

FERMIAMO JEFTA e gli altri trattati simili ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL´AIA!


FERMIAMO JEFTA e gli altri trattati simili ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL´AIA!
Il problema
Il 17 luglio 2018, a Tokio è stato siglato JEFTA, l´accordo di libero scambio tra l´Unione Europea e il Giappone. Tramite JEFTA dovrebbe nascere la zona di commercio più grande del mondo. Anni di trattative segrete hanno preparato la stipula del trattato. In effetti, l´Unione Europea ha reso pubblico il contenuto di JEFTA solo in seguito ad una massiccia pressione pubblica.
JEFTA dovrebbe essere ratificato dal Parlamento Europeo entro la fine dell´anno. Il governo italiano ha già dato il suo parere positivo, omettendo una consultazione in parlamento. Peraltro, la discussione e votazione di questa ultima generazione di accordi commerciali non è obbligatoria e dunque il trattato entrerebbe in vigore senza alcun consenso dai parlamenti nazionali. Davvero non si può immaginare una procedura meno democratica di approvazione!
Invece JEFTA riguarda noi tutti: in base a questo accordo le imprese ottengono molti diritti nuovi, senza doversi sottoporre agli obblighi corrispondenti o rispettare dei limiti finora esistenti. Rispetto alla libertà di commercio, le esigenze sociali ed ecologiche hanno solo una valenza subordinata. Un´analisi critica delle organizzazioni PowerShift, LobbyControl, Greenpeace e BUND giunge a questa conclusione deludente: „JEFTA – come molti altri trattati di commercio – segue l´agenda delle imprese multinazionali, rinunciando addirittura ad aspetti più positivi presenti in CETA (il trattato di libero scambio tra l´UE e Canada)“ https://power-shift.de/wp-content/uploads/2018/07/JEFTA_20180717_02.pdf - (Con questo link puoi tradurre i testi in lingua tedesca e inglese in italiano: www.deepl.com)
La conseguenza di accordi come JEFTA, CETA e TTIP è la violazione di molti diritti acquisiti nel settore del lavoro, della salute, della tutela dell´ambiente e perfino della vita. Le nuove regole spesso proteggono grandi progetti come miniere o mono-culture, implementati da società multinazionali, che distruggono l´ambiente e ignorano che tanti esseri umani perdono tutti i loro averi, muoiono di fame o, addirittura, si suicidano nel compimento di essi.
Sembra che JEFTA ormai possa essere fermato solo dal Parlamento Europeo. Ma c’è un’altra carta da giocare: possiamo bloccare il proliferare di questo trattato, e di tanti altri che rischiano di nuocere il bene comune, tramite la Corte Internazionale di Giustizia dell´Aia. Prof. Alfred de Zayas, un esperto di diritto internazionale statunitense, che dal 2012 è inviato speciale dell´ONU per la promozione di un ordine internazionale equo e democratico, ha paventato questa opzione. Segue un link all´intervista illuminante del Prof. de Zayas del 7 luglio 2015: https://www.zeit-fragen.ch/en/ausgaben/2015/nr-18-7-juli-2015/tpp-ttip-und-tisa-sind-politische-vertraege-die-unser-demokratisches-system-abschaffen-sollen.html
Ecco l´approccio proposto:
1. La Carta delle Nazioni Unite, quale norma costituente di esse, segue l´obiettivo di difendere i diritti umani e il bene comune. In effetti, la Carta afferma che in caso di conflitto con qualsiasi altra norma o trattato, sarà sempre essa a prevalere. Così, se la Carta fosse implementata in modo vincolante in tutto il mondo, dovrebbe stabilire i punti di riferimento in materia di protezione dei diritti umani e dell´ambiente.
A questo fine potrebbe essere determinante il supporto della Corte Internazionale di Giustizia dell´Aia, la massima autorità nel campo dei diritti umani. Essa non si attiva autonomamente per fornire perizie legali o avviare processi, ma agisce solo su istanza di un querelante. Comunque, l´iniziativa potrebbe partire proprio dalle agenzie specializzate dell´ONU. Essi sarebbero nelle condizioni di esigere che la Carta delle Nazioni Unite venga rispettato “ubi major” per definire degli standard supremi, che devono essere seguiti da tutti i trattati dei suoi stati membri.
2. Perciò intendiamo rivolgerci ad una delle organizzazioni dell´ONU come la ILO (l´organizzazione mondiale del lavoro), la WHO (l´organizzazione mondiale della salute), l´UNICEF (l´organizzazione per la tutela dell´infanzia) o la FAO (l´organizzazione mondiale per l´alimentazione e agricoltura) esigendo che richieda una perizia legale sulla compatibilità tra i trattati di libero scambio e la Carta delle Nazioni Unite. Questa perizia senz´altro affermerebbe che i singoli stati non possono stipulare accordi che sono contrari alla Carta delle Nazioni Unite.
3. In questo caso tutti i trattati di commercio internazionali esistenti (cioè JEFTA, CETA e all´incirca 3000 altri patti bi-laterali) dovrebbero essere esaminati e le disposizioni che contravvengono alla carta e il bene comune andrebbero eliminati dai testi. Così è previsto nel diritto internazionale.
Seguendo il ragionamento suddetto, con questa petizione vogliamo convincere le agenzie specializzate dell´ONU sopra nominate a richiedere una perizia legale alla Corte di Giustizia dell´Aia. Vi prego di sostenermi in questa iniziativa. Vogliamo rendere tutti i trattati di libero scambio innocui con il sostegno della Corte di Giustizia dell´Aia!
Sostenete e diffondete la mia petizione!

Il problema
Il 17 luglio 2018, a Tokio è stato siglato JEFTA, l´accordo di libero scambio tra l´Unione Europea e il Giappone. Tramite JEFTA dovrebbe nascere la zona di commercio più grande del mondo. Anni di trattative segrete hanno preparato la stipula del trattato. In effetti, l´Unione Europea ha reso pubblico il contenuto di JEFTA solo in seguito ad una massiccia pressione pubblica.
JEFTA dovrebbe essere ratificato dal Parlamento Europeo entro la fine dell´anno. Il governo italiano ha già dato il suo parere positivo, omettendo una consultazione in parlamento. Peraltro, la discussione e votazione di questa ultima generazione di accordi commerciali non è obbligatoria e dunque il trattato entrerebbe in vigore senza alcun consenso dai parlamenti nazionali. Davvero non si può immaginare una procedura meno democratica di approvazione!
Invece JEFTA riguarda noi tutti: in base a questo accordo le imprese ottengono molti diritti nuovi, senza doversi sottoporre agli obblighi corrispondenti o rispettare dei limiti finora esistenti. Rispetto alla libertà di commercio, le esigenze sociali ed ecologiche hanno solo una valenza subordinata. Un´analisi critica delle organizzazioni PowerShift, LobbyControl, Greenpeace e BUND giunge a questa conclusione deludente: „JEFTA – come molti altri trattati di commercio – segue l´agenda delle imprese multinazionali, rinunciando addirittura ad aspetti più positivi presenti in CETA (il trattato di libero scambio tra l´UE e Canada)“ https://power-shift.de/wp-content/uploads/2018/07/JEFTA_20180717_02.pdf - (Con questo link puoi tradurre i testi in lingua tedesca e inglese in italiano: www.deepl.com)
La conseguenza di accordi come JEFTA, CETA e TTIP è la violazione di molti diritti acquisiti nel settore del lavoro, della salute, della tutela dell´ambiente e perfino della vita. Le nuove regole spesso proteggono grandi progetti come miniere o mono-culture, implementati da società multinazionali, che distruggono l´ambiente e ignorano che tanti esseri umani perdono tutti i loro averi, muoiono di fame o, addirittura, si suicidano nel compimento di essi.
Sembra che JEFTA ormai possa essere fermato solo dal Parlamento Europeo. Ma c’è un’altra carta da giocare: possiamo bloccare il proliferare di questo trattato, e di tanti altri che rischiano di nuocere il bene comune, tramite la Corte Internazionale di Giustizia dell´Aia. Prof. Alfred de Zayas, un esperto di diritto internazionale statunitense, che dal 2012 è inviato speciale dell´ONU per la promozione di un ordine internazionale equo e democratico, ha paventato questa opzione. Segue un link all´intervista illuminante del Prof. de Zayas del 7 luglio 2015: https://www.zeit-fragen.ch/en/ausgaben/2015/nr-18-7-juli-2015/tpp-ttip-und-tisa-sind-politische-vertraege-die-unser-demokratisches-system-abschaffen-sollen.html
Ecco l´approccio proposto:
1. La Carta delle Nazioni Unite, quale norma costituente di esse, segue l´obiettivo di difendere i diritti umani e il bene comune. In effetti, la Carta afferma che in caso di conflitto con qualsiasi altra norma o trattato, sarà sempre essa a prevalere. Così, se la Carta fosse implementata in modo vincolante in tutto il mondo, dovrebbe stabilire i punti di riferimento in materia di protezione dei diritti umani e dell´ambiente.
A questo fine potrebbe essere determinante il supporto della Corte Internazionale di Giustizia dell´Aia, la massima autorità nel campo dei diritti umani. Essa non si attiva autonomamente per fornire perizie legali o avviare processi, ma agisce solo su istanza di un querelante. Comunque, l´iniziativa potrebbe partire proprio dalle agenzie specializzate dell´ONU. Essi sarebbero nelle condizioni di esigere che la Carta delle Nazioni Unite venga rispettato “ubi major” per definire degli standard supremi, che devono essere seguiti da tutti i trattati dei suoi stati membri.
2. Perciò intendiamo rivolgerci ad una delle organizzazioni dell´ONU come la ILO (l´organizzazione mondiale del lavoro), la WHO (l´organizzazione mondiale della salute), l´UNICEF (l´organizzazione per la tutela dell´infanzia) o la FAO (l´organizzazione mondiale per l´alimentazione e agricoltura) esigendo che richieda una perizia legale sulla compatibilità tra i trattati di libero scambio e la Carta delle Nazioni Unite. Questa perizia senz´altro affermerebbe che i singoli stati non possono stipulare accordi che sono contrari alla Carta delle Nazioni Unite.
3. In questo caso tutti i trattati di commercio internazionali esistenti (cioè JEFTA, CETA e all´incirca 3000 altri patti bi-laterali) dovrebbero essere esaminati e le disposizioni che contravvengono alla carta e il bene comune andrebbero eliminati dai testi. Così è previsto nel diritto internazionale.
Seguendo il ragionamento suddetto, con questa petizione vogliamo convincere le agenzie specializzate dell´ONU sopra nominate a richiedere una perizia legale alla Corte di Giustizia dell´Aia. Vi prego di sostenermi in questa iniziativa. Vogliamo rendere tutti i trattati di libero scambio innocui con il sostegno della Corte di Giustizia dell´Aia!
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PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 31 agosto 2018