Serpelloni sia lasciato solo nelle sue azioni civili intimidatorie

PETIZIONE CHIUSA

Serpelloni sia lasciato solo nelle sue azioni civili intimidatorie

Questa petizione aveva 231 sostenitori


Mercoledì 22 aprile presso la prima sezione civile del Tribunale di Roma inizierà il processo contro Franco Corleone per una accusa di diffamazione intentata dall’ex Capo del Dipartimento delle politiche antidroga Giovanni Serpelloni, in relazione a una intervista data ai giornali locali del Gruppo Espresso nell’ambito di un’inchiesta sulle spese del Dipartimento politiche antidroga.

Franco Corleone, attualmente Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana, è stato a lungo parlamentare e per cinque anni sottosegretario alla Giustizia, impegnato con passione e determinazione sui temi del diritto e del carcere. Da trent’anni si occupa della politica delle droghe e per noi è sempre stato un punto di riferimento.

L’enormità del risarcimento richiesto, trecentomila euro, dà la misura del carattere intimidatorio della citazione in giudizio, fatta quando – ricordiamo – il dr. Serpelloni aveva ancora responsabilità di vertice nell’amministrazione pubblica e si faceva assistere dall’avvocatura dello Stato.

Si tratta di una grave azione che colpisce il diritto di critica, nel caso di specie una legittima contestazione dei criteri di conduzione delle politiche antidroga da parte del dr. Serpelloni, che allora come oggi Franco Corleone e i promotori di questo appello considerano autoreferenziale e senza controllo.

Ma dal 17 luglio 2013, giorno in cui è iniziata la causa, tutto è cambiato.

La legge Fini-Giovanardi, la cui applicazione era all’origine della polemica politica, è stata cancellata in seguito a una sentenza di incostituzionalità da parte della Consulta. Il dr. Serpelloni è stato allontanato dalla responsabilità del Dipartimento Anti-droga ed è tornato nella sua sede di lavoro, la Asl 20 di Verona (che poi ne sia stato licenziato per giusta causa qui non ci interessa).

Quel che è in gioco non è l’esito del processo, siamo infatti convinti che non potrà che essere affermata l’innocenza di Corleone e la legittimità del suo comportamento, ma la libertà di critica e la condivisione di una cultura del confronto da parte delle istituzioni pubbliche.

Il Presidente del Consiglio e la nuova responsabile del dipartimento antidroga sono certamente a conoscenza della questione e non possiamo credere che condividano questa azione legale carica di intransigenza ideologica e di intimidazione.

Il codice di procedura civile indica loro la strada per chiudere una vicenda assai imbarazzante. Chiediamo a Matteo Renzi e a Patrizia De Rose di compiere un atto di discontinuità attraverso una indicazione chiara all’Avvocatura dello Stato di non interesse al proseguimento della causa e la conseguente rinuncia agli atti in giudizio. Serpelloni sia lasciato solo in questa pretestuosa, temeraria e intollerante iniziativa giudiziaria.

Primi firmatari
Stefano Anastasia, Stefano Cecconi, Riccardo De Facci, Patrizio Gonnella, Leopoldo Grosso, Luigi Manconi, Ivan Novelli, Massimo Oldrini, Marco Perduca, Andrea Pugiotto, Maria Stagnitta



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