“Salviamo il centro di salute mentale di Schio”.

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L’amministrazione comunale di Schio faccia qualcosa perché la chiusura del centro di salute mentale è inaccettabile per il nostro territorio. Nonostante i suoi 30 anni di attività e con circa 1.500 visite l’anno, il centro di salute di Schio rischia di chiudere i battenti perché la discussione in materia di Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) e la distribuzione delle competenze sanitarie nel territorio ha privilegiato Malo e Thiene.  Schio sta perdendo molti servizi sanitari fondamentali Il centro di salute mentale di Schio che ha sempre dato risposta a persone con problemi psichiatrici anche molto gravi. Visite di routine, di prima indicazione, un supporto indispensabile nel territorio per molti pazienti in gravi difficoltà sia di salute che, spesso, economiche. Secondo la normativa nazionale e regionale, la presa in carico delle persone con malattia mentale e delle loro famiglie è effettuata dal Dipartimento di Salute mentale. Le sue principali articolazioni sono il servizio ospedaliero di Diagnosi e cura ed i Centri di Salute mentale che si occupano dell’assistenza territoriale, coordinando anche la rete delle strutture convenzionate. Poiché la maggior parte del lungo percorso di cura e riabilitazione della persona con malattia mentale viene effettuato mantenendola nel proprio contesto di vita, si coglie subito l’importanza dell’attività del Centro di Salute Mentale. Esso è il centro di coordinamento degli interventi di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e reinserimento sociale. Svolge funzioni di ascolto, accoglienza e valutazione in situazioni di disagio psichico, progetta e attua programmi personalizzati di cura con interventi ambulatoriali, domiciliari, semiresidenziali (Centro Diurno) e residenziali (Comunità). Collabora con altri servizi territoriali per l’inserimento sociale, abitativo, lavorativo – hanno continuato i consiglieri – Ci è giunta la notizia che il centro di salute mentale di Schio chiuderà a luglio e che, dopo l’ennesima incorporazione, il servizio resterà aperto solo a Thiene. Una scelta di una gravità assoluta che finisce per penalizzare proprio le persone più deboli del territorio. Non è con l’accorpamento con Thiene che le risorse possono aumentare e l’assistenza migliorare. Anzi, nel periodo estivo, quando spesso si accentuano i disturbi, si induce ai pazienti l’ulteriore disagio dello spostamento a Thiene. Senza tener conto che per tanti di loro, che vivono con minime risorse economiche, anche solo l’acquisto di un biglietto del treno o dell’autobus è un problema. Sarebbe l’ennesima beffa per il nostro territorio,