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Vaccini: dimostrateci che non c’è più mercurio e che sono davvero sicuri

alessio di benedetto
Lucera, Italy

Feb 25, 2017 — 18 febbraio 2017 : Robert De Niro e Robert F. Kennedy Jr., Presidente del World Mercury Project [WMP] e nominato da Trump a capo di una Commissione per la sicurezza sui vaccini, hanno lanciato la loro sfida durante una conferenza stampa avvenuta mercoledì scorso: 100.000 $ di premio per dimostrare che i vaccini non contengono mercurio e sono sicuri come vogliono farci credere.
In verità, il Thimerosal, un conservante contenente mercurio, è ancora presente nella filiera produttiva ed utilizzato negli Stati Uniti nei 48 milioni di vaccini antinfluenzali somministrati ogni anno, così come è presente nel vaccino anti-tetano, nel vaccino anti-meningococco e viene somministrato in dosi massicce nei vaccini pediatrici destinati ai 100 milioni di bambini nel mondo in via di sviluppo.
Una recente revisione dei [corrotti] Centers for Disease Control [CDC], ha evidenziato che l’etilmercurio presente nel Thimerosal è profondamente neurotossico così come il più noto e maggiormente regolamentato metilmercurio presente nel pesce.
In pratica, da un lato, il governo degli Stati Uniti informa le donne gravide sui pericoli del pesce inquinato dal mercurio, in modo che esse non danneggino i loro feti, e dall’altro, il CDC supporta l’iniezione di vaccini contenenti mercurio nelle donne gravide, nei neonati e nei bambini. Questa contraddizione sfida ogni logica e il buon senso.

Kennedy e De Niro hanno lanciato il loro appello citando, fra gli altri, un recente studio epidemiologico dell’Università di Yale che correla le vaccinazioni ai Disordini neurologici [fra i quali ADD, ADHD, Disturbi dello Spettro Autistico, Anoressia nervosa, Disturbo bipolare, Disturbo ossessivo compulsivo, Depressione].
Kennedy e De Niro denunciano che i giornalisti – persino quelli che si occupano di salute e scienza – non leggono gli studi scientifici! E sulle questioni relative ai vaccini, molti giornalisti hanno permesso che governo e industria farmaceutica li istruissero.
Anziché porre domande, scavare e investigare, i giornalisti, troppo spesso, hanno scelto la via più facile, quella di ripetere a pappagallo le garanzie di sicurezza dell’industria farmaceutica, degli uffici stampa istituzionali, e dell’ufficio per la sicurezza delle vaccinazioni dei CDC, mentre avrebbero validissime ragioni per dubitarne.


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