Interviste

ELEZIONI UE 2019 – le risposte ai cittadini: Danzì, Movimento 5 Stelle

May 22, 2019

Evasione fiscale da parte delle grandi aziende, lotta ai cambiamenti climatici, sostenibilità ambientale, Made in Italy, violenza di genere e riduzione del gap salariale tra uomini e donne: la risposta di Maria Angela Danzì del Movimento 5 Stelle agli utenti di Change.org in vista delle prossime Elezioni Europee.

Maria Angela Danzì, capolista nel Nord-Ovest per il M5S, ha risposto agli utenti di Change.org che si sono mobilitati attraverso il Movimento LaMiaVoceConta in vista delle prossime Elezioni Europee.

Pubblichiamo di seguito la risposta della candidata M5S agli utenti di Change.org.

1. Combattere il fenomeno dell’evasione fiscale da parte delle grandi aziende in UE

Nel programma del Movimento 5 Stelle è presente un capitolo dedicato alla lotta alla grande evasione e ai paradisi fiscali interni all’Unione europea. Per noi sono l’emergenza numero uno. Negli ultimi cinque anni gli scandali LuxLeaks e Panama Papers hanno mostrato i trucchi delle multinazionali e dei grandi Paperoni per eludere il fisco. Questo mancato gettito crea dei mancati introiti per gli Stati che potrebbero utilizzare queste risorse per tagliare le tasse a tutti gli altri cittadini. Fra le nostre proposte per un fisco equo prevediamo un obbligo di rendicontazione pubblica, Paese per Paese, per tutte le multinazionali: quelle che lavorano in Italia devono pagare le tasse in Italia. Inoltre, bisogna applicare un modello vincolante di tassazione unitaria in tutta l’UE per le multinazionali così da superare le pratiche fiscali dannose condotte da alcuni Stati.

2. Dare una risposta ai cambiamenti climatici in Europa

La risposta dell’Europa ai cambiamenti climatici deve essere più forte. Gli studi scientifici dicono, per esempio, che ogni secondo finisco nei nostri Oceani ben 250 kg di plastica, il Parlamento europeo ha giustamente vietato dal 2021 l’uso della plastica monouso ma denunciamo il fatto che le bottiglie di plastica non siano state incluse negli obiettivi di riduzione della direttiva. Questa è stata un’occasione persa. Per difendere il nostro pianeta serve più coraggio. Noi sosteniamo una transizione equa e sostenibile con investimenti massicci sulla diffusione dei veicoli a basse e zero emissioni. La strada per l’elettrificazione di auto, furgoni e camion è lunga ma noi vogliamo percorrerla, per abbattere i livelli di CO2. L’economia circolare deve essere rafforzata e dobbiamo dire stop a fonti fossili, trivelle e inceneritori.

3. Aumentare le tutele per Made in Italy

Sostenere il Made in Italy significa sostenere le nostre imprese e allo stesso tempo i consumatori perché i produttori italiani fanno della qualità e dell’eccellenza un marchio distintivo. L’Europa ha finora usato l’agricoltura come merce di scambio in politica estera favorendo l’importazione di prodotti che sono in concorrenza diretta con i nostri. Olio extravergine d’oliva, arance, limoni, latte, riso, carne, noi diciamo basta ai trattati commerciali che penalizzano il Made in Italy. In Europa daremo battaglia per avere un sistema di controllo permanente dei flussi commerciali in modo tale da evitare di perdere quote di mercato e produzione, prima di riuscire ad attivare misure efficaci di salvaguardia. Nel 2019 sono entrati in vigore i dazi al riso proveniente da Cambogia e Birmania, ma sono passati anni prima che la Commissione si sia accorta che nel 2014 le importazioni da questi due Paesi erano aumentate del 4.000%. Nel frattempo molte aziende sono state costrette a chiudere.

4. Aumentare limiti per la denuncia delle violenze di genere oltre i 6 mesi

Lo scorso 3 aprile abbiamo approvato alla Camera un pacchetto di norme antiviolenza che prevede l’estensione a 12 mesi del termine per presentare querela per i reati di violenza di genere. Ora il provvedimento – denominato Codice Rosso – è al Senato. Questo è un successo del Movimento 5 Stelle, l’emendamento che raddoppia i limiti di denuncia è stato presentato dalla nostra Maria Edera Spadoni. Su questo tema non bisogna abbassare la guardia.

5. Investire nell’economia sostenibile per creare nuovi posti di lavoro

Con l’economia circolare aumenteranno i posti di lavoro. Uno studio dell’agenzia di protezione ambientale degli Stati Uniti stima che 10.000 tonnellate di materiali creano un posto di lavoro negli inceneritori, 6 posti di lavoro in discariche, 36 posti di lavoro in centri di riciclo e fino a 296 posti di lavoro nel settore del riuso. Riciclo e riuso convengono dunque a tutti, basta solo crederci fino in fondo. Inoltre, noi chiediamo una nuova strategia UE per l’industria sostenibile e una quota ancora maggiore di fondi europei da mettere a disposizione per la trasformazione industriale che coinvolga soprattutto le piccole e micro imprese. Non dimentichiamo inoltre che gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica contribuiscono a rafforzare la competitività economica e industriale dell’Europa e a ridurne la dipendenza energetica.

6. Combattere il gender pay gap in Italia e in Europa

Su questo registriamo un ritardo colpevole della Commissione europea. Nel 2015 il Parlamento europeo aveva espresso una posizione forte sulla parità retributiva fra uomo e donna e invece da allora è stata solo lanciata una consultazione pubblica per raccogliere informazioni negli Stati membri. Vogliamo colmare il divario retributivo di genere con i fatti e per questo proponiamo una serie di misure per migliorare l’equilibrio tra vita familiare e lavorativa come la definizione di un salario minimo, il rafforzamento della formazione in settori in cui le donne sono meno rappresentate, la garanzia di stessi stipendi tra uomo e donna per lo stesso tipo di lavoro, una maggiore trasparenza sui salari con pubblicazione di dati e statistiche in base al genere.