

Un programma per cambiare l'Italia: impariamo dall'esperienza della Spagna
Il problema
Appello ai leader del centrosinistra, del campo largo e di tutte le forze democratiche che intendono costruire un'alternativa di governo.
L'Italia ha bisogno non soltanto di un'alternativa politica, ma soprattutto di un'alternativa di governo credibile, concreta e capace di migliorare la vita dei cittadini.
Da troppo tempo il confronto politico italiano appare dominato dalle contrapposizioni tra partiti, dalle differenze identitarie, dalle polemiche quotidiane e dalle difficoltà nel costruire una visione condivisa del futuro.
Eppure, guardando oltre i nostri confini, esistono esperienze di governo dalle quali è possibile trarre insegnamenti preziosi.
Una di queste è quella della Spagna guidata da Pedro Sánchez dal giugno 2018.
In questi otto anni, nonostante la pandemia, la crisi energetica, l'inflazione e le difficoltà internazionali, la Spagna ha realizzato importanti progressi economici, occupazionali e sociali, accompagnati da una significativa espansione delle energie rinnovabili.
Non tutti i problemi sono stati risolti, naturalmente. La disoccupazione, le disuguaglianze, la povertà e l'accesso alla casa rappresentano ancora sfide importanti.
Ma l'esperienza spagnola offre un'occasione concreta per studiare come possano coesistere crescita economica, maggiore tutela dei lavoratori, transizione ecologica e politiche di solidarietà sociale.
I risultati che meritano di essere studiati:
1. Un'economia che cresce
Nel 2025 il PIL spagnolo è cresciuto del 2,6%, contro lo 0,5% dell'Italia. È un risultato che invita a riflettere sulla possibilità di coniugare politiche sociali, investimenti pubblici, iniziativa privata e competitività economica.
2. Salari minimi più elevati e maggiore dignità del lavoro
Tra il 2018 e il 2025 il salario minimo spagnolo è aumentato del 60,9% in termini nominali e del 30,2% al netto dell'inflazione. Le riforme del mercato del lavoro hanno inoltre contribuito a ridurre significativamente la diffusione dei contratti a tempo determinato, favorendo rapporti di lavoro più stabili. Secondo l'OCSE, l'incidenza del lavoro dipendente a tempo determinato è scesa dal 25,4% di fine 2021 a circa il 16% nel 2024.
3. Un grande sviluppo delle energie rinnovabili
Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno rappresentato il 55,5% della produzione elettrica spagnola. Investire nell'energia pulita significa non soltanto proteggere l'ambiente, ma anche rafforzare l'indipendenza energetica, promuovere l'innovazione e creare opportunità economiche.
4. Politiche sociali e tutela delle persone
La Spagna ha introdotto riforme e misure di sostegno ai redditi più bassi, di protezione del lavoro e di ampliamento dei diritti sociali. Sono esperienze che meritano di essere analizzate per comprendere quali strumenti abbiano funzionato e quali possano essere adattati alla realtà italiana.
5. Una capacità di governo nonostante le differenze politiche
Pedro Sánchez ha guidato governi sostenuti da forze politiche differenti, affrontando contrasti e difficoltà parlamentari. L'esperienza spagnola dimostra che, pur con inevitabili compromessi e tensioni, forze politiche diverse possono individuare obiettivi comuni e assumersi responsabilità di governo.
La nostra proposta: un programma comune fondato su risultati concreti
Chiediamo ai leader del centrosinistra, del campo largo e di tutte le forze disponibili a costruire un'alternativa democratica all'attuale governo di avviare un lavoro comune, pubblico e verificabile per elaborare un programma di governo ispirato alle esperienze europee che hanno prodotto risultati positivi, a cominciare da quella spagnola.
Non chiediamo di imitare Pedro Sánchez, né di trasferire automaticamente in Italia politiche nate in un contesto differente.
Chiediamo qualcosa di più concreto: studiare ciò che ha funzionato, comprenderne le ragioni, verificarne i risultati e individuare le soluzioni applicabili al nostro Paese.
Proponiamo che questo lavoro si traduca in un programma condiviso, costruito intorno ad alcuni grandi obiettivi:
- Aumentare i salari reali e il potere d'acquisto delle famiglie.
- Promuovere occupazione stabile, dignitosa e adeguatamente retribuita.
- Rafforzare la sanità pubblica, ridurre le liste d'attesa e garantire il diritto alla salute.
- Sostenere i giovani, le famiglie e l'accesso alla casa.
- Accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili e ridurre la dipendenza energetica.
- Contrastare povertà e disuguaglianze.
- Investire nella scuola, nell'università, nella ricerca e nell'innovazione.
- Favorire la competitività delle imprese, la produttività e uno sviluppo economico sostenibile.
- Garantire una gestione responsabile delle risorse pubbliche e degli impegni europei.
Per ciascuno di questi obiettivi chiediamo proposte precise, tempi di attuazione, risorse economiche individuate e indicatori pubblici per valutare i risultati.
Una proposta fondata su dati verificabili
A sostegno di questo appello proponiamo un dossier che confronti l'evoluzione della Spagna, dell'Italia e dell'Unione europea dal 2018 al 2025.
L'obiettivo è verificare, attraverso fonti istituzionali indipendenti, quali risultati siano stati conseguiti, quali riforme vi abbiano contribuito e quali difficoltà rimangano aperte.
Chiediamo che questo metodo di analisi costituisca anche la base del confronto programmatico tra le forze politiche italiane: individuare gli obiettivi, esaminare le esperienze concrete, valutare le risorse necessarie e assumere impegni misurabili davanti ai cittadini.
Ciò che unisce è più importante di ciò che divide
Le diverse forze politiche che intendono offrire un'alternativa all'attuale governo hanno storie, sensibilità e priorità differenti.
Queste differenze non devono necessariamente essere cancellate. Possono diventare una ricchezza, purché siano accompagnate dalla volontà di individuare un terreno comune.
Un programma costruito su obiettivi concreti, sostenuto da dati e da esperienze di governo verificabili, potrebbe rappresentare proprio questo terreno.
Prima di discutere chi debba guidare una coalizione, sarebbe importante stabilire insieme che cosa quella coalizione intende realizzare per il Paese.
I cittadini hanno diritto di conoscere non soltanto le ragioni per cui dovrebbero scegliere un'alternativa politica, ma soprattutto quali miglioramenti concreti quella alternativa si impegna a realizzare nella loro vita.
Il nostro appello
Chiediamo quindi ai leader delle forze politiche interessate a costruire un'alternativa di governo di:
Aprire un confronto programmatico comune, prendere in esame i risultati delle esperienze progressiste europee, a partire dalla Spagna, e presentare agli italiani un progetto di governo concreto, documentato, sostenibile e verificabile.
Un progetto capace di parlare non soltanto agli elettori già convinti, ma a tutti i cittadini che desiderano un Paese più prospero, giusto, moderno e solidale.
Un progetto che restituisca centralità ai problemi reali delle persone e alla capacità della politica di risolverli.
L'Italia non ha bisogno soltanto di una coalizione per vincere le elezioni. Ha bisogno di una coalizione capace di governare bene, nell'interesse dei cittadini.
Firmiamo questo appello per chiedere un programma comune fondato sui risultati, sulla competenza e su una visione concreta del futuro dell'Italia.

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Il problema
Appello ai leader del centrosinistra, del campo largo e di tutte le forze democratiche che intendono costruire un'alternativa di governo.
L'Italia ha bisogno non soltanto di un'alternativa politica, ma soprattutto di un'alternativa di governo credibile, concreta e capace di migliorare la vita dei cittadini.
Da troppo tempo il confronto politico italiano appare dominato dalle contrapposizioni tra partiti, dalle differenze identitarie, dalle polemiche quotidiane e dalle difficoltà nel costruire una visione condivisa del futuro.
Eppure, guardando oltre i nostri confini, esistono esperienze di governo dalle quali è possibile trarre insegnamenti preziosi.
Una di queste è quella della Spagna guidata da Pedro Sánchez dal giugno 2018.
In questi otto anni, nonostante la pandemia, la crisi energetica, l'inflazione e le difficoltà internazionali, la Spagna ha realizzato importanti progressi economici, occupazionali e sociali, accompagnati da una significativa espansione delle energie rinnovabili.
Non tutti i problemi sono stati risolti, naturalmente. La disoccupazione, le disuguaglianze, la povertà e l'accesso alla casa rappresentano ancora sfide importanti.
Ma l'esperienza spagnola offre un'occasione concreta per studiare come possano coesistere crescita economica, maggiore tutela dei lavoratori, transizione ecologica e politiche di solidarietà sociale.
I risultati che meritano di essere studiati:
1. Un'economia che cresce
Nel 2025 il PIL spagnolo è cresciuto del 2,6%, contro lo 0,5% dell'Italia. È un risultato che invita a riflettere sulla possibilità di coniugare politiche sociali, investimenti pubblici, iniziativa privata e competitività economica.
2. Salari minimi più elevati e maggiore dignità del lavoro
Tra il 2018 e il 2025 il salario minimo spagnolo è aumentato del 60,9% in termini nominali e del 30,2% al netto dell'inflazione. Le riforme del mercato del lavoro hanno inoltre contribuito a ridurre significativamente la diffusione dei contratti a tempo determinato, favorendo rapporti di lavoro più stabili. Secondo l'OCSE, l'incidenza del lavoro dipendente a tempo determinato è scesa dal 25,4% di fine 2021 a circa il 16% nel 2024.
3. Un grande sviluppo delle energie rinnovabili
Nel 2025 le fonti rinnovabili hanno rappresentato il 55,5% della produzione elettrica spagnola. Investire nell'energia pulita significa non soltanto proteggere l'ambiente, ma anche rafforzare l'indipendenza energetica, promuovere l'innovazione e creare opportunità economiche.
4. Politiche sociali e tutela delle persone
La Spagna ha introdotto riforme e misure di sostegno ai redditi più bassi, di protezione del lavoro e di ampliamento dei diritti sociali. Sono esperienze che meritano di essere analizzate per comprendere quali strumenti abbiano funzionato e quali possano essere adattati alla realtà italiana.
5. Una capacità di governo nonostante le differenze politiche
Pedro Sánchez ha guidato governi sostenuti da forze politiche differenti, affrontando contrasti e difficoltà parlamentari. L'esperienza spagnola dimostra che, pur con inevitabili compromessi e tensioni, forze politiche diverse possono individuare obiettivi comuni e assumersi responsabilità di governo.
La nostra proposta: un programma comune fondato su risultati concreti
Chiediamo ai leader del centrosinistra, del campo largo e di tutte le forze disponibili a costruire un'alternativa democratica all'attuale governo di avviare un lavoro comune, pubblico e verificabile per elaborare un programma di governo ispirato alle esperienze europee che hanno prodotto risultati positivi, a cominciare da quella spagnola.
Non chiediamo di imitare Pedro Sánchez, né di trasferire automaticamente in Italia politiche nate in un contesto differente.
Chiediamo qualcosa di più concreto: studiare ciò che ha funzionato, comprenderne le ragioni, verificarne i risultati e individuare le soluzioni applicabili al nostro Paese.
Proponiamo che questo lavoro si traduca in un programma condiviso, costruito intorno ad alcuni grandi obiettivi:
- Aumentare i salari reali e il potere d'acquisto delle famiglie.
- Promuovere occupazione stabile, dignitosa e adeguatamente retribuita.
- Rafforzare la sanità pubblica, ridurre le liste d'attesa e garantire il diritto alla salute.
- Sostenere i giovani, le famiglie e l'accesso alla casa.
- Accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili e ridurre la dipendenza energetica.
- Contrastare povertà e disuguaglianze.
- Investire nella scuola, nell'università, nella ricerca e nell'innovazione.
- Favorire la competitività delle imprese, la produttività e uno sviluppo economico sostenibile.
- Garantire una gestione responsabile delle risorse pubbliche e degli impegni europei.
Per ciascuno di questi obiettivi chiediamo proposte precise, tempi di attuazione, risorse economiche individuate e indicatori pubblici per valutare i risultati.
Una proposta fondata su dati verificabili
A sostegno di questo appello proponiamo un dossier che confronti l'evoluzione della Spagna, dell'Italia e dell'Unione europea dal 2018 al 2025.
L'obiettivo è verificare, attraverso fonti istituzionali indipendenti, quali risultati siano stati conseguiti, quali riforme vi abbiano contribuito e quali difficoltà rimangano aperte.
Chiediamo che questo metodo di analisi costituisca anche la base del confronto programmatico tra le forze politiche italiane: individuare gli obiettivi, esaminare le esperienze concrete, valutare le risorse necessarie e assumere impegni misurabili davanti ai cittadini.
Ciò che unisce è più importante di ciò che divide
Le diverse forze politiche che intendono offrire un'alternativa all'attuale governo hanno storie, sensibilità e priorità differenti.
Queste differenze non devono necessariamente essere cancellate. Possono diventare una ricchezza, purché siano accompagnate dalla volontà di individuare un terreno comune.
Un programma costruito su obiettivi concreti, sostenuto da dati e da esperienze di governo verificabili, potrebbe rappresentare proprio questo terreno.
Prima di discutere chi debba guidare una coalizione, sarebbe importante stabilire insieme che cosa quella coalizione intende realizzare per il Paese.
I cittadini hanno diritto di conoscere non soltanto le ragioni per cui dovrebbero scegliere un'alternativa politica, ma soprattutto quali miglioramenti concreti quella alternativa si impegna a realizzare nella loro vita.
Il nostro appello
Chiediamo quindi ai leader delle forze politiche interessate a costruire un'alternativa di governo di:
Aprire un confronto programmatico comune, prendere in esame i risultati delle esperienze progressiste europee, a partire dalla Spagna, e presentare agli italiani un progetto di governo concreto, documentato, sostenibile e verificabile.
Un progetto capace di parlare non soltanto agli elettori già convinti, ma a tutti i cittadini che desiderano un Paese più prospero, giusto, moderno e solidale.
Un progetto che restituisca centralità ai problemi reali delle persone e alla capacità della politica di risolverli.
L'Italia non ha bisogno soltanto di una coalizione per vincere le elezioni. Ha bisogno di una coalizione capace di governare bene, nell'interesse dei cittadini.
Firmiamo questo appello per chiedere un programma comune fondato sui risultati, sulla competenza e su una visione concreta del futuro dell'Italia.

I decisori
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Petizione creata in data 22 ottobre 2026