LO SMOG INCREMENTA I DISTURBI MENTALI E RIDUCE LE ABILITA’ COGNITIVE DEI BAMBINI


Uno studio condotto per otto anni su un campione di circa 8 milioni di persone ha fatto emergere evidenti correlazioni tra la presenza di smog e un aumento del rischio di malattie mentali come la schizofrenia, disturbi d’ansia, depressione con un conseguente incremento nel consumo di farmaci e un aggravamento delle malattie psichiatriche già presenti.
Sergio Harari, Direttore Unità Operativa Pneumologia, Ospedale San Giuseppe MultiMedica di Milano e professore di Medicina Interna alla Statale osserva: “Questi nuovi preoccupanti dati sugli effetti nel lungo termine dell’inquinamento, indicano che lo smog è un concreto pericolo non solo per cuore e polmoni, ma anche per il cervello. Sapevamo che l’aria inquinata è deleteria per la funzionalità cerebrale, perché per esempio è stato dimostrato che l’esposizione allo smog peggiora le performance cerebrali e addirittura accelera il declino cognitivo correlato all’età, aumentando il rischio di Alzheimer ma i risultati preliminari dei nuovi studi indicano che lo smog può essere tossico sul funzionamento cerebrale al punto da provocare anche patologie psichiatriche, probabilmente attraverso un incremento dell’infiammazione generale o per un’alterazione delle difese antiossidanti. I danni dello smog sul cervello sono evidenti a ogni età, perfino se si è esposti allo smog durante il periodo fetale: è stato dimostrato che livelli di inquinamento inferiori alle soglie stabilite dall’Unione Europea (medie annuali di PM10: 40 microgrammi per m3) comportano alterazioni nello sviluppo del cervello dei bimbi, con una corteccia cerebrale che diventa più sottile in alcune aree e quindi a un maggior rischio di problemi come il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività”.
Ed è ormai noto anche l’effetto dello smog sullo sviluppo cognitivo nei bambini: “Sappiamo per esempio – commenta Pier Mannuccio Mannucci, Professore Emerito di Medicina Interna, Università degli Studi di Milano e Policlinico di Milano – che i livelli di esposizione all’inquinamento atmosferico correlano con le capacità in test matematici e di linguaggio e quanto più si è esposti allo smog, tanto più con l’andare degli anni peggiorano le abilità cognitive necessarie a svolgere i test, soprattutto nei maschi e in chi appartiene a fasce socioculturali svantaggiate. Al contrario gli spazi verdi nella scuola e nell’ambiente circostante aiutano l’apprendimento, portando a un miglioramento dello sviluppo cognitivo: piante e alberi riducono l’inquinamento atmosferico e in parallelo portano i ragazzini ad avere un miglioramento nelle capacità di memoria e di attenzione, a tutto vantaggio della performance scolastica”.
Questi preoccupanti dati scientifici confermano, ancora una volta, la necessità di non procedere con l’allargamento del tratto autostradale del Passante di mezzo per condurre con urgenza e comunque prima di qualsiasi decisione sull’opera, una valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario che stimi l’impatto dell’inquinamento atmosferico causato dal traffico derivante dal sistema tangenziale/autostrada sulla popolazione esposta. In parallelo, è indispensabile attivare un monitoriaggio continuo della qualità dell’aria tramite specifiche centraline fisse che devono essere installate lungo il percorso dell’attuale sistema tangenziale/autostrada.
Se anche tu, come tanti cittadini bolognesi, comitati e associazioni ambientaliste ritieni che il tema della salvaguardia della salute e dell’ambiente sia un priorità, ti invitiamo a diffondere questa petizione con cui chiediamo alle istituzioni pubbliche di intervenire al più presto.
Qui è reperibile il programma del Convegno Respirami 2022: https://www.epidemiologia.it/convegno-respirami-2022/