PETIZIONE CHIUSA

Portare un pensiero alle minoranze etnico-culturali presenti sul territorio.

Questa petizione aveva 339 sostenitori


Egregio signor Presidente, Speriamo che questa Nostra la trovi in buona salute e in serenità. A scriverle è un gruppo di studenti e lavoratori che si sta riunendo in un'Associazione che avrà nome Neri Italiani - Black Italians. In occasione del 25 Aprile, festa della Liberazione, è nostro grande desiderio che Lei portasse pensiero alle minoranze etnico-culturali presenti sul territorio, realtà spesso percepite come problematiche ma che in realtà rappresentano, come certamente condividerà, una grande ricchezza potenziale per il nostro Paese. In particolare, apprezzeremmo che portasse alla luce le difficoltà patite da una generazione di giovani italiani multietnici strozzati da una legge che gli riconosce la cittadinanza soltanto dopo la maggiore età, creando una separazione giuridico-sociale che crea imbarazzo, alimenta la crisi d'identità, soffoca quell'amore naturale che ognuno di noi prova per il suolo natio, portando a sentirci invisibili. Dall'altra parte come alcuni di noi, ragazzi/e cresciuti in questo paese che hanno fatto tutto il ciclo scolastico, non vengono riconosciuti per nulla, pur sentendosi profondamente italiani.

Il progresso sociale che domandiamo non è da noi visto come un'imposizione causata dalla pressione internazionale; affonda invece le sue radici in profondità nella storia d'Italia.

Italiani di origine africana hanno versato sudore e sangue per la nascita di questo Paese: è il caso di Michele Amatore, che ricevette la cittadinanza nel Regno di Sardegna, entrando nel Corpo dei Bersaglieri nel 1848 e prendendo parte alla Prima Guerra d'Indipendenza. Nel 1859 combatté la Seconda Guerra d'Indipendenza in qualità di caporale per poi diventare, nel 1863, un capitano.

Alessandro "Vittorio" Sinigaglia ha combattuto come Partigiano dopo un lungo periodo passato da dissidente politico. A lui è intitolato la ventiduesima bis Brigata Garibaldi.

Giorgio Marincola, partigiano. Nato nella Somalia Italiana, figlio di Giuseppe, maresciallo maggiore di fanteria e di Askhiro Hassan. Contrariamente alle usanze dell’epoca, il padre riconobbe entrambi i figli meticci.Queste furono le parole di Giorgio in radio una volta catturato dai nazisti:

« Sento la patria come una cultura e un sentimento di libertà, non come un colore qualsiasi sulla carta geografica… La patria non è identificabile con dittature simili a quella fascista. Patria significa libertà e giustizia per i Popoli del Mondo. Per questo combatto gli oppressori… »

(Giorgio Marincola a Radio Baita, gennaio 1945).

Il nostro desiderio intimo è quello di partecipare alla ricostruzione di una nuova Italia, ripartendo dalle parole della famiglia Raggi di Terni. Parole che incitano al lavoro collettivo per una cittadinanza migliore, cosciente e unita, libera da ogni ristrettezza mentale, politica e culturale. Il Suo illustre contributo aiuterebbe enormemente il nostro obiettivo di creare una nuova società italiana libera dal pregiudizio e dall'ignoranza, dove ogni individuo nato e/o cresciuto in Italia sia considerato per le sue qualità ed i suoi difetti, non per altri criteri che possono creare discriminazioni e divisione. Non scriviamo per pretendere o fare richieste, siamo qui a scriverle per amor di patria, amore che ci porterà alla fine di questo tunnel, perché siamo parte integrante di questo paese e ci battiamo da fratelli e sorelle per un unico scopo.

 


Oggi: Neriitaliani.Blackitalians@Gmail.com conta su di te

Neriitaliani.Blackitalians@Gmail.com ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Al signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella c/o Palazzo del Quirinale 00187 - Roma: Portare un pensiero alle minoranze etnico-culturali presenti sul territorio.". Unisciti con Neriitaliani.Blackitalians@Gmail.com ed 338 sostenitori più oggi.