RIASSUNZIONE IN POSTE ITALIANE

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QUELLA CHE STATE PER LEGGERE è LA MIA STORIA LAVORATIVA IN POSTE ITALIANE.
LA MIA ATTIVITà LAVORATIVA PRESSO POSTE ITALIANE è INIZIATA NEL 1987 SINO AL 2000, IN PROVINCIA DI BERGAMO.
MI SONO TRASFERITO A MIRANDOLA A MAGGIO 2000 ED HO LAVORATO NEGLI ANNI 2002 E 2003 A TEMPO DETERMINATO PRESSO POSTE ITALIANE NELLA FILIALE DI MIRANDOLA. DOPO OTTO MESI DI DISOCCUPAZIONE RIESCO A TROVARE UN POSTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO PRESSO UNA AZIENDA PRIVATA DI MILANO CON FILIALE A MIRANDOLA.
NEL 2005 SCOPRO CHE LE DUE ASSUNZIONI FATTE DA POSTE ITALIANE NEL 2002 E NEL 2003, SONO STATE DICHIARATE ILLEGITTIME DA UN GIUDICE DEL LAVORO A SEGUITO DI RICORSO DI UN LAVORATORE SINGOLO DI POSTE ITALIANE, CHE HA RICORSO ATTRAVERSO IL SUO AVVOCATO.
A QUESTO PUNTO DECIDO A MIA VOLTA DI FARE RICORSO.
A OTTOBRE DEL 2006 VINCO QUESTO RICORSO INSIEME A 44.000 EX LAVORATORI DI POSTE ITALIANE, IN TUTTA ITALIA (SENTENZA C. 16973 DISPOSITIVO N. 25468 DEL 04/10/2006).
A GENNAIO 2007 VENGO INVITATO, CON UNA TELEFONATA, PER UN COLLOQUIO NELLA SEDE DI POSTE ITALIANE A BOLOGNA, MENTRE STO LAVORANDO NELLA AZIENDA PRIVATA.
DUE GIORNI DOPO MI RECO PRESSO DETTO UFFICIO, DOVE MI VIENE DETTO CHE, A SEGUITO DEL RICORSO VINTO, IL GIUDICE RIPRISTINA IL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO, COSì ENTRO DUE GIORNI MI DEVO PRESENTARE PRESSO UN UFFICIO POSTALE, QUALE ANCORA NON SI SA, COME RIPORTATO SULLA LETTERA RACCOMANDATA CHE MI VIENE SUCCESSIVAMENTE SPEDITA A CASA, NELLA QUALE NON SI EVIDENZIA L'UFFICIO POSTALE A CUI SAREI DESTINATO (SENTENZA GIUDICE DEL LAVORO 2008, NELLA QUALE VIENE DECRETATO IL LUOGO DI LAVORO NEL COMUNE DI MIRANDOLA; QUARTA SENTENZA FAVOREVOLE DOPO IL RICORSO VINTO SINO ALLA CASSAZIONE).
NELLO STESSO MOMENTO NELL'AZIENDA PRIVATA DOVE LAVORO, SI APRE UNA VERTENZA SINDACALE PER LA CHIUSURA DELLA FILIALE DI MIRANDOLA CON POSSIBILITA' DI LICENZIAMENTO VOLONTARIO ED INCENTIVO ALL'ESODO.
NEL PERIODO IN ESAME, HO ALCUNE TELEFONATE FATTE COL RAPPRESENTANTE DI POSTE ITALIANE CON IL QUALE, A VOCE, TROVIAMO UNA SPECIE DI ACCORDO AL FINE DI RIUSCIRE AD AVERE QUALCHE SETTIMANA PER POTERE SISTEMARE LA SITUAZIONE NELLA MIA AZIENDA PRIVATA E RIUSCIRE AD OTTENERE QUELL'INCENTIVO ALL'ESODO CHE MI SAREBBE SERVITO PER PAGARE IL MANTENIMENTO, DECISO DA UN GIUDICE, DEL MIO PRIMO FIGLIO CHE VIVE IN AUSTRALIA.
A FEBBRAIO 2007 MI RITROVO COSì CON DUE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO CHE PROSEGUONO FINO AD APRILE 2007, NEL QUALE MESE VENGO LICENZIATO DALLA AZIENDA PRIVATA ALLA FINE DELLA VERTENZA SINDACALE COME DA ACCORDI SOTTOSCRITTI E VENGO ANCHE LICENZIATO DA POSTE ITALIANE PUR NON AVENDO LAVORATO NEMMENO UNA ORA IN UN UFFICIO POSTALE. LA COSA CURIOSA è CHE QUESTI DUE LICENZIAMENTI AVVENGONO NEL MEDESIMO GIORNO, 15 APRILE 2007.
SEGUONO SENTENZE DEL GIUDICE DEL LAVORO NELLE QUALI POSTE ITALIANE PERDE FINO IN CASSAZIONE (IN DATA 22/08/2017) IN MERITO AL RICORSO DEL 2005, MENTRE IL LICENZIAMENTO DISCIPLINARE, A CUI MI OPPONGO CON MEMORIA PRESENTATA AL GIUDICE DEL LAVORO, GIUNGE IN APPELLO E VIENE RIGETTATO, NON PROSEGUO QUINDI CON LA CASSAZIONE AVENDO AVUTO, IN APPELLO, DA PAGARE UNA SOMMA A POSTE ITALIANE DI €2.000.
NEL 2016 IL TRIBUNALE DELLA FAMIGLIA AUSTRALIANO, MI SCRIVE RACCOMANDATA CON LA QUALE MI RICHIEDE IL MANTENIMENTO ARRETRATO DOVUTO A SENTENZE DEL 2001 E DEL 2008 NELLA QUALE VIENE DECISA UNA SOMMA DI DOLLARI AUSTRALIANI 85.000 (€60.000 CIRCA).
A SEGUITO DEL LICENZIAMENTO DEL 2007 NON SONO PIù RIUSCITO A TROVARE UNA OCCUPAZIONE CONTINUATIVA, A CAUSA ANCHE DELLA CRISI CHE INIZIA NEL 2008 E CHE COMPORTA IL DISAGIO DEL MIO NUCLEO FAMILIARE E L'IMPOSSIBILITA' DI PAGARE IL MANTENIMENTO SOPRA DESCRITTO.
L'IMPORTANZA DEL REINSERIMENTO NEL MIO POSTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO IN POSTE ITALIANE, COME DECISO DAL RICORSO VINTO FINO IN CASSAZIONE AD AGOSTO SCORSO, E' ESSENZIALE E DI VITALE IMPORTANZA.
PER QUESTO MOTIVO CHIEDO A LEI, DOTT. MATTEO DEL FANTE, A CUI MI RIVOLGO, LA SUA COMPRENSIONE AL FINE DI FARMI RIASSUMERE.



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