Riaprire Tribunale di Bassano come "Tribunale della Pedemontana"


Riaprire Tribunale di Bassano come "Tribunale della Pedemontana"
Il problema
La riforma della geografia giudiziaria, che ha comportato la chiusura del Tribunale di Bassano del Grappa ha notevolmente peggiorato lo stato della Giustizia nel Veneto. I problemi legati all'accorpamento con il Tribunale di Vicenza sono notevoli e ancora insoluti.
In concerto con l'ordine degli avvocati di Bassano, le associazioni di categoria, le amministrazioni locali e i nostri rappresentanti a Roma (in particolare nelle persone dei Senatori Giorgio Santini e Rosanna Filippin) chiediamo che il Ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando intervenga con un decreto correttivo che riapra il Tribunale di Bassano ampliando la zona di sua competenza ai Comuni della cosiddetta "zona Pedemontana".
Invitiamo pertanto a firmare il seguente ordine del giorno.
- Consapevoli della rilevanza e del ruolo della Giustizia, in particolare quella Civile, nel sistema economico di un paese e di una regione altamente produttiva come quella del Veneto, dobbiamo amaramente prendere atto di come la chiusura del Tribunale di Bassano e il successivo accorpamento con quello di Vicenza (accorpamento organizzato fra l'altro in modo repentino e non graduale, creando gravi disservizi, consentendo per di più il trasferimento di molti magistrati), non preceduto da adeguata valutazione delle conseguenze, abbia generato un allungamento considerevole dei tempi nei procedimenti civili presso il Tribunale di Vicenza (già sottodimensionato e sotto-strutturato prima dell’accorpamento al punto che il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Vicenza già ne aveva chiesto il "fallimento") che si sono tradotti in ingenti danni economici e sociali per le famiglie e le imprese, non solo del Bassanese, ma di tutta la Provincia di Vicenza (nella fattispecie i tempi delle cause civili a Bassano erano inferiori di tre volte rispetto alla media nazionale e meno della metà della media veneta: ora nel tribunale accorpato di Vicenza, a titolo esemplificativo, una causa giunta alla fine della istruttoria può essere rinviata, per avere la sentenza, già ora, al 2022; altro esempio, fra un’udienza di vendita ed un’altra nelle esecuzioni immobiliari, l'intervallo è di 2 anni. E intanto i creditori aspettano. Ma s'è fatta la scelta di una Giustizia con rinvii enormi al posto di una giustizia efficiente ? Quanti saranno i danni richiesti allo Stato Italiano a sensi della legge Pinto per una giustizia troppo lenta? Sono queste scelte politiche responsabili?
- E’ dimostrato da numerose ricerche economiche che gli investitori e le imprese (soprattutto quelle multinazionali) prendono decisioni di investimento e di insediamento dei loro siti produttivianche in ragione dell’efficienza, efficacia e rapidità della Giustizia Civile: chi sceglierebbe oggi il vicentino con simili tempi nella giustizia civile? Vien da sè che, se fosse costituito l’ottavo Tribunale del Veneto dell’Area Pedemontana, a giovarne dal punto di vista economico sarebbe prima di tutto l’Area a cui fa riferimento un bacino d’utenza di centinaia di migliaia di persone fra le Provincie di Vicenza, Padova e Treviso (appunto l’“Area Pedemontana”); ma sarebbero gli stessi Tribunali dei Capoluoghi appena citati che verrebbero alleggeriti di un numero consistente di procedimenti e che quindi vedrebbero migliorare il servizio Giustizia Civile in Veneto; con l’istituzione del Tribunale della Pedemontana verrebbe alleggerito anche il lavoro di cancelleria, si ridurrebbero le code e le attese proprio nei Tribunali di Vicenza, Padova e Treviso.
- L’obiettivo dichiarato di ridurre le spese dello Stato e della Giustizia (“spending review”) nella specifica fattispecie con la chiusura del Tribunale di Bassano si è tradotto invece, già a pochi mesi di distanza dalla chiusura di quest’ultimo, nella creazione di nuovi costi e sprechi, non solo dovuti al mancato utilizzo e sfruttamento economico dell’immobile destinato a divenire la nuova Sede del Tribunale di Bassano (costato alla collettività 12 milioni di euro e stranamente dimenticato nella ultima relazione della commissione ministeriale redatta in vista dei possibili correttivi della riforma), ma soprattutto dovuti all’inefficienza del Tribunale di Vicenza e ai suoi plurimi problemi strutturali e di dimensionamento che presenta: in sostanza il Tribunale di Vicenza non è adeguato ad accogliere tutto il lavoro al quale sarebbe destinato. Un allargamento ad altri edifici vicini al nuovo tribunale in Borgo Berga presupporrebbe sprecare denaro per affitti di altri immobili e quindi addossare nuovi costi alla collettività. Senza comunque risolvere il problema di fondo dei tempi di risposta alla domanda di giustizia nei vari settori, come sopra evidenziato. Chiudere il Tribunale di Bassano significa pertanto non risparmiare ma sprecare denaro pubblico e non dare risposta di giustizia, se non lentissima e quindi già di per sè penalizzare gravemente, in modo inaccettabile e politicamente non responsabile, cittadini e imprese, non solo sotto l'aspetto economico.
- Sono dati ormai accertati quelli relativi all'arrivo di denaro sporco, prodotto da attività mafiose, anche nella nostra Regione. La zona Pedemontana non è esente, anzi trova ampie possibilità di riciclaggio di introiti illeciti, dovuti all'attività della criminalità organizzata, che si sta infiltrando pericolosamente anche qua. Nella nostra Regione, per contro, il rapporto Giudici/Popolazione è inferiore rispetto al resto d’Italia: riteniamo, ovviamente, che una Giustizia efficiente sia il presupposto indispensabile per contrastare fin d'ora le gravi conseguenze di azioni criminali sempre più spregiudicate, e che la presenza di un Tribunale della Pedemontana vada nella direzione giusta. In occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2014, la Corte d’Appello di Venezia (il Procuratore Generale), ha infatti affermato che la soppressione del Tribunale di Bassano è stato un grave errore. Ma è un errore cui il ministro può e deve porre rimedio.
Il problema
La riforma della geografia giudiziaria, che ha comportato la chiusura del Tribunale di Bassano del Grappa ha notevolmente peggiorato lo stato della Giustizia nel Veneto. I problemi legati all'accorpamento con il Tribunale di Vicenza sono notevoli e ancora insoluti.
In concerto con l'ordine degli avvocati di Bassano, le associazioni di categoria, le amministrazioni locali e i nostri rappresentanti a Roma (in particolare nelle persone dei Senatori Giorgio Santini e Rosanna Filippin) chiediamo che il Ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando intervenga con un decreto correttivo che riapra il Tribunale di Bassano ampliando la zona di sua competenza ai Comuni della cosiddetta "zona Pedemontana".
Invitiamo pertanto a firmare il seguente ordine del giorno.
- Consapevoli della rilevanza e del ruolo della Giustizia, in particolare quella Civile, nel sistema economico di un paese e di una regione altamente produttiva come quella del Veneto, dobbiamo amaramente prendere atto di come la chiusura del Tribunale di Bassano e il successivo accorpamento con quello di Vicenza (accorpamento organizzato fra l'altro in modo repentino e non graduale, creando gravi disservizi, consentendo per di più il trasferimento di molti magistrati), non preceduto da adeguata valutazione delle conseguenze, abbia generato un allungamento considerevole dei tempi nei procedimenti civili presso il Tribunale di Vicenza (già sottodimensionato e sotto-strutturato prima dell’accorpamento al punto che il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Vicenza già ne aveva chiesto il "fallimento") che si sono tradotti in ingenti danni economici e sociali per le famiglie e le imprese, non solo del Bassanese, ma di tutta la Provincia di Vicenza (nella fattispecie i tempi delle cause civili a Bassano erano inferiori di tre volte rispetto alla media nazionale e meno della metà della media veneta: ora nel tribunale accorpato di Vicenza, a titolo esemplificativo, una causa giunta alla fine della istruttoria può essere rinviata, per avere la sentenza, già ora, al 2022; altro esempio, fra un’udienza di vendita ed un’altra nelle esecuzioni immobiliari, l'intervallo è di 2 anni. E intanto i creditori aspettano. Ma s'è fatta la scelta di una Giustizia con rinvii enormi al posto di una giustizia efficiente ? Quanti saranno i danni richiesti allo Stato Italiano a sensi della legge Pinto per una giustizia troppo lenta? Sono queste scelte politiche responsabili?
- E’ dimostrato da numerose ricerche economiche che gli investitori e le imprese (soprattutto quelle multinazionali) prendono decisioni di investimento e di insediamento dei loro siti produttivianche in ragione dell’efficienza, efficacia e rapidità della Giustizia Civile: chi sceglierebbe oggi il vicentino con simili tempi nella giustizia civile? Vien da sè che, se fosse costituito l’ottavo Tribunale del Veneto dell’Area Pedemontana, a giovarne dal punto di vista economico sarebbe prima di tutto l’Area a cui fa riferimento un bacino d’utenza di centinaia di migliaia di persone fra le Provincie di Vicenza, Padova e Treviso (appunto l’“Area Pedemontana”); ma sarebbero gli stessi Tribunali dei Capoluoghi appena citati che verrebbero alleggeriti di un numero consistente di procedimenti e che quindi vedrebbero migliorare il servizio Giustizia Civile in Veneto; con l’istituzione del Tribunale della Pedemontana verrebbe alleggerito anche il lavoro di cancelleria, si ridurrebbero le code e le attese proprio nei Tribunali di Vicenza, Padova e Treviso.
- L’obiettivo dichiarato di ridurre le spese dello Stato e della Giustizia (“spending review”) nella specifica fattispecie con la chiusura del Tribunale di Bassano si è tradotto invece, già a pochi mesi di distanza dalla chiusura di quest’ultimo, nella creazione di nuovi costi e sprechi, non solo dovuti al mancato utilizzo e sfruttamento economico dell’immobile destinato a divenire la nuova Sede del Tribunale di Bassano (costato alla collettività 12 milioni di euro e stranamente dimenticato nella ultima relazione della commissione ministeriale redatta in vista dei possibili correttivi della riforma), ma soprattutto dovuti all’inefficienza del Tribunale di Vicenza e ai suoi plurimi problemi strutturali e di dimensionamento che presenta: in sostanza il Tribunale di Vicenza non è adeguato ad accogliere tutto il lavoro al quale sarebbe destinato. Un allargamento ad altri edifici vicini al nuovo tribunale in Borgo Berga presupporrebbe sprecare denaro per affitti di altri immobili e quindi addossare nuovi costi alla collettività. Senza comunque risolvere il problema di fondo dei tempi di risposta alla domanda di giustizia nei vari settori, come sopra evidenziato. Chiudere il Tribunale di Bassano significa pertanto non risparmiare ma sprecare denaro pubblico e non dare risposta di giustizia, se non lentissima e quindi già di per sè penalizzare gravemente, in modo inaccettabile e politicamente non responsabile, cittadini e imprese, non solo sotto l'aspetto economico.
- Sono dati ormai accertati quelli relativi all'arrivo di denaro sporco, prodotto da attività mafiose, anche nella nostra Regione. La zona Pedemontana non è esente, anzi trova ampie possibilità di riciclaggio di introiti illeciti, dovuti all'attività della criminalità organizzata, che si sta infiltrando pericolosamente anche qua. Nella nostra Regione, per contro, il rapporto Giudici/Popolazione è inferiore rispetto al resto d’Italia: riteniamo, ovviamente, che una Giustizia efficiente sia il presupposto indispensabile per contrastare fin d'ora le gravi conseguenze di azioni criminali sempre più spregiudicate, e che la presenza di un Tribunale della Pedemontana vada nella direzione giusta. In occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2014, la Corte d’Appello di Venezia (il Procuratore Generale), ha infatti affermato che la soppressione del Tribunale di Bassano è stato un grave errore. Ma è un errore cui il ministro può e deve porre rimedio.
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 24 luglio 2014