Milano dice no alle ordinanze!

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Al Sindaco di Milano

Alla Giunta

Al Presidente del Consiglio Comunale

Ai Consiglieri Comunali

 

Sono più di 10 anni, e il primo fu Maroni, che dal Ministero degli Interni si attribuiscono ai Sindaci maggiori poteri in materia di sicurezza e decoro urbano, cercando di fatto di trasformarli in controllori dell’ordine pubblico.

Poi ci ha pensato (e continua a pensarci) Salvini che, forte anche del lavoro dei suoi predecessori, a colpi di decreti, è riuscito a trasformare ordine pubblico, decoro e degrado nelle ossessioni di molti, troppi, abitanti delle nostre città.

Va a finire che, nella visione e nel linguaggio comune, parcheggiatori abusivi, spacciatori, clochard e mendicanti finiscono nello stesso calderone; senza star lì a sottilizzare troppo se ci sia un reato, per il quale non serve la sanzione amministrativa né l’allontanamento, ma le forze dell’ordine possono comunque intervenire e arrestare chi spaccia (e se non lo fanno, il perché ce lo spieghi il ministro degli interni).

E però il fatto che l’opinione diffusa sia quella che chi chiede l’elemosina o non ha un posto dove dormire sia una minaccia per la sicurezza di ognuno di noi non può essere avvallata inasprendo misure sanzionatorie che, oltre a essere profondamente ingiuste, non servono a niente – ne siamo convinti.

Perché non è con l’inasprimento del regime sanzionatorio che si promuove la sicurezza, non è con l’identificazione di luoghi degni di maggior tutela, dividendo le città in quartieri di serie A e di serie B, che si promuove l’avanzamento di chi è rimasto indietro.

E allora il senso della delibera di Giunta che va a modificare il Regolamento di Polizia Urbana estendendo le “aree urbane dove opera l’allontanamento” non lo capiamo proprio.

Perché se è vero che poco o nulla aggiunge a quello che già le forze dell’ordine possono fare, non capiamo il senso di una misura che rischia di rafforzare l’ossessione per il decoro e la sicurezza percepita.

Perché se è vero, e lo sappiamo, che la situazione per le strade di Milano è peggiorata – e è peggiorata grazie ai tanti lasciati in strada dal Decreto Salvini – non è estendendo una misura amministrativa che si viene a capo dei problemi.

La sicurezza non è un diritto in sé, ma un bisogno umano che si realizza garantendo la realizzazione di una serie di diritti che, insieme, la costruiscono: il diritto al lavoro, il diritto alla casa, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto a vivere in un luogo dignitoso e, non ultimo, il diritto alla socialità – tutti temi su cui il Governo tace, e sui quali invece Milano deve alzare la voce

Non comprendiamo la fretta, l’urgenza di discutere subito, in pochi giorni, una delibera che suona come un’inversione di rotta nelle politiche di una città che, fino a oggi, sui temi dei diritti e della tutela dei più deboli ha saputo contrapporsi alle politiche retrive e razziste del governo gialloverde

Vogliamo che il Consiglio Comunale di Milano sospenda la discussione della delibera di Giunta, per affrontare la questione dopo l'estate a seguito di un confronto più approfondito e sereno tra le forze politiche, con il coinvolgimento di associazioni e cittadini attivi nel terzo settore.

 

Sinistraxmilano

Sinistra Italiana Milano

I Sentinelli di Milano

Teatro Officina

Associazione Todo Cambia

Tempo per l’infanzia cooperativa sociale onlus

Sonomusica

Spazio Ligera

Associazione Sinitah

Possibile Milano

Associazione Todo Cambia Asp

City Art associazione culturale No Profit

Ornella Carrera

Laura Canali

Roberto Cornelli

Paolo Hutter

Angela Marchisio

Maso Notarianni

Paolo Oddi

Daniela Pistillo

Roberta Ragaini

Donatella Ronchi            

Onorio Rosati

Gianluca Ruggieri

Cecilia Sarti Strada