Interviste

ELEZIONI UE 2019 – le risposte ai cittadini: Grandi, Europa Verde

May 22, 2019

Lotta all’evasione fiscale delle grandi aziende, stop ai cambiamenti climatici: la risposta di Elena Grandi per Europa Verde alle priorità degli utenti di Change.org per le prossime Elezioni Europee.

Europa Verde, per voce della capolista nella circoscrizione Nord-Ovest Elena Grandi, ha risposto agli utenti di Change.org che si sono mobilitati attraverso il Movimento LaMiaVoceConta in vista delle prossime Elezioni Europee.

Pubblichiamo di seguito la sua risposta.

1. Fermare cambiamenti climatici

Non c’è più un minuto da perdere.

Abbiamo solamente 11 anni per fermare il collasso climatico e per dare seguito seriamente alle indicazioni della scienza e agli impegni presi dagli Stati con gli accordi di Parigi.

11 anni sono pochissimi, ma abbiamo alcuni assi strategici importanti, che possono fornire tutte le risposte che servono: efficienza energetica; fonti rinnovabili di energia; economia circolare; agricoltura, pesca e allevamento che si emancipino dalle logiche industriali e (grazie a innovazione ed eccellenza) tornino a modelli efficaci ma non aggressivi con i territori; trasporti e mobilità progressivamente sempre più spostati su trazione elettrica, integrati e multi-modali, capaci di ridurre drasticamente l’uso di auto e mezzi privati; industria riconvertita, innovata ed efficiente; ripensamento in chiave resiliente di territori e città; tutela della natura e della biodiversità, stop al consumo di suolo; finanza etica; commercio giusto.

Sono questi gli ingredienti della nostra risposta per combattere l’emergenza climatica e realizzare una transizione ecologica radicale di economia e società.

Per consentire questa transizione, vogliamo che gli stati abbandonino progressivamente ogni forma di sovvenzione pubblica ad attività dannose per l’ambiente basate sull’economia fossile (solo in Italia quasi 19 miliardi di euro all’anno).

Vogliamo introdurre una Politica Fiscale Verde Comune (ecotasse, eco-incentivi e disincentivi) per sostenere e finanziare, con i loro proventi, la transizione all’economia verde del sistema produttivo europeo.

In particolare, se vogliamo promuovere le fonti di energia rinnovabili e contrastare l’uso di quelle fossili, non è più rinviabile l’introduzione di una tassa sul carbonio, peraltro già in essere in alcuni Paesi europei.

Si dovrà abolire l’attuale sistema di indennità gratuite per i Paesi extra-UE che inquinano e introdurre un meccanismo di adeguamento alle frontiere per le importazioni da paesi terzi che non applicano la tassa sul carbonio, in modo da compensare i prezzi più bassi del paese esportatore e non creare condizioni di concorrenza penalizzante per le produzioni europee.

Vogliamo promuovere forme di autoconsumo e scambio energetico tra privati cittadini e la costruzione di reti intelligenti dove cittadini e imprese siano attori del cambiamento invece che semplici consumatori.

Esistono numerose imprese che da tempo hanno inserito la sostenibilità nei loro piani industriali portando risultati economici migliori delle aziende che non lo fanno. Noi vogliamo creare le condizioni affinché quelle buone prassi diventino la regola.

Per costruire un sistema di trasporti sostenibile occorre investire nelle ferrovie, affinché colleghino Paesi e regioni europei tramite treni più accessibili e convenienti, compresi treni veloci e notturni.

Nel complesso, trasporti pubblici più presenti e una riduzione della necessità di trasporto, possono essere una soluzione alla congestione del traffico e all’inquinamento in tutta Europa.

Il trasporto merci può essere dirottato su rotaia o sulle vie navigabili esistenti, senza ulteriori danni ambientali.

Camion, furgoni, treni, navi e aerei dovranno diventare veicoli a zero emissioni.

I pesticidi più velenosi devono essere vietati ​​il prima possibile.

Siamo contrari al dumping dei prodotti agricoli europei sul mercato mondiale, che distrugge la produzione alimentare locale in molti Paesi in via di sviluppo.

La misura in cui gli agricoltori beneficiano delle politiche agricole europee dovrebbe dipendere da quanto proteggono il clima, proteggono l’acqua, investono nel benessere degli animali, proteggono la biodiversità e si astengono dall’utilizzo degli OGM.

I Verdi Europei difendono il benessere degli animali da allevamento e rifiutano la crudeltà degli allevamenti di massa e la tortura del trasporto di bestiame a lunga distanza.

Maggiori informazioni e dettagli sul programma, qui: https://www.europaverde.it/programma/ ;

Maggiori informazioni su quanto ottenuto negli scorsi anni dai Verdi Europei in parlamento, qui: https://www.europaverde.it/cosa-hanno-fatto-i-verdi-in-europa/

2. Lotta all’evasione fiscale delle grandi aziende

Innanzitutto è importante mettere fine al riciclaggio di denaro che finanzia le attività illecite tramite la creazione di una forza di polizia finanziaria europea. Poi bisogna cominciare a tassare i più ricchi, eliminando i paradisi e agevolazioni fiscali che esistono all’interno dei nostri confini, in Paesi come l’Olanda, l’Irlanda, il Lussemburgo e il Belgio, e non permettere ai ricchi extra-Ue di acquistare la cittadinanza tramite lo schema dei “visti d’oro” per fini spesso illeciti.

Dobbiamo anche rafforzare le leggi per evitare che intermediari risultino fondamentali nell’aiutare i clienti a circumnavigare le regole. I consulenti fiscali non devono infatti prima interferire nel processo legislativo e poi aiutare i propri clienti ad evitare le tassazioni.

Un altro punto fondamentale che la prossima Commissione non potrà ignorare è quello della trasparenza fiscale sulle imposte pagate dalle multinazionali: sia perché le aziende con sedi in più Paesi riescono oggi a spostare indisturbate gli utili da un Paese all’altro in modo da pagare il meno possibile sia perché non esiste una tassazione minima uguale ovunque in Europa. Noi la vogliamo introdurre per mettere fine alla competizione al ribasso tra stati che pesa sulle spalle dei cittadini più poveri.

Infine, due misure saranno il nostro cavallo di battaglia a Bruxelles. La prima è quella che costringerà le società digitali a pagare le tasse: è ora che il sistema fiscale si adatti alle necessità del nuovo millennio. La seconda invece mira a utilizzare il sistema fiscale per sostenere la transizione ecologica ormai non più rimandabile. Occorre metter in piedi una tassa sulla CO2 in tutta l’Unione e tasse ancora più pesanti sui voli aerei, il metodo di trasporto più inquinante.