Petition updateAppello per un monitoraggio dell’aria e valutazione di impatto sanitario sul Passante

PERCHE' LUNGO IL PASSANTE NON CI SONO CENTRALINE FISSE PER IL MONITORAGGIO DELL'ARIA?

Rete civica Aria Pesa
May 27, 2021

Correva l’anno 2000, quando un progetto di ASPI per l’ampliamento alla terza corsia del tratto bolognese della A14 venne sottoposto alla procedura di VIA, che si concluse favorevolmente con un decreto ministeriale (DEC/VIA/5370 del 4/10/2000) contenente numerose prescrizioni formulate dalla Regione Emilia-Romagna in accordo con gli enti locali e il Ministero dell’Ambiente.

Tra queste vi era la prescrizione di installare vicino alla tangenziale due stazioni fisse di monitoraggio degli inquinanti allo scopo di ”fornire adeguate garanzie relativamente alla compatibilità dell’intervento sotto il profilo dell’inquinamento atmosferico”. 

Intervenuta la VIA, venne quindi convocata una Conferenza di Servizi per l’approvazione finale del progetto, al termine della quale però il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, preso atto dell’accordo sul “Passante Nord” nel frattempo intervenuto, aggiornò i lavori ad una successiva seduta da tenersi una volta che ASPI avesse presentato un nuovo progetto che tenesse conto dei contenuti di detto accordo.

Presentato il nuovo progetto, cioè quello relativo alla cosiddetta “terza corsia dinamica”, esso venne approvato dalla Conferenza di Servizi del giorno 8/5/2003, nell’ambito della quale, come richiesto dalla Regione Emilia-Romagna d’accordo con il Comune e l’allora Provincia di Bologna, venne ribadita tra le altre anche la prescrizione sulle centraline da installare vicino alla tangenziale.

Tale prescrizione, tuttavia, è rimasta sulla carta e con essa l’adozione di misure e politiche rivolte ad evitare che il sistema autostradale-tangenziale di Bologna diventasse ciò che oggi è secondo la stessa ASPI, vale a dire un’infrastruttura che “contribuisce marcatamente alle emissioni che insistono sull’area urbana bolognese, considerando che l’attuale tracciato è ormai da considerarsi interno al tessuto urbano”.

E così l’infrastruttura più inquinante di Bologna è rimasta per tutti questi anni priva di un monitoraggio adeguato, cioè quello che si sarebbe dovuto esercitare attraverso una costante e pluriennale osservazione e non certo le poche, circoscritte campagne di monitoraggio finora effettuate da ASPI e ARPAE.

Pertanto l'attuale progetto di allargamento, assai più consistente dei precedenti, sconta un pesante deficit conoscitivo che la nostra petizione si propone di colmare. 

Davvero non si capisce perché le istituzioni locali e la Regione neghino una misura dovuta, sia perché prevista da un decreto ministeriale, sia perché la conoscenza dei livelli di inquinamento è un presupposto essenziale per adottare misure di contrasto adeguate a tutela della salute delle persone.

In foto: le centraline Arpae poste a P.ta S. Felice e ai Giardini Margherita.

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