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Gentile Direttore e redazione de “La Nuova Sardegna”, ho appena terminato di leggere un’interessantissimo articolo d’approfondimento, a firma Paolo Curreli, del 29 Agosto 2019, dove s’intervista il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, nonché presidente della conferenza nazionale dei Direttori AFAM, Antonio Bisaccia, persona che da sempre stimo dall’altissimo profilo di competenze e dalla grande onestà intellettuale.
L’articolo riguardava la macroscopica anomalia della regione Sardegna riguardo l’Alta Formazione Artistica, la nostra isola è di fatto, l’unica Regione Europea e Occidentale, a potere vantare una città metropolitana priva d’Alta Formazione Artistica.
Parliamo d’Alta Formazione Artistica e non d’Alta Formazione Musicale, dal momento che un Conservatorio c’è a Cagliari come a Sassari, la questione che mi preme puntualizzare e che ci tengo a fare emergere, è come Cagliari sia l’unica città metropolitana Occidentale, ancora priva d’Alta Formazione Artistica, nel sud di quest’isola un’Accademia di Belle Arti non c’è mai stata, nel merito di questo e dal mio osservatorio e punto di vista, non privilegiato e d’alto profilo come quello del Direttore Bisaccia, vorrei fare presente come l’Alta Formazione Artistica sia in buona sostanza, una questione di prospettiva della visione, d’altezza dello sguardo dalla linea di terra e punti di vista, questo pur con la profonda consapevolezza che la prospettiva sia una forma di comunicazione simbolica convenzionale.
Dal mio osservatorio e punto di vista, è impossibile confondere il trend positivo generale del Focus sulle Accademie Italiane con la situazione isolana, lo dico avendo visionato gli stessi dati nazionali comparandoli con la situazione sarda, situazione sarda limitata al solo polo d’Alta Formazione Artistica Sassarese.
L’Accademia di Belle Arti di Sassari è un polo legittimo, fondante e irremovibile d’Alta Formazione Artistica isolana, ma non è un polo d’area metropolitana Cagliaritana, di fatto insufficiente per la complessità sociale, storica e culturale della seconda isola più grande del mediterraneo, a tal proposito da quante Accademie di Belle Arti ci sono in Sicilia?
Mi preme non confondere la questione delle Accademie di Belle Arti italiane, uniche in Europa a rilasciare un titolo di studio equipollente alla laurea e non una laurea, con la questione dell’anomalia storica di Cagliari unica città metropolitana occidentale priva d’Alta Formazione Artistica nel 2019, sono due questioni diverse che è bene non confondere, sul serio vogliamo rischiare di confondere un’anomalia macroscopica così trasparente invocando le problematiche delle Accademie nazionali quando a Cagliari un’Accademia non è mai nata?
Sul serio si vuole ricondurre questa macroscopica vergogna storica e politica Regionale semplicemente invocando finanziamenti Regionali per l’Accademia di Sassari?
Sul serio vogliamo ricondurre tutto questo a una legge Regionale che non tratta l’Accademia di Sassari come le altre università?
Sono due questioni diverse, ma se devo fare il demone che s’insinua nei particolari, allora faccio presente come la presenza di un’Accademia di Belle Arti a Cagliari sarebbe un agevolatore di tale richiesta che politicamente, e a livello Regionale, avrebbe un peso ben diverso, anche in un’ottica d’equa distribuzione delle risorse di un’isola che non ha proprio una storia Accademica dell’arte Italiana e Europea, altrimenti l’anomalia Cagliaritana non sarebbe così plastica, mi sbaglio?
Leggo di corsi attrattivi legati alle nuove professioni e professionalità della comunicazione contemporanea, di un nascente corso di Restauro in Marmilla, ma non un modello che si rivolga espressamente alla memoria e alle radici identitarie dei linguaggi dell’arte isolani, penso alla Scultura su pietra locale e la pittura murale, non sono forse attrattivi?
Lavorando in tal senso si potrebbe porre a sistema della storia e della memoria artistica isolana un’idea d’arte residente che sappia partire dalle proprie specificità, mi sbaglio?
Pensate allora all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e alla sua relazione con l’antica arte del mosaico, è nata per precisa volontà politica comunale e per valorizzare la cultura del mosaico locale, facendone oggetto di studio per giovani artisti provenienti dall’altrove.
Puntualizzo tutto questo non per suggestive ed evocative (ma deleterie) rivalità tra capo di sopra e capo di sotto, ma per ragionare in una reale prospettiva comune e condivisa di crescita e maturazione di consapevolezza artistica e culturale dell’isola tutta, quell’isola che senza distinguo tra capo di sopra e capo di sotto, ha il più alto tasso d’emigrazione giovanile e dispersione scolastica d’Europa, nel nome di questo puntualizzo che questi tristi primati gridano vendetta non solo nel nome dell’alto tasso di frequenza e densità di popolazione degli studenti del Foiso Fois (il primo Liceo Artistico dell’isola), ma anche perché l’Alta Formazione Artistica nell’area metropolitana Cagliaritana sarebbe destinata a un bacino di maturandi ben più ampio, e che aree come quella d’Iglesias, Quartu, Sant’Antioco e Oristano vantano orami una autonoma ed encomiabile tradizione artistica formativa liceale.
Da Funzione Strumentale uscente del Foiso Fois di Cagliari, ho raccolto negli anni una serie di malesseri di studenti e genitori, che vanno ascoltati da Cagliari a Sassari, guardano oltre le proprie nicchie ecologiche e prospettiche.
Quadri legislativi consentono di formulare diverse ipotesi di lavoro, la soluzione più celere e immediata sarebbe quella della sede distaccata Sassarese, ma Cagliari legittimamente in un quadro legislativo e d’autonomia ampio, ha maturato di generazione in generazione delle aspettative politiche in tal senso che non possono essere illuse e disilluse.
Invoco anche io l’impegno politico Regionale (e non solo) in tal senso, ma non è detto che in un mondo legislativo di autonomie e accordi di rete, si debba necessariamente passare per Sassari, ma in un’ottica di sviluppo comune dell’isola sarebbe molto grave se questo non accadesse.
Come il Direttore Bisaccia ho anche io la profonda consapevolezza che quest’isola meriti un’Accademia diffusa, ma non sono convinto che questa debba passare esclusivamente per il polo Sassarese, anzi tale limite e puntello potrebbe fare pensare a una strumentalizzazione della questione per sbloccare fondi politici regionali a uso e consumo del solo polo Sassarese, esiste un Conservatorio diffuso isolano e passa per entrambi i conservatori con un’equa distribuzione formativa delle risorse, non è così?
Come il Direttore Bisaccia ritengo che gli studenti d’Accademia non siano di serie B, io studente d’Accademia lo sono stato, ma siano studenti che vanno bene oltre la serie A, perché costituiscono il potenziale che internazionalizza il patrimonio residente, in quest’ottica Cagliari come Sassari non può avere in un settore così strategico un guinzaglio, bensì lo sforzo comune deve essere quello di non fermare, anche in chiave prospettica, l’Alta Formazione Artistica a Sassari, saluto cordialmente dalla prospettiva sud isolana di un’area metropolitana.