefatti quando lei è stato definito uno “zanzarologo” da un altro scienziato e ancor più stupiti dal fatto che allo scienziato in questione sia stata affidata la presidenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco nonostante lo sprezzante giudizio riservatole (o, forse, proprio grazie a quel giudizio). 

In queste ore siamo ancora più stupiti del fatto che lei venga accusato di diffamazione da Azienda Zero, cioè dai vertici di quella sanità pubblica veneta che grazie al suo insostituibile contributo è stata celebrata come vincitrice della sfida al Covid. 

Non pensiamo solo, moralisticamente, che le sia riservato questo trattamento invece di rivolgerle i ringraziamenti che le sono dovuti. Siamo, invece, ben consapevoli che questa denuncia ha ragioni politiche e arriva alla fine di un percorso politico iniziato con la sua esautorazione dalla guida della battaglia contro la pandemia in Veneto. 

È una scelta compiuta quando si sperava, senza alcuna certezza scientifica, che il Covid fosse definitivamente sconfitto e le voci, come la sua, che invitavano a una maggiore prudenza risultavano particolarmente scomode a chi voleva, a tutti i costi, il “ritorno alla normalità” (come se non fosse una cosa che vorremmo tutti, nelle necessarie condizioni di sicurezza).

Sono sotto gli occhi di tutti quali siano stati poi, durante i mesi autunnali e invernali, gli effetti di questo “ritorno”, tanto agognato quanto controproducente. E ora arriva la denuncia per diffamazione per aver espresso una posizione scientifica

Possiamo solo esprimerle la nostra totale solidarietà di fronte a questa accusa sulla cui fondatezza non vale nemmeno la pena di esprimersi. 

E siamo certi che la nostra solidarietà è quella di tanti Veneti, del personale sanitario, delle famiglie colpite dal Covid e di quelle che ne sono state finora immuni, dei tanti nostri concittadini che apprezzano le sue competenze scientifiche e che, come lei, sono determinate a non piegare la testa di fronte al potente di turno

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