
Il tema è complicato, ma proviamo a fare chiarezza.
Il Governo lancia un titolo di stato “pensato” per il risparmiatore individuale.
così si esprime il Dipartimento del Tesoro sul suo sito istituzionale (vedi sotto il link)
Bene. Siamo in una situazione di straordinaria emergenza e abbiamo il triplice obiettivo di :
- procurarci subito risorse adeguate al bisogno;
- proteggere il risparmio nazionale;
- scongiurare prestiti esteri che mettono a rischio le nostre ricchezze.
Cominciamo col dire che l’emissione è scadenzata a partire dal 18 maggio.
Fra più di un mese non è “subito”! Si è forse già deciso di ricorrere al prestito internazionale, oppure si sta ignorando l’urgenza?
Ad ogni modo, un titolo “pensato” per il risparmiatore individuale (che è ragionevolmente un italiano) è meglio di un titolo pensato per gli investitori istituzionali che sono sempre internazionali.
Ma i fatti, purtroppo, parlano più forte delle parole, figuriamoci dei pensieri!
Per quale motivo il BTP Italia viene offerto anche alla speculazione internazionale, se è pensato per i risparmiatori italiani?
Osserviamo il conflitto.
L’investitore istituzionale è uno speculatore professionista che gestisce risparmi altrui. Per definizione si rivolge ai mercati internazionali.
Si muove solo se si fanno “buoni affari”.
Nota bene:
- le situazioni poco chiare sono oggettivamente favorevoli alla speculazione;
- un buon affare per la speculazione è un cattivo affare per lo Stato.
Il risparmiatore italiano è invece un soggetto completamente diverso: Chiede essenzialmente protezione per il proprio risparmio; chiarezza e semplicità.
La scelta di offrire il titolo anche agli istituzionali non depone certo a favore della chiarezza. Inoltre, tradisce l’obiettivo di liberare il Paese dai prestiti internazionali. Peccato!
Ci sono comunque cose che devono essere ancora definite.
Bene. Se alla fine sarà un buon affare per la speculazione, oppure per i cittadini italiani e il Paese intero, dipenderà dalle diverse condizioni applicate.
Chi deciderà le condizioni ?
Una cosa è certa: se le condizioni del titolo le fissa il Tesoro, e le comunica bene e in anticipo, i risparmiatori italiani sapranno sicuramente cosa fare. La risposta potrebbe essere allora importante.
Se invece le condizioni saranno determinate da un meccanismo d’asta, che rimette la decisione nelle mani della speculazione, è doveroso pensare che:
- in mancanza di chiarezza e semplicità, la risposta dei risparmiatori individuali sarà comunque limitata;
- è possibile che gli speculatori istituzionali riescano a fare “un buon affare”.
Invitiamo il Tesoro ad avere molto, molto coraggio, e a fare le scelte giuste (fra le quali, quella di aggiungere per il collocamento gli sportelli di Banco Poste).
p.s. : superate le 30.000 firme
non fermiamoci !