Neuigkeit zur PetitionNon archiviate il caso Alpi-Hrovatin!NON ARCHIVIATE IL CASO ALPI-HROVATIN: STATUS QUO
Daniela ZiniRoma, Italien
05.12.2017
“Nel corso della Storia, è stata l’inattività di coloro che avrebbero potuto agire; l’indifferenza di coloro che avrebbero dovuto saperlo più degli Altri; il silenzio delle Voci quando più erano importanti; che ha reso possibile il trionfo del male.” Hailé Selassié La Vita non è lineare. In genere, sicurezza e pericolo coesistono negli stessi oggetti e negli stessi fatti. Nelle giuste o sbagliate condizioni, tutto ciò che è essenziale alla nostra esistenza può trasformarsi in qualcosa di dannoso o fatale: l’acqua può annegare, il cibo può avvelenare, l’aria può soffocare. I Bambini nascono, mettendo a rischio la Vita delle loro Madri, e divengono adulti, dovendo affrontare innumerevoli rischi. Per molti, in particolare, per i benestanti e i benpensanti, l’instabilità è sinonimo di cambiamento e il cambiamento non può che essere per il peggio. Non stupiamoci se nessun uomo politico sostenga, pubblicamente, questa tesi! La massa ama la stabilità. Lo status quo, benché non abbia alcun fondamento ideologico e non sia particolarmente meritevole di lode, è il risultato dell’interazione tra forze sociali. Forze che la massa conosce e comprende. Questo equilibrio soddisfa la massa, che non auspica nulla di meglio della stabilità. La paura spinge, incessantemente, la massa a inventare o a esagerare i rischi. La televisione ci mette, inoltre, prepontemente, a confronto con eventi che accadono a migliaia di chilometri di distanza. Sappiamo che, spesso, considerata la crescente interdipendenza tra i Paesi, i problemi che interessano una area del Mondo, possono coinvolgere rapidamente altre aree. Tutto ciò genera confusione e suscita un atteggiamento distorto nelle nostre menti. Nei salotti delle nostre case si riversano, ininterrottamente, problemi sempre nuovi. Problemi così tangibili da divenire spaventosi, tuttavia, abbastanza remoti da non richiedere un coinvolgimento effettivo e affettivo. Nella massa questo atteggiamento può essere giustificabile, negli uomini politici NO. Ho sempre pensato che i proverbi siano una coacervo di frasi fatte, un florilegio di luoghi comuni. E, tuttavia, ve ne è uno che gode di tutto il mio rispetto: “Non vi è peggiore sordo di chi non vuole sentire!”, e io aggiungerei: “E peggiore muto di chi non vuole parlare!” Il 25 giugno 1942, quando i nazisti erano in difficoltà e le sorti della guerra poco distinte, il giornale inglese The Daily Telegraph pubblicò uno dei più grandi scoops della Storia dal titolo: Germans murder 700,000 Jews in Poland [http://www.telegraph.co.uk/history/world-war-two/11370972/Holocaust-Memorial-Day-Telegraph-revealed-Nazi-gas-chambers-three-years-before-liberation-of-Auschwitz.html]. Ma, nell’articolo, si parlava di un numero anche maggiore di vittime. Era una delle prime notizie su uno dei grandi fatti del Secolo. E aveva, anche, il raro pregio di poter servire a qualcosa. In quel momento, il massacro era ancora in atto e altri milioni di Esseri Umani sarebbero stati soppressi, negli anni a venire. Saperlo avrebbe potuto spingere ad agire. Ma il giornale, che di pagine ne contava solo sei, pubblicò quella breve notizia alla pagina cinque. E nessun altro quotidiano la riprese. Sarebbero trascorsi anni prima che l’Umanità decidesse di inorridire di fronte all’Olocausto. In quei giorni non ne aveva intenzione… L’Olocausto è stato un momento eccezionale della Storia. Oggi, muoiono solo 8 milioni di Esseri Umani, l’anno, per cause legate alla fame. Le guerre creano masse di rifugiati. E migliaia di migranti affogano o si perdono, cercando una Vita migliore. Naturalmente, ciò non accade a noi, che leggiamo queste notizie. Sono, sempre, gli Altri, come Altri erano gli Ebrei. E la loro Storia non cessa di uscire in penultima pagina, quando esce! Un augurio di vero cuore per un BUON NATALE, con la Speranza che porti a tutti Pace e Serenità. NON ARCHIVIATE IL CASO ALPI-HROVATIN! Daniela Zini
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