Abolire l'obbligo di scuola forense obbligatoria in Italia

Abolire l'obbligo di scuola forense obbligatoria in Italia

Il problema

In Italia l’obbligo di frequentare una scuola forense prima di poter accedere all’esame di Stato è diventato, per molti giovani, un ostacolo concreto più che un reale strumento di formazione. Nato con l’intento dichiarato di migliorare la preparazione dei futuri avvocati, nella pratica questo requisito si traduce spesso in un peso aggiuntivo, economico e organizzativo, che si somma a un percorso già lungo e complesso.

 


Molti laureati in giurisprudenza, provenienti da ogni parte del Paese, si trovano a dover affrontare costi che non riguardano solo le quote di iscrizione alla scuola forense, ma anche le spese di trasporto, di alloggio e di gestione quotidiana, soprattutto per chi è costretto a spostarsi o a seguire corsi in presenza. Tutto questo mentre si svolge un tirocinio che, nella maggior parte dei casi, non è retribuito o lo è in misura minima. In un contesto economico già fragile per le nuove generazioni, questo ulteriore carico rischia di diventare insostenibile e di scoraggiare chi non dispone di un sostegno familiare adeguato.

 


C’è poi una questione di fondo che non può essere ignorata. L’esperienza pratica maturata durante il tirocinio, unita allo studio individuale e al superamento dell’esame di Stato, dovrebbe essere sufficiente a garantire una preparazione seria e responsabile. L’imposizione di un obbligo formativo ulteriore finisce invece per limitare l’accesso alla professione, trasformando il percorso in una selezione basata anche sulle possibilità economiche, più che sul merito e sull’impegno.

 


Rivedere questo sistema significa restituire equità all’accesso alla professione forense. Significa permettere a tutti gli aspiranti avvocati, indipendentemente dalla loro condizione economica, di avere le stesse possibilità di costruire il proprio futuro professionale. L’abolizione dell’obbligo della scuola forense, o quantomeno una sua profonda revisione, rappresenterebbe un passo importante verso un’avvocatura più aperta, inclusiva e rappresentativa della società.

 


Chiediamo al Ministero competente e agli Ordini degli Avvocati di ascoltare la voce dei praticanti e di riconsiderare questo obbligo, per costruire un sistema più giusto e realmente accessibile. Firmare questa petizione significa sostenere un cambiamento necessario e dare una possibilità in più ai futuri giuristi d’Italia.

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… ….Promotore della petizione

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Il problema

In Italia l’obbligo di frequentare una scuola forense prima di poter accedere all’esame di Stato è diventato, per molti giovani, un ostacolo concreto più che un reale strumento di formazione. Nato con l’intento dichiarato di migliorare la preparazione dei futuri avvocati, nella pratica questo requisito si traduce spesso in un peso aggiuntivo, economico e organizzativo, che si somma a un percorso già lungo e complesso.

 


Molti laureati in giurisprudenza, provenienti da ogni parte del Paese, si trovano a dover affrontare costi che non riguardano solo le quote di iscrizione alla scuola forense, ma anche le spese di trasporto, di alloggio e di gestione quotidiana, soprattutto per chi è costretto a spostarsi o a seguire corsi in presenza. Tutto questo mentre si svolge un tirocinio che, nella maggior parte dei casi, non è retribuito o lo è in misura minima. In un contesto economico già fragile per le nuove generazioni, questo ulteriore carico rischia di diventare insostenibile e di scoraggiare chi non dispone di un sostegno familiare adeguato.

 


C’è poi una questione di fondo che non può essere ignorata. L’esperienza pratica maturata durante il tirocinio, unita allo studio individuale e al superamento dell’esame di Stato, dovrebbe essere sufficiente a garantire una preparazione seria e responsabile. L’imposizione di un obbligo formativo ulteriore finisce invece per limitare l’accesso alla professione, trasformando il percorso in una selezione basata anche sulle possibilità economiche, più che sul merito e sull’impegno.

 


Rivedere questo sistema significa restituire equità all’accesso alla professione forense. Significa permettere a tutti gli aspiranti avvocati, indipendentemente dalla loro condizione economica, di avere le stesse possibilità di costruire il proprio futuro professionale. L’abolizione dell’obbligo della scuola forense, o quantomeno una sua profonda revisione, rappresenterebbe un passo importante verso un’avvocatura più aperta, inclusiva e rappresentativa della società.

 


Chiediamo al Ministero competente e agli Ordini degli Avvocati di ascoltare la voce dei praticanti e di riconsiderare questo obbligo, per costruire un sistema più giusto e realmente accessibile. Firmare questa petizione significa sostenere un cambiamento necessario e dare una possibilità in più ai futuri giuristi d’Italia.

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Petizione creata in data 6 gennaio 2026