Disperazione Imprenditoriale - fermiamo gli omicidi di Stato.


Disperazione Imprenditoriale - fermiamo gli omicidi di Stato.
Il problema
Imprenditori, artigiani, commercianti, liberi professionisti, padri di famiglia o disoccupati. La crisi, derivata dalla stragrande rarefazione Monetaria e voluta appositamente dalle forze politiche che ci hanno governato nell'ultimo ventennio, non guarda in faccia a nessuno, spingendo sempre più spesso le persone al suicidio. È questo il triste epilogo dell'Italia che non resiste. Il tutto nel silenzio assoluto delle istituzioni e della magistratura.
I numeri parlano di oltre 4.000 persone che si sono tolte la vita per la crisi economica che ha toccato imprese e famiglie, nel 2015. Un vero e proprio eccidio.
SENZA LAVORO, SENZA PENSIONE E SENZA CASA...i cittadini onesti sono dei condannati a "Morte"
cittadini che hanno perso il lavoro e, a causa della Legge Fornero, non hanno diritto alla pensione. Molti, troppi, non sono stati in grado di sopportarlo, di sopravvivere, e si sono uccisi. Sono oltre 4mila ogni anno, ormai, i suicidi, dall’inizio della crisi.
“Non amo promettere, quello che posso fare è ascoltare e capire quello che si può fare. Siamo in un momento di grande transizione, di crisi economica e politica fortissime, tutti siamo più o meno esposti alla perdita del lavoro, dell’identità, del riconoscimento sociale, della stima degli altri" L’analisi socio-economica dell’Italia di oggi “nel ciclone della transizione: over 50enni, anche con ottime professioni, che perdono tutto, nel giro di un anno, sei mesi, dopodiché hanno intorno a loro solo deserto e desolazione”. Come nel Medioevo, anche nel terzo Millennio, la Chiesa deve supplire alle incapacità delle Istituzioni pubbliche. È uno schiaffo alle pretese di laicità in nome della civiltà troppe volte invocate da facili anticlericali, che non riconoscono l’insostituibile funzione sociale della Chiesa nell’affrontare e risolvere le emergenze, in una delega spesso assoluta da parte degli organismi dello Stato.
In Italia, manca un assegno di disoccupazione superiore ai due anni e non c’è ancora un reddito minimo garantito, riconosciuto in quasi tutti gli altri Paesi europei, per chi abbia perso il lavoro o non riesca a trovarlo. Siamo i soli ad essere così indietro di civiltà, insieme alla Grecia. Disoccupazione, nel nostro Paese, significa povertà e disperazione, per qualcuno perfino la morte, e non soltanto spirituale e sociale. I media sono perlopiù silenziosi su questi drammi quotidiani che sono assassini di Stato, di uno Stato incapace di assolvere alla funzione stessa per cui esiste: garantire e favorire il benessere dei cittadini e della comunità. Questo Stato dichiara il suo fallimento e rimanda alla carità.

Il problema
Imprenditori, artigiani, commercianti, liberi professionisti, padri di famiglia o disoccupati. La crisi, derivata dalla stragrande rarefazione Monetaria e voluta appositamente dalle forze politiche che ci hanno governato nell'ultimo ventennio, non guarda in faccia a nessuno, spingendo sempre più spesso le persone al suicidio. È questo il triste epilogo dell'Italia che non resiste. Il tutto nel silenzio assoluto delle istituzioni e della magistratura.
I numeri parlano di oltre 4.000 persone che si sono tolte la vita per la crisi economica che ha toccato imprese e famiglie, nel 2015. Un vero e proprio eccidio.
SENZA LAVORO, SENZA PENSIONE E SENZA CASA...i cittadini onesti sono dei condannati a "Morte"
cittadini che hanno perso il lavoro e, a causa della Legge Fornero, non hanno diritto alla pensione. Molti, troppi, non sono stati in grado di sopportarlo, di sopravvivere, e si sono uccisi. Sono oltre 4mila ogni anno, ormai, i suicidi, dall’inizio della crisi.
“Non amo promettere, quello che posso fare è ascoltare e capire quello che si può fare. Siamo in un momento di grande transizione, di crisi economica e politica fortissime, tutti siamo più o meno esposti alla perdita del lavoro, dell’identità, del riconoscimento sociale, della stima degli altri" L’analisi socio-economica dell’Italia di oggi “nel ciclone della transizione: over 50enni, anche con ottime professioni, che perdono tutto, nel giro di un anno, sei mesi, dopodiché hanno intorno a loro solo deserto e desolazione”. Come nel Medioevo, anche nel terzo Millennio, la Chiesa deve supplire alle incapacità delle Istituzioni pubbliche. È uno schiaffo alle pretese di laicità in nome della civiltà troppe volte invocate da facili anticlericali, che non riconoscono l’insostituibile funzione sociale della Chiesa nell’affrontare e risolvere le emergenze, in una delega spesso assoluta da parte degli organismi dello Stato.
In Italia, manca un assegno di disoccupazione superiore ai due anni e non c’è ancora un reddito minimo garantito, riconosciuto in quasi tutti gli altri Paesi europei, per chi abbia perso il lavoro o non riesca a trovarlo. Siamo i soli ad essere così indietro di civiltà, insieme alla Grecia. Disoccupazione, nel nostro Paese, significa povertà e disperazione, per qualcuno perfino la morte, e non soltanto spirituale e sociale. I media sono perlopiù silenziosi su questi drammi quotidiani che sono assassini di Stato, di uno Stato incapace di assolvere alla funzione stessa per cui esiste: garantire e favorire il benessere dei cittadini e della comunità. Questo Stato dichiara il suo fallimento e rimanda alla carità.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 28 agosto 2016