Chiediamo al Governo meno tasse sugli immobili, più equità e attenzione per chi affitta. Il Governo vuole semplificare il fisco sugli immobili riunificando in una 'local Tax' diverse imposte e tasse oggi esistenti, a cominciare da IMU e TASI.

Il problema

Dal 2009 al 2015 il prelievo patrimoniale sugli immobili passa dai 9 ai 25 miliardi, oggi è il momento di scongiurare nuovi aumenti e di tornare progressivamente a livelli più accettabili; per restituire valore ad un patrimonio immobiliare fortemente impoverito; promuovere maggiore equità a favore dei proprietari con redditi e patrimoni limitati; restituire convenienza all'investimento per l'affitto sia abitativo che commerciale, è indispensabile abbassare la pressione fiscale, renderla maggiomente progressiva, ancorarla al reddito effettivo prodotto dall'immobile e al costo dei servizi di cui effettivamente beneficia.

Chiediamo che il Governo nel definire la  local tax e le altre scelte fiscali sugli immobili rispetti le seguenti priorità:

 1) non determinare aumenti  delle aliquote massime previste oggi per IMU e TASI; anzi, programmare la loro progressiva riduzione nelle annualità 2016, 2017, 2018

 2) definire con norma nazionale, i criteri per le esenzioni e le detrazioni di IMU e TASI in relazione alle caratteristiche degli immobili e ai redditi delle famiglie.

 3) definire con norma nazionale aliquote massime più favorevoli per gli immobili da destinare alla locazione. In questo ambito la norma deve prevedere un'aliquota massima particolarmente agevolata per gli immobili affittati a canone calmierato.

 4) eliminare la quota di IRPEF cui sono assoggettati gli immobili che non si riesce ad affittare e non producono reddito

 5) adeguare almeno alla misura del 30 % le deduzioni sul reddito d'affitto per compensare parte dei costi di manutenzione ordinaria degli immobili affittati

 6) estendere la possibilità di utilizzare la cedolare secca anche per gli affitti ad uso diverso dall'abitativo

 

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ASPPI Associazione Sindacale Piccoli Proprietari ImmobiiariPromotore della petizione
Questa petizione aveva 39 sostenitori

Il problema

Dal 2009 al 2015 il prelievo patrimoniale sugli immobili passa dai 9 ai 25 miliardi, oggi è il momento di scongiurare nuovi aumenti e di tornare progressivamente a livelli più accettabili; per restituire valore ad un patrimonio immobiliare fortemente impoverito; promuovere maggiore equità a favore dei proprietari con redditi e patrimoni limitati; restituire convenienza all'investimento per l'affitto sia abitativo che commerciale, è indispensabile abbassare la pressione fiscale, renderla maggiomente progressiva, ancorarla al reddito effettivo prodotto dall'immobile e al costo dei servizi di cui effettivamente beneficia.

Chiediamo che il Governo nel definire la  local tax e le altre scelte fiscali sugli immobili rispetti le seguenti priorità:

 1) non determinare aumenti  delle aliquote massime previste oggi per IMU e TASI; anzi, programmare la loro progressiva riduzione nelle annualità 2016, 2017, 2018

 2) definire con norma nazionale, i criteri per le esenzioni e le detrazioni di IMU e TASI in relazione alle caratteristiche degli immobili e ai redditi delle famiglie.

 3) definire con norma nazionale aliquote massime più favorevoli per gli immobili da destinare alla locazione. In questo ambito la norma deve prevedere un'aliquota massima particolarmente agevolata per gli immobili affittati a canone calmierato.

 4) eliminare la quota di IRPEF cui sono assoggettati gli immobili che non si riesce ad affittare e non producono reddito

 5) adeguare almeno alla misura del 30 % le deduzioni sul reddito d'affitto per compensare parte dei costi di manutenzione ordinaria degli immobili affittati

 6) estendere la possibilità di utilizzare la cedolare secca anche per gli affitti ad uso diverso dall'abitativo

 

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PETIZIONE CHIUSA

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Petizione creata in data 6 giugno 2015