Sep 22, 2021

Quanto paventato due anni fa si sta avverando, poichè il registro dei casi di ADHD e del loro trattamento è stato tolto all'ISS e affidato all'AIFA, che non ha la vocazione a questo tipo di monitoraggio. Ciò è avvenuto nel disinteresse delle Regioni, molte delle quali non inviano più i dati che la legge imporrebbe.
Invece di estendere queste necessarie attenzioni alle altre psicopatologie come l'autismo, il registro è diventato evanescente anche per l'ADHD.
La nostra petizione chiede invece che il registro e il monitoraggio venga preso ad esempio anche per tutti i disturbi del comportamento.
Ad oggi invece persino quel 30% dei bambini con autismo che hanno anche l'ADHD,  NON VENGONO SOTTOPOSTI ALLA DISCIPLINA DI QUELLI AFFETTI DA ADHD SOLTANTO, COME SE NON LI RIGUARDASSE. 
FORSE CHE L'AUTISMO GUARISCA L'ADHD?

Carlo Hanau

 

da www.affaritaliani.it  del 28 dicembre 2019

Luca Poma intervista Enrico Nonnis, Dirigente di Neuropsichiatria infantile e membro di Psichiatria Democratica

Dottore, ci sono ben poche certezze che il sistema di monitoraggio delle prescrizioni per l’iperattività infantile, per anni gestito efficacemente dall’Istituto Superiore di Sanità, possa continuare ad esistere per come l’abbiamo potuto apprezzare in questi anni, e tanto meno pare vi sia l’intenzione di estendere questo sistema al controllo delle prescrizioni per la depressione adolescenziale, che – dal punto di vista delle multinazionali farmaceutiche – pare essere il nuovo business per gli anni a venire. Perchè?

E’ vero, il monitoraggio delle prescrizioni di farmaci istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità attraverso il Registro Nazionale è stato un valido strumento non solo per la rilevazione dell’uso dei farmaci in età evolutiva ma anche come garanzia del corretto iter diagnostico, applicato dai servizi in maniera rigorosa, secondo le linee guida nazionali e internazionali grazie alla sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità, evitando e limitando un uso non corretto degli psicofarmaci. Inoltre il Registro ha rappresentato, sia pur parzialmente, un utile strumento epidemiologico della patologia, e anzi si sarebbe desiderato un più incisivo monitoraggio delle diagnosi dei disturbi psicopatologici riguardanti l’età evolutiva. A oggi, vi è incertezza che il Registro possa continuare a esistere, e tanto meno che possa essere esteso come strumento di monitoraggio ad altri disturbi dell’età pediatrica, e ciò è davvero preoccupante. Credo che non vi siano motivi particolari se non una sorta di “disattenzione” del mondo politico e istituzionale nei confronti delle problematiche e dei servizi sanitari di Neuropsichiatria Infantile, che nonostante l’auspicio di tutti (ma solo a parole!) andrebbero rinforzati e resi centrali e cardine del Servizio sanitario pubblico, proprio per le caratteristiche di eccellenza che rappresentano. 

L’Italia ha per certi versi costituito un’eccellenza in questi anni, su queste tematiche, consolidando un approccio prudente a queste somministrazioni, centrando il sistema sull’appropriatezza delle prescrizioni e sull’attento monitoraggio delle somministrazioni. Il venir meno del Registro e dei sistemi di controllo correlati, potrebbe aprire all’utilizzo più disinvolto di questi psicofarmaci? 

Si potrebbe determinare un vulnus non solo nell’uso appropriato dei farmaci ma anche nell’iter diagnostico dei disturbi e nella loro rilevazione epidemiologica. L’uso dei farmaci, in vari casi utile, deve sempre essere integrato in iter terapeutici articolati, proprio per rispondere alla complessità dei disturbi neuropsichiatrici propri dell’età evolutiva.

Ci si sarebbe fin qui aspettati un’attenzione maggiore da parte del Ministro della Sanità, anche in considerazione della sua particolare sensibilità politica. A suo avviso le cose potrebbero cambiare in futuro?

Conoscendo la sensibilità del Ministro Speranza nei confronti delle problematiche psicopatologiche riguardanti l’età pediatrica, sono certo che una giusta informazione e sensibilizzazione nei confronti degli organi ministeriali consentirà di proseguire ed estendere le funzioni del Registro. Aggiungo che serve predisporre un grande piano di azione nazionale per la Neuropsichiatria Infantile, che ha tra le sue caratteristiche non solo la cura dei disturbi in età evolutiva ma soprattutto la prevenzione e l’intervento precoce al fine di evitare o limitare, in molti casi, le patologie che condannano alla sofferenza i cittadini in età adulta.

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