Interviste

Elezioni UE 2019 – le risposte ai cittadini: Hermanin, +Europa

May 16, 2019

Più occupazione femminile e rispetto dell’ambiente per una società più ricca, anche grazie all’impiego delle nuove tecnologie: la risposta di +EUROPA alle priorità degli utenti di Change.org in vista delle prossime Elezioni Europee.

Mercoledì 8 Maggio 2019  +Europa, per voce della candidata Costanza Hermanin, ha incontrato nella sede di Change.org Annalisa Buccieri, mamma e insegnante di Pisa nonché “volto” degli oltre 1 milione di utenti che si sono uniti al Movimento LaMiaVoceConta su Change.org.  
Durante l’incontro Hermanin ha avuto modo di approfondire le tematiche che gli utenti di Change.org hanno individuato come prioritarie per il futuro dell’Italia e dell’Europa.

Pubblichiamo di seguito la risposta di +Europa agli utenti di Change.org.


Partecipazione femminile al mondo del lavoro e tutela dell’ambiente sono le due tematiche cardine del futuro dell’Italia e dell’Europa.

1. Per la parità tra Uomini e Donne

Per quanto riguarda la prima questione, l’applicazione del principio della parità di genere a livello economico è di fondamentale importanza poiché investe e modifica la percezione dello status delle donne nell’intera società.

L’Italia, purtroppo, ha un gap molto importante sia sulla questione delle differenze salariali tra uomini e donne che sulla partecipazione attiva femminile al mondo del lavoro.

Si pensi al solo fatto che una maggiore partecipazione delle donne al mondo del lavoro in condizioni di parità porterebbe un incremento del 7 per cento del PIL per l’Italia, per una cifra pari a 88 miliardi di euro circa.

Il principio di parità salariale, inoltre, fa parte del codice genetico dell’Unione Europea, da quando fu introdotto per la prima volta anche in Italia dal Trattato che nel 1957 istituì la Comunità Economica Europea.

In conseguenza della recente consultazione effettuata dalla Commissione Europea sulla normativa che disciplina la parità salariale, sarà compito del prossimo Parlamento Europeo rivedere le norme sul tema: questa costituirà un’ottima occasione per modificare l’attuale stato di cose in tutto il continente, a cominciare dall’Italia.

Per quanto riguarda il nostro Paese, l’Europa costituisce anche la sede ideale per fare confronti o prendere spunti al fine di aggiustare la normativa nazionale: in Francia, ad esempio, una recente proposta di legge chiede alle aziende di garantire massima trasparenza sulle condizioni salariali per individuare eventuali disparità di genere, mentre sono già state imposte a norma di legge sanzioni economiche a quelle realtà che entro 3 anni non implementano in toto il principio di parità.

In Spagna, invece, da quest’anno la legge ha concesso ai padri otto settimane di congedo obbligatorio retribuito, un periodo che verrà poi totalmente equiparato a quello spettante alle madri entro il 2021.

L’Unione europea ha stabilito sì un tempo minimo per il congedo, ma di entità insufficiente, trattandosi di soli 10 giorni.

E’ dunque evidente che possiamo e dobbiamo fare molto di più.

2. Una violenza non si dimentica in 6 mesi #MeToo

Sulla violenza di genere, la normativa italiana prevede la possibilità di denunciare e rendere quindi procedibili i reati di violenza solo entro i 6 mesi dal verificarsi dei fatti, ma sappiamo bene che traumi di questa entità richiedono molto più tempo per essere anche solo elaborati dalle vittime.

Anche per ciò che riguarda il reato di stupro, in Italia le misure preventive si applicano solo a seguito di ripetute denunce da parte della vittima: su entrambi i fronti c’è ancora molta strada da fare.

3. Investire nell’economia sostenibile per creare nuovi posti di lavoro

Per quanto concerne l’ambiente, ci teniamo a sottolineare che crescita economica, ricerca e protezione dell’ambiente sono tutti elementi conciliabili: il progresso scientifico può infatti favorire la transizione verso un’economia ecologica.

Si pensi al caso dell’edilizia: il quantitativo di emissioni di carbonio e di altri inquinanti dell’aria prodotte dagli edifici pubblici e privati sono quasi il doppio di quelle prodotte dai trasporti, ed è per questo che è necessario isolare e mettere a norma di emissioni ambientali gli edifici attraverso incentivi economici e l’impiego delle nuove tecnologie.

Lo stesso vale per le politiche agricole: rendere biologica l’intera produzione agricola europea riducendo l’uso dei pesticidi nelle coltivazioni richiederebbe troppi anni: anni che non abbiamo, tempo che non possiamo permetterci per salvare il nostro ambiente.

Anche in questo caso, e pur tenendo sempre fermo il principio di precauzione, ci possono venire incontro le nuove tecnologie: si veda il caso dell’impiego della codificazione del genoma Crispr – che non vuol dire OGM, ma sostituzione di parti del genoma applicabile in agricoltura.

Agricoltura biologica e innovazione tecnologica devono quindi andare di pari passo e mano nella mano.

Ogni cittadino, in Italia e in Europa, deve essere reso consapevole e proattivo nella tutela del pianeta. Ognuno può giocare un ruolo decisivo per intraprendere il cammino verso un sempre maggiore protagonismo delle energie rinnovabili nell’impalcatura delle nostre economie – Change.org costituisce un efficace esempio di strumento di partecipazione democratica capace di favorire e facilitare questi processi.

Entrando nel campo delle buone pratiche per migliorare le condizioni del nostro ambiente, vi sono paesi che danno ai singoli cittadini strumenti per misurare la qualità dell’aria e lezioni per imparare a leggerli: l’Italia, a riguardo, è il fanalino di coda d’Europa.

E’ tempo di sovvertire questo stato di cose.