Petition updateUNA CLASSE, NON UNA QUOTA

“Sei un insegnante, non puoi fare politica in classe”, Galiano: “Proprio perché sono un docente devo

Viviana PuglieseMazzè, Italy
Oct 30, 2026

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A chi sostiene la tesi secondo cui il docente debba astenersi rigorosamente dal fare politica, in un suo ultimo post Galiano risponde ribaltando la prospettiva: “Non sei un insegnante, non devi fare politica. E invece non funziona proprio così: perché sono un insegnante, devo fare politica”.

Per Galiano, il nodo centrale risiede nella confusione terminologica. Se per “fare politica” si intende fare propaganda di parte, il divieto è assoluto e condiviso. Tuttavia, richiamando la definizione dell’Enciclopedia Treccani, lo scrittore spiega che la politica riguarda “il complesso delle attività che si riferiscono alla vita pubblica e agli affari pubblici di una determinata comunità”, ovvero tutto ciò che attiene alla polis, alla città e allo Stato.

Da questo punto di vista, l’azione educativa è inevitabilmente politica:

“Tutto quello che fai o non fai è politica: anche se fai il pane stai facendo politica, anche se fai l’operatore o l’operatrice ecologica stai facendo politica. Anzi, ancora di più”.

In classe, ogni gesto quotidiano — dal leggere una poesia all’insegnare il rispetto per i beni comuni, la raccolta differenziata o il non voltarsi dall’altra parte di fronte a un’ingiustizia — ha una valenza eminentemente politica.

 

Condivido questa riflessione di Galiano, perchè ritengo fondamentale l’obiettivo educativo: sviluppare il pensiero critico e conquistare la libertà di pensiero.
Secondo la riflessione di Galiano, il compito dell’insegnante è quello di aiutare gli studenti a sviluppare capacità critiche che permettano loro di non lasciarsi influenzare o manipolare facilmente. È fondamentale, infatti, imparare a distinguere i fatti dalle opinioni, individuare i tentativi di condizionamento e sostenere le proprie idee attraverso ragionamenti logici e argomentazioni solide. Allo stesso tempo, bisogna essere disposti a mettere in discussione le proprie convinzioni, riconoscendo i propri errori e accettando di cambiare idea quando necessario.

Il percorso educativo raggiunge il suo vero obiettivo quando gli studenti acquisiscono la capacità di pensare autonomamente, anche arrivando a sostenere posizioni diverse da quelle del proprio insegnante. È proprio in questa prospettiva che Galiano difende il valore della propria scelta educativa, affermando con decisione: «Quindi, mi dispiace per voi, ma io faccio politica in classe e non smetterò mai».
 
 
 
 
 

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