

Il primo ottobre scorso si è tenuto un convegno dal titolo “Autismo, verso un nuovo paradigma” curato da Autismo e Società onlus.
Tutte le relazioni sono ora on line.
Tra queste riteniamo che sia particolarmente utile per gli insegnanti la relazione tenuta da Lalli Glauco Howel sul tema "Transizione scuola – lavoro. Il ruolo del job coach".
La relatrice è partita da molto lontano, anzitutto dalle priorità educative, che per un bambino con autismo sono spesso diverse da quelle classiche della scuola: leggere, scrivere e far di conto.
Muovere le mani in modo funzionale, esplorare l’ambiente, comunicare, imparare a chiedere aiuto quando ci si trova in difficoltà, arrivare ad una motivazione intrinseca.
Sviluppare queste abilità puo’ portare in età adulta all’inserimento in un ambiente di lavoro naturale.
Per arrivare a questo la Glauco consiglia di porsi il problema di un eventuale inserimento lavorativo già dalla scuola dell’infanzia. Riferisce esperienze molto positive di tirocini sfociati in assunzioni lavorative a partire dalla frequenza di ambienti lavorativi un giorno alla settimana fin dalla prima media, ma lei ritiene che queste esperienze dovrebbero iniziare anche prima.
Utilissimo e attualissimo resta l’insegnamento di Maria Montessori sul ruolo del movimento, dell’esplorazione dell’ambiente, della preparazione di ambienti che favoriscano l’apprendimento naturale e sul ruolo degli educatori, che non devono essere “faccendieri e invadenti”, ma bensì “osservatori vigili ma distaccati”, capaci di intervenire solo quando il bambino ha bisogno e di attendere che il bambino chieda aiuto prima di intervenire.
Da non dimenticare poi la formazione dei compagni che sono una grande risorsa da valorizzare.
Ma ascoltiamo direttamente Lalli Glauco Howell