Petition updateSalviamo ogni figlio e aiutiamo ricerca x farmaco con molecola che blocca beta 3 e tumoriun saluto al caro Walter che ci ha lasciato in questo periodo ! un fondatore dell' associazione !
leonardo coverisan casciano val di pesa, Italy
Oct 24, 2021

Lo scalpiccio dei passi e il brusio monotono delle voci alleviavano negli animi la profonda commozione per la perdita di un uomo veramente singolare. La notizia della morte, data la situazione in cui e' avvenuto sul suo camion ! , era rimbalzata da una sponda all’altra della via Baldanzese  e di Calenzano . Doveva essere accorsa, infatti, tutta la strada  e molti erano venuti da fuori per capire cosa succedeva nel piazzale della t.w.s . Probabilmente, il corteo delle persone del paese e dei colleghi che  era appena confluito nel paesino di Montale il giorno del funerale unendosi a noi era composto da vecchi colleghi e associati all' Amore di Matteo Coveri onlus  da membri di uno dei tanti sodalizi cui il defunto aveva dato in vita il suo benevolo sostegno. 

Corteo funerale
Eravamo giunti a uno slargo in cui il lungolago si apriva affacciandosi sulla città vecchia. Un’ambulanza, a luci spente, quasi volesse passare inosservata, cercava a fatica di insinuarsi trasversalmente al corteo, che così finì tagliato in due. Davanti a noi la marea delle schiene ebbe dei sussulti e degli sbandamenti, ondeggiando incerta, ora ritirandosi, ora spostandosi senza apparente direzione. A un tratto fra la folla si aprì un varco in cui l’ambulanza si infilò, incoraggiata da alcune persone.

Il corteo aveva preso un percorso che non conoscevo, che si snodava lasciando alla sua destra il lago, per inoltrarsi su una strada in salita che a un certo punto stringeva diventando poi sterrata. Il corteo, a quel punto, giocoforza si assottigliò a dismisura, nereggiante, simile a una fila di insetti, la cui coda sarebbe arrivata al cimitero a cose fatte. Ero assorto, meditando sulle virtù del caro amico estinto, sul vuoto che lasciava, quando avvertii su di me l’insistenza di uno sguardo. Al mio fianco, uno strano omino corpulento, l’aria distratta del sognatore, mi guardava beffardo: “Quanti poi l’hanno veramente conosciuto?”

La domanda aleggiò fra di noi, poteva essere rivolta a me, ma anche a nessuno, poteva nemmeno essere una domanda, ma un’affermazione. Mi strinsi nelle spalle, farfugliando: “ chi può mai dire di conoscere veramente……”. Come incoraggiato l’omino si fece più vicino, gli vedevo ora, sotto gli occhialoni a goccia, gli occhietti affossati, le profonde rughe del viso e il parrucchino di capelli giallastri che mascherava la calvizie. Quel viso mi ricordava qualcuno, ma non avrei saputo dire chi. “Abbiamo abitato da giovani scapestrati in una soffitta. . L’uomo stava dicendole, in tono di conforto: “ doveva succedere, lo sapevamo, anche se così giovane…..” Lei gli si strinse al braccio, sospirando e mormorandogli qualcosa. 

I. Ne approfittai per sgattaiolare in avanti, facendomi largo tra i convenuti. Protetto dall’anonimato, tornavo liberamente a respirare. Il vento, sorto al tramonto, aveva alleggerita l’aria e pulito il paesaggio.
 Ma che gente strana si incontra. Anche ai funerali c’è chi s’intrufola, dunque. Che fosse il fascino della morte, il poter dire poi io c’ero, o magari solo una maniera per ingannare il tempo? Chissà. Così frastornato avevo varcato il cancello d’ingresso. Pochi i familiari, le donne in un angolo in rigorose gramaglie; gli uomini baffuti, attorniati da officianti ossequiosi, erano chiusi in soprabiti di gabardine nera, con mantelline che svolazzavano nella brezza notturna come ali di pipistrelli. Non c’era nessuna banda, sparite le prefiche. Peccato, le bande col loro estro da dilettanti, l’eleganza un poco sciatta, mi avevano sempre attratto. Gettai un’occhiata alla distesa dei loculi. un cimitero di campagna, come quelli che si erigono a fianco delle pievi di montagna. 

 

i figli la madre che non dovrebbe mai vedere morire un figlio ! 

un saluto al grande Walter ! 

 

 

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