

TOSCANA: BASTA ABUSI E OSTACOLI AI DIRITTI DEI CITTADINI!
Il problema
La Regione Toscana ha emanato un regolamento che limita un diritto fondamentale dei proprietari terrieri, soffocando una libertà garantita dalla legge statale e costituzionale: la facoltà di vietare ai cacciatori l'accesso sui propri terreni.
Questo regolamento illegittimo impone un requisito minimo di 200 ettari per poter esercitare questo diritto, una misura che discrimina la maggior parte dei proprietari in termini di estensione della terra e colpisce ingiustamente i diritti individuali.
Migliaia di cittadini toscani stanno trovando ostacoli giganti e ingiustificati quando cercano di proteggere le loro proprietà, la loro incolumità e la loro volontà di non consentire la caccia sul proprio terreno.
PERCHÉ QUESTA REGOLA È INACCETTABILE
Illegittimità Giuridica:
La giurisprudenza amministrativa vieta alle Regioni di introdurre requisiti
restrittivi che annullino nei fatti la portata di una norma nazionale.
Zero Base Scientifica:
Dire che servono 200 ettari per tutelare la fauna è smentito dalle stesse
Riserve Naturali della Toscana, che hanno dimensioni nettamente
inferiori: Bosco di Montalto (20 ha), Oasi della Contessa (22 ha), Lago di
Sibolla (64 ha).
Ostruzione Burocratica:
I moduli informatici regionali e le procedure agiscono come un filtro preventivo, bloccando le istanze dei cittadini
Dati recenti rivelano che la maggioranza delle proprietà in Toscana non supera i 10 ettari, rendendo impossibile per tantissimi cittadini scegliere di non permettere la caccia sui loro terreni.
Chiediamo che la Regione Toscana rimuova immediatamente il requisito dei 200 ettari e tutti gli altri criteri sproporzionati e illegittimi.
Chiediamo che garantisca la piena accessibilità delle procedure, consentendo la
presentazione delle domande via PEC o strumenti ordinari, senza blocchi telematici preventivi.
Chiediamo che le procedure diventino rispettose delle leggi nazionali e costituzionali che garantiscono la libertà di scelta per i proprietari terrieri.
🏛️ CONSEGNA DELLE FIRME
Porteremo ufficialmente tutte le firme raccolte direttamente in Regione Toscana per
consegnarle a mano al Presidente Giani e alla Giunta, pretendendo una risposta formale di fronte ai
cittadini e alla stampa.
La norma attuale si traduce in un esplicito privilegio politico concesso alla categoria dei cacciatori.
La Giunta garantisce a una ristretta lobby l'accesso indisturbato alle proprietà private, sacrificando la
tutela del territorio, la sicurezza e la volontà della maggioranza dei cittadini.
Questa petizione non riguarda solo la Toscana, ma un principio che potrebbe influire sulla legislazione di altre regioni italiane che potrebbero essere tentate di intraprendere azioni simili. È imperativo proteggere i diritti individuali e garantire che ognuno possa esercitare il controllo sui propri beni, senza indebite restrizioni da parte delle autorità locali.
Unisciti a noi nel chiedere un cambiamento immediato e significativo.
La TUA firma potrebbe fare la differenza nel proteggere i diritti di chi non vuole la caccia sul suo terreno e sostenere la giustizia e l'equità a livello regionale e nazionale.

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Il problema
La Regione Toscana ha emanato un regolamento che limita un diritto fondamentale dei proprietari terrieri, soffocando una libertà garantita dalla legge statale e costituzionale: la facoltà di vietare ai cacciatori l'accesso sui propri terreni.
Questo regolamento illegittimo impone un requisito minimo di 200 ettari per poter esercitare questo diritto, una misura che discrimina la maggior parte dei proprietari in termini di estensione della terra e colpisce ingiustamente i diritti individuali.
Migliaia di cittadini toscani stanno trovando ostacoli giganti e ingiustificati quando cercano di proteggere le loro proprietà, la loro incolumità e la loro volontà di non consentire la caccia sul proprio terreno.
PERCHÉ QUESTA REGOLA È INACCETTABILE
Illegittimità Giuridica:
La giurisprudenza amministrativa vieta alle Regioni di introdurre requisiti
restrittivi che annullino nei fatti la portata di una norma nazionale.
Zero Base Scientifica:
Dire che servono 200 ettari per tutelare la fauna è smentito dalle stesse
Riserve Naturali della Toscana, che hanno dimensioni nettamente
inferiori: Bosco di Montalto (20 ha), Oasi della Contessa (22 ha), Lago di
Sibolla (64 ha).
Ostruzione Burocratica:
I moduli informatici regionali e le procedure agiscono come un filtro preventivo, bloccando le istanze dei cittadini
Dati recenti rivelano che la maggioranza delle proprietà in Toscana non supera i 10 ettari, rendendo impossibile per tantissimi cittadini scegliere di non permettere la caccia sui loro terreni.
Chiediamo che la Regione Toscana rimuova immediatamente il requisito dei 200 ettari e tutti gli altri criteri sproporzionati e illegittimi.
Chiediamo che garantisca la piena accessibilità delle procedure, consentendo la
presentazione delle domande via PEC o strumenti ordinari, senza blocchi telematici preventivi.
Chiediamo che le procedure diventino rispettose delle leggi nazionali e costituzionali che garantiscono la libertà di scelta per i proprietari terrieri.
🏛️ CONSEGNA DELLE FIRME
Porteremo ufficialmente tutte le firme raccolte direttamente in Regione Toscana per
consegnarle a mano al Presidente Giani e alla Giunta, pretendendo una risposta formale di fronte ai
cittadini e alla stampa.
La norma attuale si traduce in un esplicito privilegio politico concesso alla categoria dei cacciatori.
La Giunta garantisce a una ristretta lobby l'accesso indisturbato alle proprietà private, sacrificando la
tutela del territorio, la sicurezza e la volontà della maggioranza dei cittadini.
Questa petizione non riguarda solo la Toscana, ma un principio che potrebbe influire sulla legislazione di altre regioni italiane che potrebbero essere tentate di intraprendere azioni simili. È imperativo proteggere i diritti individuali e garantire che ognuno possa esercitare il controllo sui propri beni, senza indebite restrizioni da parte delle autorità locali.
Unisciti a noi nel chiedere un cambiamento immediato e significativo.
La TUA firma potrebbe fare la differenza nel proteggere i diritti di chi non vuole la caccia sul suo terreno e sostenere la giustizia e l'equità a livello regionale e nazionale.

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Petizione creata in data 2 ottobre 2026