Jan 5, 2024

LG autismo adulti e farmaci

E’ stata pubblicata il mese scorso da parte dell’Istituto Superiore di Sanità la linea guida sulla diagnosi e sul trattamento di adulti con disturbo dello spettro autistico. La si puo’ leggere integralmente al link  https://www.iss.it/documents/20126/8968214/Linea_Guida_ASD_adulti_dic2023_def.pdf/086bf363-137a-d941-fd18-e1cd59622732?t=1701961676138

Facciamo notare che le raccomandazioni sull’uso dei farmaci si trovano
alla fine, a significare che allo stato attuale delle conoscenze i
farmaci devono essere l’ultima scelta, dopo che si sono espletate le
altre azioni in favore delle persone con disturbi dello spettro
autistico (PcASD): valutazione della (migliore) condizione abitativa,
interventi di supporto all’inserimento lavorativo e alle attività
occupazionali, interventi clinici ed educativi, interventi a sostegno
dei caregiver.

Copiamo le raccomandazioni sull’uso degli antipsicotici:

pag 185

Il Panel della Linea Guida sulla diagnosi e trattamento del disturbo
dello spettro autistico negli adulti, suggerisce di non utilizzare
farmaci antipsicotici in adulti con ASD senza disturbi dello spettro
schizofrenico (o altri disturbi psicotici) o comportamenti problema
(raccomandazione condizionata basata su una qualità molto bassa delle
prove).

Pag 194

Il Panel della Linea Guida sulla diagnosi e trattamento del disturbo
dello spettro autistico negli adulti, suggerisce di utilizzare farmaci
antipsicotici in adulti con ASD e co-occorrenza di comportamenti
problema (raccomandazione condizionata basata su una qualità molto bassa
delle prove).

Pag 203

Il Panel della Linea Guida sulla diagnosi e trattamento del disturbo
dello spettro autistico negli adulti, suggerisce di utilizzare farmaci
antipsicotici in adulti con ASD e disturbi dello spettro schizofrenico o
altri disturbi psicotici (raccomandazione condizionata basata su una
qualità molto bassa delle prove).

Abbiamo apprezzato quanto sta scritto a commento della raccomandazione sui
comportamenti problema, la cui presenza è il motivo principale per il
quale gli antipsicotici vengono prescritti alle persone con disturbi
dello spettro autistico di ogni età. Il Panel, dopo aver ricordato che
nella lingua inglese si usa prevalentemente la dizione “challenging
behaviours”, scrive quanto segue

“Il Panel, tenuto conto delle definizioni di challenging behaviour
presenti nella letteratura scientifica, specifica che la raccomandazione
va implementata in presenza di comportamenti etero/autolesivi e/o distruttivi che comportano rischi significativi per la salute e/o la sicurezza della persona e/o di altri…..

Va ricordato come i comportamenti problema possono essere una
conseguenza di disturbi organici, di difficoltà comunicative, di
variazioni della routine, di stimoli sensoriali, ecc. e che quindi in presenza di comportamenti problema va primariamente effettuata una valutazione medica atta a escludere cause organiche e un’analisi funzionale volta a decodificare il significato e la causa alla base del problema comportamentale…..

l’utilizzo dei farmaci antipsicotici non deve essere considerato un
intervento di prima scelta ma un elemento integrante di una più
complessiva gestione del comportamento problema stesso, che si deve
basare prioritariamente su interventi educativi e psicologici, oltre che
di modifica del contesto ambientale…

Qualsiasi decisione relativa alla terapia farmacologica deve essere
discussa, laddove possibile con la persona interessata e, se ritenuto
utile e appropriato e autorizzato, con un familiare o altro caregiver,
coinvolgendoli attivamente nel processo decisionale. È importante
condividere anche l’obiettivo del trattamento del comportamento problema
con la persona interessata, con i caregiver e con le varie figure
professionali coinvolte nella gestione socio-sanitarisocio-sanitaria
della PcASD, agevolando la comprensione dei benefici e degli effetti
collaterali in quanto tale approccio facilita la rivalutazione periodica
dei benefici del trattamento e degli aspetti problematici che potrebbero
verificarsi; ….

Il beneficio clinico e l’opportunità di proseguire il trattamento
antipsicotico devono essere rivalutati con regolarità, sia perché la
risposta agli antipsicotici è altamente individuale, sia in
considerazione della possibile transitorietà che possono avere i
comportamenti problema nelle PcASD; ...

Quando l’impiego dei farmaci antipsicotici è indirizzato
all’attenuazione dei comportamenti problema, questi stessi farmaci
dovrebbero essere utilizzati per il minor tempo possibile. Pertanto, è importante rivalutarne il rapporto rischi-benefici a brevi intervalli di tempo da parte del
medico prescrittore anche per consentire l’individuazione del dosaggio
minimo efficace e in relazione alla risposta molto individuale ai
farmaci da parte delle PcASD; ….

Nel valutare l’appropriatezza delle prescrizioni e delle terapie in
atto, va considerato che un indicatore negativo delle pratiche
prescrittive è rappresentato dall’associazione di due o più
antipsicotici. Tale pratica clinica, quanto possibile, va evitata….

Prima dell’inizio di un trattamento con farmaci antipsicotici, è
necessario effettuare una valutazione della salute fisica generale del
paziente a livello clinico, elettrocardiografico con misurazione del QTc
e di laboratorio (routine ematologica comprensiva di profilo
elettrolitico, emocromo, assetto lipidico, funzionalità renale, epatica
e pancreatica, glicemia, prolattinemia, funzione tiroidea oltre a
specificità individuali)”

Dal momento che queste raccomandazioni vengono date dal braccio tecnico
del Ministero della Salute, l’osservanza delle stesse dovrebbe essere
doverosa e non opzionale da parte di tutti i medici coinvolti con la
presa in carico di adulti con disturbi dello spettro autistico.

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