
Dieci Class Action per mandare a casa Renzi
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L’azione del Governo Renzi si contraddistingue per pressapochismo, mancanza di competenza, iniquità. Questa azione sta creando un disagio diffuso nella popolazione, che è possibile rendere cosciente e catalizzare con una serie di class action.
L’attivazione delle class action consente infatti di avere a disposizione uno strumento che:
- può essere utilizzato sul piano mediatico;
- rende consapevoli i cittadini di vessazioni che altrimenti subirebbero senza capire;
- ha la credibilità che deriva dall’esporre oggettive ragioni giuridiche e non di parte;
- permette di aggregare il consenso contro l’azione del Governo;
- rafforza in modo nuovo l’opposizione al Governo Renzi;
- coagula e rende cosciente il disagio dei cittadini;
- dà voce giuridica e spessore, fino a renderlo concretamente incidente, al dissenso contro tutte quelle vessazioni del Governo che normalmente vengono solo denunciate sui social (twitter; facebook, ecc.) ma che non diventano concrete azioni e quindi non coagulano consenso politico;
- evidenzia le giuste ed oggettive ragioni giuridiche per ribellarsi all’azione di governo.
Tecnicamente: per class action si intende un’azione legale condotta da uno o più soggetti che chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti "ultra partes" per tutti i componenti presenti e futuri della classe, del gruppo.
E’ il modo migliore con cui i semplici cittadini possono essere tutelati e risarciti dai torti subiti sia da aziende private che della Pubblica Amministrazione, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione.
Pertanto, essa rappresenta lo strumento migliore con cui tutelare i cittadini ed assicurare loro il risarcimento dei danni subìti da comportamenti abusivi di aziende private o una tutela dal mal funzionamento della Pubblica Amministrazione. E’ quindi uno strumento di democrazia. I vantaggi delle azioni collettive sono evidenti se si tiene conto: dei tempi processuali, dei costi della giustizia, della garanzia di certezza del diritto e dell’efficacia ed equità del risultato.
Più che l’opposizione parlamentare, dove in ogni caso il governo Renzi, in un modo o nell’altro riesce sempre a spuntarla, lanciando una serie di class action si apre un fronte nuovo di dissenso e può permettere una nuova e più efficace forma di opposizione, strumentale a convogliare poi il dissenso aggregato nel votare NO al referendum confermativo sulla riforma costituzionale.
Con poco studio ne ho individuate dieci. Tutte fondate: 1) Il canone Rai in bolletta elettrica; 2) Tassa sull’ascensore; 3) Mancata tutela delle concessioni balneari italiane; 4) Mancato rinnovo incentivi per energia pulita; 5) Inasprimento norme mutui immobiliari; 6) Rimborsi risparmiatori truffati dalle banche; 7) Abolizione delle limitazioni della responsabilità degli amministratori delle banche; 8 ) Maglie troppo larghe con l’immigrazione irregolare; 9) Maxi bollette; 10) Autovelox.
Esse hanno valore politico e di mobilitazione prima della pronuncia giurisdizionale, e qualunque cosa stabiliscano i giudici, sarà già un successo, in grado di coinvolgere decine di milioni di italiani.
C'è un altro aspetto importante. Intorno a ciascuna di queste battaglie emergerebbe un leader vero, non nominato, capace di coagulare e di dare voce a settori precisi e con interessi chiari e determinati. Ci troveremmo su tutto lo spettro politico una classe dirigente di nuovi leader, veri e ben temprati. Non male come risposta all’antipolitica.
Insomma: una, dieci, cento class action!