
[autismo-scuola] Un modello di valutazione e trattamento per adulti con autismo
Al recente convegno della Fondazione Sospiro si è parlato molto di adulti con autismo profondo, quello che il DSM 5 chiamo livello 3.
Il rischio che si corre per questa categoria di utenti è quello di considerarli “bocce perse”, “irrecuperabili” e quindi di provvedere solo alla loro sussistenza, senza più un piano abilitativo che miri alla miglior qualità della vita per loro possibile.
Di autismo profondo in età adulta ha parlato Ethan S. Long, del VIA Centers for Neurodevelopment service system for autistic adults, nella relazione magistrale dal titolo “Un modello di valutazione e trattamento per adulti con autismo”.
Al link
https://www.spazioiris.it/.../08/Convegno-Sospiro-24.pdf
si trova il seguente riassunto della sua relazione
L’intervento presenta e descrive i servizi e i programmi di trattamento dei “VIA Centers for Neurodevelopment service system for autistic adults” dedicati a persone adulte con autismo. In particolare, verrà discussa l’importanza della concettualizzazione dei casi e di come scegliere una struttura di sostegni in grado di massimizzare le opportunità di soddisfazione e successo per le persone adulte con
autismo. Questo include trattamenti specifici sulle autonomie, sull’inclusione nei contesti sociali e relazionali e sulle opportunità lavorative, per potenziare la Qualità della vita soggettiva e oggettiva.
Per conoscere il centro in cui Long lavora si puo’ visitare il sito
https://viacenters.org/adult-services/
Il punto da cui parte il relatore è la constatazione che i giovani adulti con autismo, una volta finita la scuola, hanno difficoltà in tutto: lavoro, vita indipendente, socializzazione, partecipazione alla vita di società, salute e sicurezza.
Quali sono le barriere all’inclusione sociale e cosa puo’ considerarsi un successo per la vita adulta?
Le barriere all’inclusione sociale sono:
- un’alta frequenza di gravi comportamenti problema
- una scarsa igiene personale e un abbigliamento inappropriato per l’età
- scarse abilità nell’alimentarsi
- comportamento sessuale inappropriato
- non avere raggiunto l’autonomia nell’uso della toilette
Alla domanda “ cosa puo’ considerarsi un successo per la vita adulta?” la risposta è "Work, live, play"
Il centro VIA lavora su diversi fronti:
- abilità per il tempo libero con attività volte a sviluppare amicizie, a migliorare il benessere fisico, a far emergere abilità creative. A questo fine organizza diverse attività: gite in piccoli gruppi supportate da educatori in rapporto 3 a 1 o 7 a 1 a seconda dei bisogni degli utenti; il tea time, incontro all’ora del tè, in cui le abilità
di conversazione e di interazione sociale vengono guidate e implementate da operatori a ciò formati - preparazione al lavoro
Nei casi in cui la cosa è possibile, si cerca di trovare un lavoro remunerato in ambiente comune. Per fare questo si cerca di fare combaciare interessi e abilità dell’utente con un lavoro significativo. Si procura un educatore sul posto di lavoro (job coach) per guidare l’utente e i colleghi verso una proficua collaborazione in modo che l’impiego possa durare nel tempo
Nel caso vi siano comportamenti problema, il centro offre una consulenza comportamentale all’utente e alle persone che gli stanno vicino.
Nel corso della relazione è stato presentato il caso di un trentunenne che presentava aggressività auto ed eterodiretta nel quale, dopo una minuziosa analisi funzionale, si è operato, con successo, un training alla comunicazione funzionale e alla tolleranza dell’attesa e della vicinanza di altre persone. L’abolizione dei gravi comportamenti
problema gli ha poi permesso di partecipare alle attività socializzanti offerte dal centro.
Non è un caso che Ethan S. Long sia stato invitato dalla Fondazione Sospiro. Anche qui mi pare di vedere che non c’è un limite oltre il quale si considera una persona irrecuperabile. La casistica, corroborata da numerosi video, portata dagli operatori della Fondazione mostra chiaramente quanto sopra riferito. Speriamo che il convegno e le altre azioni formative della Fondazione Sospiro contribuiscano a creare
circoli virtuosi, in modo che questo modus operandi diventi la regola e non l’eccezione nella realtà italiana
Daniela Mariani Cerati
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