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ALLUMINIO NEI VACCINI E I DANNI IRREVERSIBILI

alessio di benedetto
Lucera, Italy

May 6, 2018 — FONTE: http://mginvestment.biz/site/vaccini-provocano-autismo-malattie-mortali-lo-dice-anche-bugiardino/

"I vaccini non causano autismo STOP" , dice Enrico Mentana, pero'...

500 sentenze solo in Italia confermano il nesso.
I bugiardini riportano danni neurologici e autismo tra le reazioni avverse.
https://www.change.org/p/alla-corte-europea-dei-diritti-dell-uomo-legge-lorenzin-pd/u/20453627
I VACCINI SONO TUTTI INDISTINTAMENTE ALTAMENTE TOSSICI (LORENZIN A CENA CON BIG PHARMA)

Franco Antonelli presidente dell'associazione "i bambini delle fate" racconta di 6.000 famiglie con la stessa storia: vaccino > febbre alta > regressione autistica immediata.
https://www.youtube.com/watch?v=a0mVLvHDrNo CAUSE IN CUI E’ STATO RICONOSCIUTO IL LEGAME DIRETTO VACCINAZIONI-AUTISMO

Fino a due anni fa, ogni settimana, su giornali e telegiornali, si parlava di morti da vaccino, di lotti assassini per cui venivano ritirati milioni di dosi, sentenze di nesso causale, e della corruzione in ambito vaccinale (report).
Ora magicamente è tutto sparito.
Del resto il ministro l'ha detto che avrebbe fatto sparire ogni informazione contraria, chiamandola "fake news" così nessuno potrà più gridare alla censura. LA DITTATURA STA DIVENTANDO IRREVERSIBILE: O CI RIBELLIAMO O E' CAMPO DI CONCENTRAMENTO
http://www.vacciniinforma.it/tag/convenzione-di-oviedo

In Francia però, i neurologi degli ospedali pubblici non chinano la testa e portano avanti studi urgenti per contrastare la follia degli 11 vaccini obbligatori, proprio partendo dalla neurotossicità dell'alluminio vaccinale iniettato anche in piccolissime dosi.

http://m.leparisien.fr/societe/aluminium-dans-les-vaccins-le-rapport-qui-derange-21-09-2017-7277037.php

Nei laboratori di mezzo mondo le iniezioni della stessa quantità per chilo di peso di alluminio contenuto nei vaccini, continuano a fare impazzire ogni tipo di cavia animale (pecore, topi ecc...) in modo irreversibile e gli scienziati indipendenti gridano allo stop vaccinale fino a seri approfondimenti.

Recentissimo l'ennesimo studio sulle conseguenze negative di sali di alluminio vaccinali sul sistema neurologico delle cavie.

Documentari sulla neurotossicità dell'alluminio sui topi sono ovunque e sotto gli occhi di tutti:
https://www.youtube.com/watch?v=1D_9-qeog_E

E di scienziati di fama mondiale ce ne sono fin troppi che affermano che l'alluminio è ultra-tossico negli umani, e nelle donne in gravidanza:

Non a caso i vaccini come il Boostrix sono farmaci di classe C in America, ossia quei farmaci che in gravidanza negli animali danneggiano il feto, e per cui non vi sono test negli uomini, quindi si somministrano e via !
Ma è sufficiente ignorare studi e scienziati per continuare a credere che l'alluminio nei vaccini sia salubre.
Il problema è che se questo lo ignora una mamma è lecito.

Se lo ignora l'Istituto superiore di Sanità di Walter Ricciardi, è un problema serio.
ISS afferma infatti che non vi sono metalli pesanti e che se ci fossero sarebbero innocui.

Gli scienziati finanziati dalle farmaceutiche affermano ovviamente che i vaccini non hanno nulla a che fare con sindromi autistiche e danni neurologici e/o neuromotori, semplicemente affermando che nel mondo ci sono alcuni bambini autistici mai vaccinati quindi il problema non possono essere i vaccini (ahh... la scienza).
Della serie: il cancro ai polmoni viene solo se fumi. Se ti fai una settimana a Chernobyl e torni con il cancro ai polmoni, non è stata la radiazione a causare il cancro, perché non sei un fumatore.
I geni della "scienza non democratica"...
E del resto, vi spiegheranno che noi non siamo topi, quindi non è detto che ci faccia male, anzi il contrario !
La triste verità è che scienziati di fama internazionale scrivono al Ministro da anni.
Tra questi vi sono Premi Nobel e intere associazioni di neurologi e immunologi (es: SIPNEI), professori universitari e chirurghi con 40 anni di esperienza alle spalle, medici pediatri di tutta Italia, i quali chiedendo uno stop di questa legge folle che danneggerà un numero elevato di bambini in modo irreversibile, sia con reazioni immediate, sia con danni a lungo termine che si manifesteranno.
cit. Jean Paul Vanoli
Cordialmente
Apriamo la mente
Renato Murolo

Allarme pubblico in Francia: dimostrata la connessione fra l’alluminio nei vaccini e la sindrome della stanchezza cronica, ma anche altre
fonte: http://www.palmerini.net/blog/allarme-pubblico-in-francia-dimostrata-la-connessione-fra-lalluminio-nei-vaccini-e-la-sindrome-della-stanchezza-cronica-ma-anche-altre/

Il prof. Romain Gherardi è un noto professore e ricercatore francese di grande prestigio internazionale, ha partecipato ad oltre 150 studi scientifici pubblicati, in alcuni di essi ha lavorato con decine di scienziati contemporaneamente.
Le ricerche di Gherardi sono pubblicate su prestigiose riviste scientifiche e citata da centinaia di altri autori e ricerche.

Gherardi ha svolto e pubblicato oltre 25 studi sull’ alluminio e su l’adiuvante alluminio usato nei vaccini, scoprendo cose sconcertarti.

In questo video il professor Gherardi, intervistato in Francia, parla di come sia scientificamente provata la connessione dell’alluminio contenuto nei vaccini (usato come adiuvante) con la sindrome della stanchezza cronica.
https://www.youtube.com/watch?v=R1Lw3GMG14Q

Il professore ha inoltre verificato sperimentalmente che l’alluminio migra dal punto di iniezione (muscolo) al cervello, ma che il processo non si conclude in pochi giorni come si credeva, in un certo numero di persone l’alluminio non viene smaltito e può perdurare anni, anche nel cervello.
Tutto ciò può innescare, ed innesca in un certo numero di casi, delle infiammazione che possono degenerare in auto-infiammazioni.

Nel video Gherardi denuncia che a causa di queste scoperte non gli sono stati rinnovati i finanziamenti per le ricerche sebbene le stesse non abbiamo direttamente messo in alcun modo in discussione i vaccini e siano state volute inizialmente proprio dalle istituzioni pubbliche.

Sempre restando nel campo scientifico, oltre a quanto detto da Gherardi, anche altri autori hanno dimostrato la connessione fra alluminio e forme di demenza, con una ridotta capacità di attenzione, e altre sindromi del cervello.

Gli studi dell’adiuvante alluminio nei vaccini che ne hanno dimostrato la pericolosità hanno visto nel 2017 una incredibile impennata e una serie di conferme incrociate.

Non è da escludere che la pericolosità dell’alluminio sia la ragione del declassamento di alcuni vaccini, e che tutto questo potrebbe portare al loro ritiro dal mercato. Anzi, il principio di precauzione lo imporrebbe già ora. Invece quelli somministrati dalle ASL risultano a volte con la vecchia classificazione di “sicuri” perché sono scorte di magazzino.

Ecco che in questo bisogno di smaltire le scorte si potrebbe vedere una ragione della incredibile fretta per imporre vaccinazioni di massa, anche imponendo un oblungo contro i diritti umani e la Convenzione di Oviedo.

STORIA DELLA SCOPERTA DI ROMAIN GHERARDI
Nel dicembre 1993, in occasione di una riunione di specialisti neuropatologi, una collega presenta immagini, mai viste prima, evidenziate al microscopio elettronico, di tessuto muscolare prelevato con biopsia. Si tratta di macrofagi (cellule del sistema immunitario) pieni di agglutinati cristallini di una sostanza sconosciuta – che si rivelerà poi essere alluminio proveniente da vaccinazione iniettata nel muscolo. La paziente a cui è stato prelevato questo tessuto soffre di miopatia, dolori, fatica cronica invalidante (non è più in grado di fare il minimo sforzo, e quindi ha perso il lavoro), ha cefalee e difficoltà a concentrarsi. È una malattia neurologica a tutti gli effetti, non solo muscolare.
La riunione del dicembre 1993 raccoglie tutti i più importanti specialisti neuropatologi di Francia, convenuti qui dai loro laboratori di Parigi, Bordeaux, Marsiglia, Lione, Nantes, Rouen, Brest per esaminare e discutere con i colleghi i loro casi più interessanti e misteriosi. E’ una proficua forma di aggiornamento professionale che questi specialisti si concedono ogni 2 anni. È presente anche il professor Romain Gherardi, direttore del Servizio di Istologia dell’Ospedale Henri-Mondor di Créteil (Parigi).
Gli specialisti ancora non lo sanno, ma le immagini presentate sono una bomba a orologeria.
Qualche settimana più tardi, gennaio1994, nel laboratorio d’istologia dell’ospedale Henri-Mondor il professor Gherardi e un collega neuropatologo esaminano al microscopio elettronico i prelievi (surgelati a -180°, non conservati nel formolo) fatti nel muscolo deltoide e nel nervo periferico di un paziente dell’ospedale che soffre di dolori muscolari inspiegati e di fatica cronica: sono immagini identiche a quelle viste a dicembre nella riunione di aggiornamento dei neuropatologi. I due specialisti cominciano a consultare tutta la letteratura medica relativa alle malattie muscolari, dalla più antica alla più recente. Non trovano immagini simili.
Alcuni mesi dopo, inizio 1995, un altro caso: stessi sintomi, stesso tipo di prelievo, stesse immagini. Qui sta succedendo qualcosa.
Poi trovano un altro caso all’ospedale della Salpêtrière, poi un quinto caso a Marsiglia. Stesse immagini nella biopsia. Stessi segni clinici: dolori muscolari e articolari diffusi alla schiena, alle gambe, alle braccia, ai polsi, così forti che diventano invalidanti. Anche debolezza muscolare, che trasforma in prove insormontabili i gesti più semplici del quotidiano: alzarsi dal letto, vestirsi, lavare i piatti, scendere le scale… spossati, un certo numero di pazienti ha smesso di lavorare. Studenti hanno dovuto rassegnarsi a interrompere gli studi. Sta succedendo qualcosa di grave, molto grave. Una patologia sconosciuta si sta abbattendo sul Paese. Siamo agli inizi degli anni Ottanta. Oltre a quella dell’AIDS, si sta preparando una nuova catastrofe?
Il professor Gherardi per prima cosa scrive all’enorme macchina di vigilanza sanitaria americana, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), con base ad Atlanta. Siamo nel 1997. La risposta arriva a tambur battente per posta elettronica: professor Gherardi, si rivolga all’Istituto di vigilanza sanitaria (InVs) del Suo Paese – di cui il professor Gherardi viene a conoscenza solo ora, e che si trova a pochi minuti dall’ospedale Henri-Mondor.
Che cos’è? Una malattia infettiva? Non si trovano germi. Tossica? Bisogna trovare la fonte dell’avvelenamento nell’ambiente dei pazienti. Parte l’inchiesta dell’InVS: contattare tutti i malati, repertoriare i loro antecedenti medici, i loro sintomi; analizzare le loro abitazioni, il loro mestiere, le loro abitudini alimentari, i loro viaggi, le loro attività del tempo libero… Confrontare i risultati e vedere se queste donne e uomini sono stati esposti a uno stesso agente causale, tossico o infettivo che sia. Può nascondersi in qualunque posto: un tubetto di dentifricio, la saliva di una zanzara, la coibentazione di un granaio, il fondo di un hangar o di un’officina, la diffusione di un campo…
Intanto l’Associazione francese contro le miopatie (AFM) lancia un gruppo di studio sulle malattie muscolari acquisite e disimmunitarie. Vengono coinvolti e riuniti i migliori specialisti del campo dei muscoli, dalle patologie più comuni fino alle più rare. Si dà un nome alla malattia: miofascite macrofagica, o, etimologicamente, infiammazione (-ite) del muscolo (mio-) e delle sue fasce, a forte componente di macrofagi. Si confrontano (e si scontrano, per rivalità professionali) gli esperti.
Nominano coordinatore degli studi proprio il professor Gherardi, a cui verranno conferiti tutti i dati clinici e di laboratorio raccolti dai colleghi sui malati di questa nuova, misteriosa malattia (cartelle cliniche di tutti i pazienti, esami neurologici, miogrammi, biopsie – da esaminare e comparare – un lavoro di mesi –con l’aggiunta di studi esaustivi della letteratura delle istiocitosi – nome che indica le malattie che riguardano gli istiociti, cioè i macrofagi – un lavoro colossale).
Cercano ostinatamente segni di germi. Ma i germi non ci sono. Eppure alcuni pazienti rispondono favorevolmente agli antibiotici. Mentre gli esperti discutono, un’esperta, quella che ha visto e presentato ai colleghi il primo campione di tessuto, Michelle Coquet, fa studiare campioni delle sue biopsie muscolari al Centro di Studi nucleari di Bordeaux-Gradignan: l’immagine spettrografica è quella di un metallo, il tredicesimo elemento del sistema periodico. E non può provenire da polveri in sospensione nell’aria circostante: la cartografia è perfettamente sovrapponibile a quella delle inclusioni trovate nei macrofagi dei muscoli. I muscoli colpiti da miofascite macrofagica sono pieni di… alluminio.
Ma da dove viene questo alluminio? E perché si presenta solo ora?
NON C’È ALLUMINIO IN NESSUN ORGANISMO VIVENTE DELLA TERRA. L’ALLUMINIO NON È PRESENTE NEL METABOLISMO DELLE CELLULE, VEGETALI O ANIMALI CHE SIANO. Se non fosse stato estratto dalle viscere della terra, l’alluminio sarebbe ancora sepolto nella litosfera. È il metallo di gran lunga più presente sulla terra. Gli umani, curiosi e creativi, lo hanno estratto dagli strati di bauxite e l’hanno messo nelle carlinghe degli aerei, nelle vetture, negli utensili da cucina, nelle lattine per bibite, e poi, surrettiziamente, nelle polveri lievitanti, nei deodoranti, nelle creme solari, nei dentifrici, negli additivi alimentari, nel latte artificiale per lattanti, in numerosi farmaci, nel liquido per la dialisi dei nefropatici (e in altri prodotti sanitari, tipo il Maalox, il Phosphalugel e altri), negli alimenti per gli allevamenti di pesci nell’oceano, che ne sono gravemente ammalati. Ormai è dappertutto attorno a noi: nell’acqua che beviamo, nell’aria che respiriamo.
L’hanno trovato nei cervelli dei malati di Alzheimer deceduti. Tagliando col bisturi il tessuto cerebrale malato si sentiva un insolito scricchiolio. Era il rumore metallico dell’alluminio.
Una cosa mai vista nella storia del vivente. Ma come fa a essere nei muscoli? Da dove viene?
Intanto aumenta di settimana in settimana il numero di malati: 4 nuovi pazienti identificati nel corso del 1997, 12 nel 1998, 36 nel 1999, 52 nel 2000, cioè una media di uno a settimana – cifra che si stabilizzerà nel corso degli anni seguenti.
Il dottor Gherardi, da vero monomaniaco, studia i casi e vede una tendenza: il 20% di questi malati soffre da un po’ di una malattia autoimmune conclamata, e grave: sclerosi multipla (10%), tiroidite (3%), sindrome di Sjögren, poliartrite reumatoide, dermatomiositi e altre malattie infiammatorie (7%). E nel 50% di questi malati l’analisi del sangue rivela la presenza di autoanticorpi (anticorpi contro i tessuti dello stesso malato: il suo sistema immunitario non è più capace di riconoscere le cellule del sé e le attacca o le mangia). È una malattia grave e irreversibile. Può attaccare la tiroide, le ghiandole salivari e lacrimali, altri tessuti. Che ci sia un legame fra l’istiocitosi (malattia dei macrofagi) presunta infettiva, e l’autoimmunità?
Finalmente il 27 ottobre 1998 arriva al laboratorio del professor Gherardi un libro che lui si è voluto regalare e che gli è costato un occhio della testa: L’encyclopedia of Immunology di Ivan M Roitt e Peter J. Delves, uscito in luglio.
Da dove cominciare? Beh, visto che l’esame spettrometrico delle famose biopsie ha rivelato che le masse di cristalli presenti nei fagociti sono ammassi di particelle di alluminio, parte dalla voce: Alluminio.
E cosa trova? Idrossido di alluminio come adiuvante dei vaccini.
L’alluminio è stato messo nei vaccini a partire dal 1926 e è ancora presente in tutti o quasi i vaccini - senza che siano mai stati fatti, né dalle industrie farmaceutiche, né dallo stato, studi sulla dannosità o la sicurezza dell’alluminio nei vaccini. Ma solo recentemente i vaccini vengono iniettati nei muscoli, come da istruzioni dell’OMS.
La storia prosegue con il resoconto della partecipazione del professor Gherardi al convegno OMS sugli adiuvanti dei vaccini a Puerto Rico nel maggio del 2000, su invito espresso del CDC di Atlanta. Il professore credeva che quell’alto consesso (i cui funzionari sono stipendiati dalle tasse dei cittadini, e anche, in un modo o nell’altro, sovvenzionati dalle grandi multinazionali del farmaco) volesse sentire dalla sua voce le nuove scoperte fatte nel suo laboratorio, con tanto di documenti e immagini inoppugnabili.
Il resoconto del suo intervento e delle reazioni dei presenti, una storia ripugnante, riferisce di attacchi che gli sono stati rivolti dai cosiddetti “esperti” per denigrarlo ingiustificatamente e screditarlo. Non si può fare a meno di concluderne che era una trappola, organizzata in modo che i produttori di farmaci con alluminio potessero continuare a produrre e vendere il loro veleno con la protezione degli “esperti”. Come è stato, perché oggi, maggio 2018, i vaccini contengono ancora alluminio.
Nessuno Stato, né francese, né italiano, né americano, è andato a esaminare questi vaccini, né ha finanziato studi seri e indipendenti sulla innocuità e la sicurezza dei vaccini. In compenso lo Stato ha obbligato o sta obbligando le popolazioni a farseli iniettare con un pretesto di urgenza inesistente, addirittura minacciando e applicando gravi sanzioni contro i genitori che si ribellano perché vogliono proteggere i propri bambini, e discriminando e applicando l’aparteid contro i bambini delle scuole materne non vaccinati.
C’è ancora molto da dire. Mi limito ad aggiungere che un vaccino cosiddetto “contro” il papillomavirus e “contro il cancro del collo dell’utero” ha dato effetti collaterali gravissimi dello stesso tipo descritto sopra, malattie invalidanti e addirittura decessi, ad esempio in ragazze, ma anche maschi, giovani. Contiene alluminio. Chi vuol saperne di più guardi qualche video del dottor Stefano Montanari, che parla molto chiaro, o legga la pagina Facebook del ginecologo dottor Roberto Petrella. Scoprirà cose orripilanti.
Questo resoconto è estratto dal libro del professor Romain Gherardi intitolato Toxic Story, che malgrado il titolo in inglese è ovviamente scritto in francese, visto che il dottor Gherardi è un rispettato e bravissimo professionista francese.


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