Dichiarazione dell’Union Generela di Ladins dla Dolomites (ITA)

Das Problem

Dichiarazione dell’Union Generela di Ladins dla Dolomites (UGLD) in riferimento alla riforma dello Statuto d’autonomia della Regione Trentino – Alto Adige/Südtirol 

 

L’Union Generela di Ladins dla Dolomites unitamente alle sue cinque sezioni autonome di Gardena, Val Badia, Fassa, Fodom, Anpezo, si fa portatrice delle seguenti istanze nell’ambito del processo di riforma del terzo Statuto d’autonomia della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol.

1) La necessità di un coordinamento tra la Convezione ed il Forum della Provincia di Bolzano e la Consulta della Provincia di Trento

Si manifesta particolare preoccupazione per un processo di riforma che riguarda la Regione e che risulta avviato su due binari provinciali distinti, mentre, al contrario, la popolazione regionale dovrebbe poter elaborare la nuova bozza dello Statuto in maniera unitaria. Si chiede quindi che venga assicurato il coordinamento tra i due organismi della Provincia di Bolzano (Convenzione e Forum) e la Consulta della Provincia di Trento soprattutto sulla “questione ladina” al fine di evitare disparità di trattamento per la minoranza linguistica ladina del Sella. 

2) Il risultato del referendum popolare del 28-29 ottobre 2007 deve essere portato a compimento

La Regione Trentino Alto Adige/Südtirol è l’entità politico-amministrativa che raccoglie al proprio interno la minoranza linguistica ladina delle valli attorno al gruppo del Sella. Per tale motivo l’UGDL pretende siano assicurate le opportune garanzie affinché possa esservi un uniforme trattamento giuridico per il popolo ladino attualmente diviso tra tre Province e due Regioni. Per questo si chiede che nel processo di riforma per il nuovo Statuto d’autonomia venga data attuazione al referendum popolare del 2007 dei Comuni di Cortina d’Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e di Colle S. Lucia. Data l’inerzia del Parlamento nell’attuazione del procedimento referendario e quindi nell’aggregazione di tali Comuni alla Regione Trentino Alto Adige/Südtirol, si fa appello ai consiglieri regionali e provinciali, ai Presidenti delle due Province Arno Kompatscher ed Ugo Rossi ed ai parlamentari eletti nella nostra Regione affinché possano dare un forte impulso politico alla risoluzione della “questione ladina”.  Tale questione non riguarda le sole popolazioni coinvolte dal referendum popolare, bensì l’intera minoranza linguistica ladina, in quanto siffatto modo di procedere pone in serio pericolo l’unità dei ladini.  L’Union Generela auspica vivamente che il procedimento di aggregazione dei tre Comuni ladini possa giungere a compimento prima che venga portato a termine il processo di riforma regionale, affinché la minoranza linguistica ladina possa essere trattata giuridicamente in modo unitario nel nuovo Statuto d’autonomia.

3) Il necessario riconoscimento del ladino scritto unificato

L’UGLD chiede che il nuovo Statuto possa dare riconoscimento al ladino scritto unificato  affinché possa diventare la lingua ufficiale all’interno della pubblica amministrazione. Ciò consentirebbe ai ladini di potersi comprendere reciprocamente con un medesimo codice; inoltre, contribuirebbe ad una rivalutazione generale ed ad un maggior prestigio della lingua ladina.

4) La necessità di un trattamento giuridico unitario per la minoranza linguistica ladina

L’attuale divisione della minoranza linguistica ladina costituisce un serio ostacolo al trattamento identico ed unitario della medesima nell’ambito dei diritti linguistici, culturali, sociali e politici.  Attualmente, nella Provincia di Bolzano, vige il sistema della “proporzionale etnica” tra i tre gruppi linguistici e la tutela giuridica viene assicurata per mezzo delle “norme di attuazione”; nella Provincia di Trento, accanto a queste ultime, sono state approvate apposite leggi provinciali a tutela dei ladini della Val di Fassa; nei Comuni di Livinallongo del Col di Lana, Colle S. Lucia e Cortina d’Ampezzo, la tutela della minoranza ladina è assicurata solo attraverso la legge regionale n. 3/1994 e la legge statale n. 482/1999, peraltro con poche risorse economiche a disposizione. Tutto ciò non fa altro che aumentare la diseguaglianza nel trattamento dei membri della medesima minoranza ladina. A mero titolo d’esempio, perfino tra le medesime Province autonome di Trento e di Bolzano non vi è uno stabile coordinamento e collaborazione nell’ambito della scuola e dell’educazione. 

5) La necessità di un rafforzamento della rappresentanza politica ladina nelle due Province, nella Regione e nello

Stato. La minoranza linguistica ladina dovrebbe essere maggiormente coinvolta nelle scelte politiche della Regione, delle due Province e dello Stato, in quanto il territorio ladino è situato nel cuore delle “Dolomiti, Patrimonio dell’Unesco”, luogo di particolare rilevanza per il settore turistico-economico, sia dal punto di vista naturalistico che, soprattutto, culturale. 

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Das Problem

Dichiarazione dell’Union Generela di Ladins dla Dolomites (UGLD) in riferimento alla riforma dello Statuto d’autonomia della Regione Trentino – Alto Adige/Südtirol 

 

L’Union Generela di Ladins dla Dolomites unitamente alle sue cinque sezioni autonome di Gardena, Val Badia, Fassa, Fodom, Anpezo, si fa portatrice delle seguenti istanze nell’ambito del processo di riforma del terzo Statuto d’autonomia della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol.

1) La necessità di un coordinamento tra la Convezione ed il Forum della Provincia di Bolzano e la Consulta della Provincia di Trento

Si manifesta particolare preoccupazione per un processo di riforma che riguarda la Regione e che risulta avviato su due binari provinciali distinti, mentre, al contrario, la popolazione regionale dovrebbe poter elaborare la nuova bozza dello Statuto in maniera unitaria. Si chiede quindi che venga assicurato il coordinamento tra i due organismi della Provincia di Bolzano (Convenzione e Forum) e la Consulta della Provincia di Trento soprattutto sulla “questione ladina” al fine di evitare disparità di trattamento per la minoranza linguistica ladina del Sella. 

2) Il risultato del referendum popolare del 28-29 ottobre 2007 deve essere portato a compimento

La Regione Trentino Alto Adige/Südtirol è l’entità politico-amministrativa che raccoglie al proprio interno la minoranza linguistica ladina delle valli attorno al gruppo del Sella. Per tale motivo l’UGDL pretende siano assicurate le opportune garanzie affinché possa esservi un uniforme trattamento giuridico per il popolo ladino attualmente diviso tra tre Province e due Regioni. Per questo si chiede che nel processo di riforma per il nuovo Statuto d’autonomia venga data attuazione al referendum popolare del 2007 dei Comuni di Cortina d’Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e di Colle S. Lucia. Data l’inerzia del Parlamento nell’attuazione del procedimento referendario e quindi nell’aggregazione di tali Comuni alla Regione Trentino Alto Adige/Südtirol, si fa appello ai consiglieri regionali e provinciali, ai Presidenti delle due Province Arno Kompatscher ed Ugo Rossi ed ai parlamentari eletti nella nostra Regione affinché possano dare un forte impulso politico alla risoluzione della “questione ladina”.  Tale questione non riguarda le sole popolazioni coinvolte dal referendum popolare, bensì l’intera minoranza linguistica ladina, in quanto siffatto modo di procedere pone in serio pericolo l’unità dei ladini.  L’Union Generela auspica vivamente che il procedimento di aggregazione dei tre Comuni ladini possa giungere a compimento prima che venga portato a termine il processo di riforma regionale, affinché la minoranza linguistica ladina possa essere trattata giuridicamente in modo unitario nel nuovo Statuto d’autonomia.

3) Il necessario riconoscimento del ladino scritto unificato

L’UGLD chiede che il nuovo Statuto possa dare riconoscimento al ladino scritto unificato  affinché possa diventare la lingua ufficiale all’interno della pubblica amministrazione. Ciò consentirebbe ai ladini di potersi comprendere reciprocamente con un medesimo codice; inoltre, contribuirebbe ad una rivalutazione generale ed ad un maggior prestigio della lingua ladina.

4) La necessità di un trattamento giuridico unitario per la minoranza linguistica ladina

L’attuale divisione della minoranza linguistica ladina costituisce un serio ostacolo al trattamento identico ed unitario della medesima nell’ambito dei diritti linguistici, culturali, sociali e politici.  Attualmente, nella Provincia di Bolzano, vige il sistema della “proporzionale etnica” tra i tre gruppi linguistici e la tutela giuridica viene assicurata per mezzo delle “norme di attuazione”; nella Provincia di Trento, accanto a queste ultime, sono state approvate apposite leggi provinciali a tutela dei ladini della Val di Fassa; nei Comuni di Livinallongo del Col di Lana, Colle S. Lucia e Cortina d’Ampezzo, la tutela della minoranza ladina è assicurata solo attraverso la legge regionale n. 3/1994 e la legge statale n. 482/1999, peraltro con poche risorse economiche a disposizione. Tutto ciò non fa altro che aumentare la diseguaglianza nel trattamento dei membri della medesima minoranza ladina. A mero titolo d’esempio, perfino tra le medesime Province autonome di Trento e di Bolzano non vi è uno stabile coordinamento e collaborazione nell’ambito della scuola e dell’educazione. 

5) La necessità di un rafforzamento della rappresentanza politica ladina nelle due Province, nella Regione e nello

Stato. La minoranza linguistica ladina dovrebbe essere maggiormente coinvolta nelle scelte politiche della Regione, delle due Province e dello Stato, in quanto il territorio ladino è situato nel cuore delle “Dolomiti, Patrimonio dell’Unesco”, luogo di particolare rilevanza per il settore turistico-economico, sia dal punto di vista naturalistico che, soprattutto, culturale. 

Die Entscheidungsträger*innen

Union Generela di Ladins dla Dolomites
Union Generela di Ladins dla Dolomites

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Petition am 4. August 2016 erstellt