
Abolire il decreto contro la partecipazione alle proteste
Il problema
Il 20 ottobre 2026 il governo italiano approva il decreto “Anti-maranza” contenente la creazione del nuovo reato di “ partecipazione violenta a una protesta” con fino 5 anni massimi di pena e 20.000 euro di multa. Questo decreto, formulato in modo draconiano, non solo rende difficile la partecipazione attiva alle proteste, ma calpesta anche il diritto dei cittadini di far sentire la propria voce contro ingiustizie sistemiche con il rischio di provocare la criminalizzazione di chiunque scenda in piazza.
Lasciar passare tale decreto significa far vincere la propaganda sia mediatica che di potere per cui una vetrina infranta sia più importante di un futuro infranto; che un bidone incendiato sia più importante di volere una vita bella.
Lo Stato continua ad ignorare la gravissima situazione in cui la gioventù italiana e tutta popolazione si sta ritrovando: scuole che cadono a pezzi, scala sociale bloccata, salari che non crescono da 25 anni, prezzi del gas/benzina folli e affitti delle case che crescono ogni anno a dismisura.
Il popolo è stanco di questa situazione ed è ancora più esausto di avere un governo che, di fronte alla legittima manifestazione della rabbia collettiva, non sa fare altro che relegare il tutto ad un danno di “decoro pubblico” e reprimerci con decreti dalla chiara natura autoritaria.
Il diritto di resistere a una violenza sistemica e istituzionale non dovrebbe mai essere ostacolato e l’uso di maniere forti è sociologicamente e storicamente accertato come unico metodo di successo in presenza di governi assenti e sordi alle richieste dei cittadini.
Firmate questa petizione per diffondere il messaggio, abolire questo obbrobrio e difendere i nostri diritti civili. Difendiamo insieme il nostro diritto di protestare contro le ingiustizie di Stato ed evitare che il cappio si stringa ancora più attorno ai nostri colli fino a renderci amebe prive nemmeno del potere di alzare la voce!

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Il problema
Il 20 ottobre 2026 il governo italiano approva il decreto “Anti-maranza” contenente la creazione del nuovo reato di “ partecipazione violenta a una protesta” con fino 5 anni massimi di pena e 20.000 euro di multa. Questo decreto, formulato in modo draconiano, non solo rende difficile la partecipazione attiva alle proteste, ma calpesta anche il diritto dei cittadini di far sentire la propria voce contro ingiustizie sistemiche con il rischio di provocare la criminalizzazione di chiunque scenda in piazza.
Lasciar passare tale decreto significa far vincere la propaganda sia mediatica che di potere per cui una vetrina infranta sia più importante di un futuro infranto; che un bidone incendiato sia più importante di volere una vita bella.
Lo Stato continua ad ignorare la gravissima situazione in cui la gioventù italiana e tutta popolazione si sta ritrovando: scuole che cadono a pezzi, scala sociale bloccata, salari che non crescono da 25 anni, prezzi del gas/benzina folli e affitti delle case che crescono ogni anno a dismisura.
Il popolo è stanco di questa situazione ed è ancora più esausto di avere un governo che, di fronte alla legittima manifestazione della rabbia collettiva, non sa fare altro che relegare il tutto ad un danno di “decoro pubblico” e reprimerci con decreti dalla chiara natura autoritaria.
Il diritto di resistere a una violenza sistemica e istituzionale non dovrebbe mai essere ostacolato e l’uso di maniere forti è sociologicamente e storicamente accertato come unico metodo di successo in presenza di governi assenti e sordi alle richieste dei cittadini.
Firmate questa petizione per diffondere il messaggio, abolire questo obbrobrio e difendere i nostri diritti civili. Difendiamo insieme il nostro diritto di protestare contro le ingiustizie di Stato ed evitare che il cappio si stringa ancora più attorno ai nostri colli fino a renderci amebe prive nemmeno del potere di alzare la voce!

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Petizione creata in data 20 ottobre 2026