SPORT E SCUOLA: UNA SCUOLA CHE SIA PONTE, NON OSTACOLO

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Il problema

Petizione nazionale al Ministero dell’Istruzione e del Merito per la revisione dei criteri del progetto «Studente-atleta di alto livello»

Destinatario: Ministero dell’Istruzione e del Merito

Premessa

Lo sport è molto più di un risultato, una posizione in classifica o una medaglia. È impegno quotidiano, costanza, disciplina, sacrificio, responsabilità e capacità di perseguire obiettivi nel tempo.

Per uno studente che pratica sport agonistico, conciliare scuola e attività sportiva significa affrontare un doppio percorso formativo, che richiede organizzazione, maturità e dedizione. Allenamenti regolari, competizioni, trasferte e recupero delle attività scolastiche comportano un investimento significativo di tempo ed energie, indipendentemente dal risultato ottenuto.

Eppure, l’accesso alle misure di supporto previste dal progetto «Studente-atleta di alto livello» è subordinato a specifici requisiti sportivi che, a seconda della disciplina, possono comprendere piazzamenti, soglie numeriche, partecipazioni a competizioni nazionali o altri criteri selettivi. Alcune discipline agonistiche, inoltre, non risultano contemplate dai criteri di accesso.

Riteniamo che questo modello meriti una revisione, affinché la possibilità di conciliare sport e studio sia valutata anche alla luce dell’impegno effettivamente sostenuto dallo studente e non dipenda esclusivamente dal livello agonistico formalmente riconosciuto o dal risultato numerico raggiunto.

Il principio fondamentale

Le federazioni sportive sono gli organismi competenti a definire le classifiche, certificare i risultati e riconoscere i livelli agonistici. Alla scuola spetta una missione diversa: educare, includere e accompagnare la crescita dello studente, garantendo il diritto allo studio e favorendo la compatibilità tra il percorso scolastico e quello sportivo.

La scuola deve essere un ponte tra sport e istruzione, non un ulteriore ostacolo per chi si impegna seriamente in entrambi i percorsi.

Una differenza minima in classifica non dimostra, di per sé, una differenza nell’impegno, nella costanza o nelle esigenze organizzative di due atleti. Allo stesso modo, l’assenza di una determinata disciplina dai criteri ministeriali non significa che chi la pratica sostenga un impegno meno serio o meno meritevole di considerazione.

Riconoscere queste esigenze non significa equiparare risultati sportivi differenti, ma distinguere il merito agonistico dal bisogno di conciliare due percorsi formativi impegnativi.

Le nostre tre richieste

1. Porre al centro l’impegno sportivo certificato, costante e serio

Chiediamo che i criteri di accesso alle misure di conciliazione tra sport e studio riconoscano, accanto ai risultati agonistici, l’impegno effettivamente sostenuto dallo studente: continuità degli allenamenti, carico settimanale, partecipazione alle competizioni, trasferte e serietà del percorso sportivo.

Tale impegno dovrà essere attestato attraverso criteri trasparenti e verificabili, con il contributo delle società sportive e degli organismi competenti.

La posizione in classifica non dovrebbe costituire, da sola, un elemento decisivo per escludere uno studente da ogni forma di supporto scolastico, quando le sue esigenze di conciliazione sono analoghe a quelle di un atleta ammesso.

2. Includere tutte le discipline sportive agonistiche sulla base di criteri equi e trasparenti

Chiediamo di rivedere i criteri affinché anche gli studenti che praticano discipline attualmente non contemplate possano accedere a misure di supporto, purché il loro impegno agonistico risponda a requisiti oggettivi e verificabili.

La tutela scolastica non dovrebbe dipendere esclusivamente dalla presenza di una disciplina negli elenchi previsti o dalla possibilità di raggiungere determinate competizioni nazionali.

Ogni disciplina presenta caratteristiche proprie, che devono essere valutate con criteri adeguati, senza presumere che uno sport sia meno impegnativo soltanto perché non rientra nelle categorie attualmente riconosciute dal progetto.

3. Fare della scuola un ponte tra sport e studio, attraverso misure didattiche adeguate

Chiediamo che il Ministero promuova un modello inclusivo di conciliazione tra sport e istruzione, che consenta alle istituzioni scolastiche di predisporre misure proporzionate alle esigenze documentate degli studenti-atleti.

Tra queste possono rientrare, nel rispetto degli obiettivi formativi, la programmazione delle interrogazioni e delle verifiche, una migliore organizzazione delle scadenze e modalità di recupero delle attività didattiche in caso di impegni agonistici documentati.

L’obiettivo non è concedere privilegi, né abbassare gli standard di apprendimento, ma creare condizioni organizzative che permettano agli studenti di proseguire entrambi i percorsi con responsabilità e pari dignità.

La nostra richiesta al Ministero

Con questa petizione chiediamo al Ministero dell’Istruzione e del Merito di avviare una revisione dei criteri del progetto «Studente-atleta di alto livello», valutando un sistema che distingua il riconoscimento del risultato agonistico dalla tutela delle esigenze di conciliazione tra sport e studio.

Chiediamo inoltre l’apertura di un confronto con studenti-atleti, famiglie, istituzioni scolastiche, società sportive e federazioni, affinché la futura disciplina del progetto risponda in modo più equo alle diverse realtà dello sport agonistico.

Firmare questa petizione significa chiedere una scuola capace di riconoscere non soltanto dove arriva uno studente, ma anche il percorso serio, costante e impegnativo che affronta per raggiungere i propri obiettivi.

Perché lo sport insegna a impegnarsi, a perseverare e a crescere. E la scuola deve essere il luogo in cui questi valori trovano spazio, non il luogo in cui entrano in conflitto con il diritto allo studio.

Una scuola che sia ponte tra sport e istruzione è una scuola che investe nella formazione integrale della persona.

Chiediamo al Ministero di ascoltare questa richiesta e di tradurla in un percorso concreto di revisione dei criteri nazionali.

 

I decisori

Giuseppe Valditara
Ministro dell'Istruzione e del Merito

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