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Perché dobbiamo fermare il nuovo mercato ittico delle aste all'ingrosso nel cuore di Rimini

Comitato Sinistra del Porto RiminiItaly
Oct 18, 2026

Cari sostenitori, la nostra mobilitazione è fondamentale. La nostra Amministrazione Comunale continua a ignorare le criticità del progetto per il nuovo mercato ittico all'ingrosso in via Sinistra del Porto pensato 30 anni fa, oggi sproporzionato, fuori tempo e in un luogo sbagliato,  ma i dati e la logica sono dalla nostra parte.

Mettiamo in fila i fatti, i numeri e le assurdità di un'opera che danneggia tutti: ambiente, residenti e gli stessi pescatori.

🌊 1. Cemento in una zona a massimo rischio idrogeologico (Zona P3)

Il progetto prevede la cementificazione dell'ultima area verde di pregio vicinissima al mare, incuneata in un fazzoletto di terra tra il fiume Marecchia (porto) e il deviatore. Parliamo di un'area che ha subito diverse alluvioni e classificata dal PAI (Piano Assetto Idrogeologico) come Zona P3: il livello più elevato di rischio idrogeologico. Di fronte a un'emergenza climatica globale, la scienza ci dice che le aree verdi vanno protette per far respirare la terra ed evitare catastrofi, non coperte da un hangar di lamiera di oltre 2000 metri quadrati. Oggi è tempo di depavimentare no di cementificare.

📜 2. Ignorata la Costituzione e le leggi sul consumo di suolo

Non si può continuare a consumare nuovo suolo. Esiste una chiara legge della Regione Emilia-Romagna contro la cementificazione selvaggia, ma non solo. Ricordiamo che è stato modificato l'Articolo 9 della Costituzione Italiana, che oggi tutela espressamente l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, nell'interesse delle future generazioni. Questo progetto ignora la Carta Costituzionale.

🚛 3. Un incubo per i residenti: traffico e rumore dalle 3 di notte

Il mercato sorgerà in mezzo alle abitazioni, con un'unica strada d'accesso chiusa. Chi vive intorno al vecchio mercato sa già benissimo cosa significa convivere con questa struttura. Il nuovo progetto continuerà  a condannare un centinaio di famiglie a subire il caos, le emissioni e i rumori di oltre un centinaio di mezzi pesanti nel cuore della notte dalle 3 del mattino fino alle 10 del mattino. È una totale mancanza di rispetto per la salute, il benessere  e la qualità della vita dei cittadini.

🐟 4. Una finta soluzione a una crisi profonda

Il settore della pesca è in una crisi profonda e strutturale. Ci chiediamo: come può una nuova colata di cemento risolvere i problemi reali dei pescatori? Pensare di salvare la marineria con un'opera propagandistica e un taglio del nastro è un'illusione. I problemi sono il riscaldamento delle acque, la carenza di pesce e i costi insostenibili, non la mancanza di un capannone nuovo di zecca in riva al mare.

❓ Le domande alle quali continuiamo a chiedere risposte:

Perché non fuori dal centro abitato? Da decenni le zone industriali e artigianali si costruiscono fuori dalle aree residenziali. Perché fare un'eccezione proprio qui, infilando la logistica pesante nel cuore di un quartiere?
Perché non sono state valutate alternative progettuali diverse obbligatorie per legge ? Esistono aree già cementificate o dismesse che possono evitare questo scempio ambientale.
Perché i cittadini non sono stati coinvolti? Una decisione così impattante sulla vita delle persone è stata calata dall'alto, senza un reale percorso partecipativo o un confronto trasparente con il quartiere.
 
✍️ COSA POSSIAMO FARE ORA:

Non possiamo fermarci. Abbiamo bisogno di far sentire la nostra voce ancora più forte per costringere l'amministrazione a fare marcia indietro.

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Parla con i tuoi vicini. Chi vive a Rimini deve sapere che questo non è un problema solo di via Sinistra del Porto, ma di tutta la città e del suo equilibrio ambientale.
Salviamo l'ultimo prato sul porto. No al mercato ittico all’ingrosso in mezzo alle case!