

NO AL POLIGONO MILITARE DI MONTE MANFRIANA NEL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
Il problema
PREMESSO che un’area di Monte Manfriana, (più esattamente le falde del Timpone Pallone) nel territorio compreso tra i comuni di Castrovillari e Frascineto con una superficie di quasi 5.000 ettari ricadente nel Parco Nazionale del Pollino come Zona 1 a tutela integrale ed anche in una Zona a Protezione Speciale (ZPS IT9310303 " Pollino e Orsomarso"), oltre che in un sito di interesse comunitario (SIC IT9310008, “La Petrosa”, Lat. N 39 51’ 54”, Long. E 16 13’ 20”, mt. 800 s.l.m. circa), continua ad essere utilizzata come poligono militare (a carattere occasionale) dove si svolgono esercitazioni addestrative di tiro a fuoco con l’uso di munizioni particolari (come proiettili traccianti, razzi luminosi, ecc.);
CONSIDERATO che la diretta conseguenza delle esercitazioni militare, oltre ad arrecare disagio e seri rischi per turisti, escursionisti e abitanti della zona, può provocare nel tempo una vera e propria discarica, infatti l’area adiacente al Timpone Pallone viene quasi sempre lasciata, dopo l'ultimo campo di addestramento, letteralmente cosparsa di bossoli esplosi, bersagli, sacchetti di sabbia e rifiuti di vario genere abbandonati in giro: dalle bottigliette di plastica di acqua alle carte di imballaggi vari. A conferma delle mancate bonifiche diverse foto documentano tale incresciosa situazione.
PRESO ATTO che tutte le associazioni ambientaliste e diversi enti territoriali e locali afferenti all'area protetta, hanno affermato il principio di incompatibilità tra servitù militari e finalità delle aree naturali protette.
TENUTO CONTO
· che nell’area del Poligono di Monte Manfriana si sono verificati ripetuti incendi sin dal 1993, generalmente causati dalle esercitazioni militari;
· che il poligono di Monte Manfriana continua ad essere funzionante nonostante le preoccupazioni dei cittadini e le reiterate proteste di tutte associazioni ambientaliste dell’area del Pollino che ne hanno sempre richiesto con forza la chiusura sin dagli anni ‘90 come si legge in una prima petizione della locale Sezione del WWF di Castrovillari nel 1993;
· che tali esercitazioni militari risultano incompatibili, inoltre, con quelle attività già presenti e attive su territorio in cui si è instaurato, nel tempo, un delicato equilibrio tra uomo e natura e che stanno generando le prime esperienze di economie verdi fondate sull’agricoltura e sul turismo sostenibile.
VISTO che, oggi, è sempre più urgente contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione di habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo, si ritiene necessario che gli Enti preposti s’impegnino fattivamente per affrancare quest’area naturale protetta del Parco Nazionale del Pollino da servitù militari e dal poligono di tiro che determinano impatti ed incidenze significativi su ambienti naturali e seminaturali, su specie selvatiche animali e vegetali e sui paesaggi.
SI SOLLECITANO LE ISTITUZIONI
Ministero dell’Ambiente
Ministero della Difesa
Parco Nazionale del Pollino
Regione Calabria
A VOLER INTERVENIRE PER:
· la chiusura immediata del Poligono militare di Monte Manfriana
· la revoca delle autorizzazioni concesse per le esercitazioni militari;
· lo spostamento del Poligono in luoghi che non contrastino con il Parco Nazionale del Pollino.
Il Parco Nazionale del Pollino, scrigno di autentici tesori naturalistici, archeologici, architettonici nonché antropologici, pur vivendo, da anni, un assurdo e irrisolto problema di convivenza con il poligono militare, che ne mette a rischio gli equilibri ecologici e ne compromette la sua identità culturale, merita di essere protetto per l'esigenza morale e materiale di tutelare la "Biodiversità" e cioè la ricchezza e la varietà della vita.
Francesco Caruso (Socio Storico del WWF)

Il problema
PREMESSO che un’area di Monte Manfriana, (più esattamente le falde del Timpone Pallone) nel territorio compreso tra i comuni di Castrovillari e Frascineto con una superficie di quasi 5.000 ettari ricadente nel Parco Nazionale del Pollino come Zona 1 a tutela integrale ed anche in una Zona a Protezione Speciale (ZPS IT9310303 " Pollino e Orsomarso"), oltre che in un sito di interesse comunitario (SIC IT9310008, “La Petrosa”, Lat. N 39 51’ 54”, Long. E 16 13’ 20”, mt. 800 s.l.m. circa), continua ad essere utilizzata come poligono militare (a carattere occasionale) dove si svolgono esercitazioni addestrative di tiro a fuoco con l’uso di munizioni particolari (come proiettili traccianti, razzi luminosi, ecc.);
CONSIDERATO che la diretta conseguenza delle esercitazioni militare, oltre ad arrecare disagio e seri rischi per turisti, escursionisti e abitanti della zona, può provocare nel tempo una vera e propria discarica, infatti l’area adiacente al Timpone Pallone viene quasi sempre lasciata, dopo l'ultimo campo di addestramento, letteralmente cosparsa di bossoli esplosi, bersagli, sacchetti di sabbia e rifiuti di vario genere abbandonati in giro: dalle bottigliette di plastica di acqua alle carte di imballaggi vari. A conferma delle mancate bonifiche diverse foto documentano tale incresciosa situazione.
PRESO ATTO che tutte le associazioni ambientaliste e diversi enti territoriali e locali afferenti all'area protetta, hanno affermato il principio di incompatibilità tra servitù militari e finalità delle aree naturali protette.
TENUTO CONTO
· che nell’area del Poligono di Monte Manfriana si sono verificati ripetuti incendi sin dal 1993, generalmente causati dalle esercitazioni militari;
· che il poligono di Monte Manfriana continua ad essere funzionante nonostante le preoccupazioni dei cittadini e le reiterate proteste di tutte associazioni ambientaliste dell’area del Pollino che ne hanno sempre richiesto con forza la chiusura sin dagli anni ‘90 come si legge in una prima petizione della locale Sezione del WWF di Castrovillari nel 1993;
· che tali esercitazioni militari risultano incompatibili, inoltre, con quelle attività già presenti e attive su territorio in cui si è instaurato, nel tempo, un delicato equilibrio tra uomo e natura e che stanno generando le prime esperienze di economie verdi fondate sull’agricoltura e sul turismo sostenibile.
VISTO che, oggi, è sempre più urgente contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione di habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo, si ritiene necessario che gli Enti preposti s’impegnino fattivamente per affrancare quest’area naturale protetta del Parco Nazionale del Pollino da servitù militari e dal poligono di tiro che determinano impatti ed incidenze significativi su ambienti naturali e seminaturali, su specie selvatiche animali e vegetali e sui paesaggi.
SI SOLLECITANO LE ISTITUZIONI
Ministero dell’Ambiente
Ministero della Difesa
Parco Nazionale del Pollino
Regione Calabria
A VOLER INTERVENIRE PER:
· la chiusura immediata del Poligono militare di Monte Manfriana
· la revoca delle autorizzazioni concesse per le esercitazioni militari;
· lo spostamento del Poligono in luoghi che non contrastino con il Parco Nazionale del Pollino.
Il Parco Nazionale del Pollino, scrigno di autentici tesori naturalistici, archeologici, architettonici nonché antropologici, pur vivendo, da anni, un assurdo e irrisolto problema di convivenza con il poligono militare, che ne mette a rischio gli equilibri ecologici e ne compromette la sua identità culturale, merita di essere protetto per l'esigenza morale e materiale di tutelare la "Biodiversità" e cioè la ricchezza e la varietà della vita.
Francesco Caruso (Socio Storico del WWF)

I decisori
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Petizione creata in data 26 maggio 2016