
#AccademiaaCagliari
#Chinonfirmanonforma
"L’eccezione alla regola è stato Obey, che ha accompagnato all’immagine di Obama in chiave pop la scritta “Hope” speranza, nella comunicazione visiva meglio non rappresentare l’immagine del competitor, l’immagine resta comunque una celebrazione (l’iconoclastia l’insegna). La prassi nord americana è stata replicata ovunque, ricordate il sostegno degli artisti Cagliaritani durante le elezioni comunali di Zedda contro Fantola o della Ghirra contro Truzzu tramite aste per reperire fondi?
Prima ancora ricordate lo scontro in famiglia dei fratelli Carta per le Regionali dove Capellacci competeva con Soru?
A sostegno di Soru Federico Carta (Crisa) a sostegno di Cappellacci Marco Carta trionfatore ad “Amici” di Maria De Filippi, vinse Cappellacci. Trump ha una sua specificità, ha sempre attaccato il mercato dell’arte, per lui l’arte contemporanea è inutile, una fesseria, una macchina da soldi per truffatori che a caso gettano colori su una tela. Truzzu non ha mai preso le distanze dal mondo dell’arte Cagliaritano, per Trump l’arte è solo soldi facili (magari fosse, se lo è non lo è sicuramente per me), al punto che ha twittato a distanza di un anno (tra il 2014 e il 2015) la frase di Warhol “essere bravi negli affari è il genere di arte più affascinante”. Per queste presidenziali, per come è stato dileggiato, il mondo dell’arte si è schierato naturalmente compatto a sostegno di Biden con aste varie sul tema, pagine pubblicitarie a pagamento sui quotidiani, azioni performatiche o post di loro lavori sul social dal contenuto anti Trump."