SALVIAMO L'EX ASILO DI BORGO SACCO DALLA DEMOLIZIONE

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Il problema

Questo edificio NON è banale. Lo capisce anche uno studente di prima media: l'Ex Asilo della Manifattura Tabacchi è un’opera d’arte del Razionalismo italiano, studiata nei minimi particolari per fondere estetica, utilità e sentimento.

I pregi architettonici da salvare:
Geometria e prospettiva: La facciata è stata progettata in perfetto asse prospettico con la cappella Fedrigotti e il campanile della Chiesa di Borgo Sacco, creando un dialogo visivo unico con la storia secolare del borgo.
Architettura dell’accoglienza: Le due ali dell'edificio si protendono come un abbraccio verso il giardino, dove sorge ancora una fontana a tessere azzurre. La facciata è dotata di una grande tettoia, concepita appositamente per accogliere e proteggere i bambini e i genitori in caso di pioggia.
Dettagli ed eleganza: Grandi vetrate con una splendida vista sul verde, balconi lineari pensati per i bagni di sole dei piccoli e scale interne monumentali in marmo pregiato. Un’eleganza d'altri tempi che non regge in alcun modo il confronto con l'orrido e anonimo asilo appena costruito in Viale della Vittoria.


Il valore della memoria collettiva e una nuova vita per le associazioni
Questo edificio fa parte della memoria collettiva viva di intere generazioni. I legami affettivi e i ricordi che le persone custodiscono verso strutture di questo tipo sono, per la comunità attuale, di gran lunga più vicini e sentiti rispetto a quelli per un reperto di epoca romana, che spesso non suscita lo stesso trasporto emotivo quotidiano. Esiste un vero e proprio diritto alla tutela degli edifici della memoria, luoghi che definiscono l'anima stessa di un quartiere.
Anziché demolirlo, l'ex asilo potrebbe diventare una risorsa straordinaria per la cittadinanza: un polo dove far convergere le associazioni roveretane. Oggi vi sono tantissime realtà associative e culturali sul territorio che non dispongono di uno spazio o che, se lo hanno, sono relegate in uno scantinato umido e inadeguato.
Come può la città di Rovereto, che storicamente si definisce con orgoglio l'Atene del Trentino per la sua vocazione alla cultura, all'arte e al pensiero, abbattere i propri "templi dei ricordi" e lasciare le sue associazioni negli scantinati? È questa la città della cultura che vogliamo? Tradendo la propria identità, la città rischia di avallare la distruzione di questo patrimonio per sostituirlo con una struttura dozzinale e banale, cancellando la storia del borgo e abbattendo i bellissimi tigli del parco.

Una proposta alternativa concreta: lo studentato altrove
Se la necessità pubblica è quella di creare alloggi per gli studenti, la soluzione esiste già senza bisogno di distruggere la storia: lo studentato lo si può realizzare altrove, come ad esempio nell'area dell'Ex ANMIL. Quel complesso si presterebbe perfettamente a una riconversione di questo tipo, risparmiando l'ex asilo e il suo parco verde per destinarli al tessuto sociale locale.

Una scia di distruzioni ingiustificabili
Mentre in altre nazioni si tutelano e si valorizzano i gioielli del Moderno, in Trentino negli ultimi 60 anni è stato demolito più che in due guerre mondiali. Ricordiamo le perdite dolorose del Teatro Perini di Riva e degli interni dell'Hotel della Vittoria, a cui si aggiunge lo smantellamento sistematico di altri pezzi di storia locale: l'Ex Masera di Levico, l'Ex cimitero di Nago e l'Ex cimitero di Riva del Garda. Simbolo eclatante di questo disinteresse è stato il brutale abbattimento della vecchia chiesa di Ponte Arche, un gioiello di architettura sacra del Novecento progettato dal celebre architetto roveretano Giovanni Tiella.
Liquidare queste opere come "edifici vecchi" è la solita frase ritrita per giustificare la distruzione del nostro esiguo patrimonio artistico a favore del mattone. Grazie all'encomiabile lavoro di istituzioni come la Memoteca di Arco, oggi c'è una forte riscoperta e sensibilità verso questi edifici storici e sociali. Al contrario, la Soprintendenza continua a dimostrare una totale mancanza di rispetto per la memoria locale, come già tristemente avvenuto nei casi dell'Ex Argentina ed Ex Villa San Pietro.

Il richiamo alla legge: L'Articolo 9 della Costituzione Italiana
Demolire questo complesso significa calpestare i principi fondamentali su cui si fonda la nostra Repubblica. L'Articolo 9 della Costituzione recita infatti testualmente:
«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni.»
Chiediamo alle istituzioni di dimostrarsi all'altezza del nome di "Atene del Trentino": si rispetti la Costituzione, si blocchi la demolizione, si vincoli l'Ex Asilo per farne la casa delle nostre associazioni e si valutino alternative urbanistiche intelligenti come l'Ex ANMIL per gli alloggi studenteschi.
Firma anche tu per salvare l'Ex Asilo, difendere le associazioni e tutelare i tigli storici!

 
Nota tecnica: Si specifica che alcune delle immagini storiche e planimetriche allegate a questa documentazione sono state elaborate e ottimizzate tramite Intelligenza Artificiale (IA) per migliorarne la leggibilità, mantenendo però rigorosamente inalterate le forme, i volumi e l'architettura originale dell'edificio.


 
 

come potrebbe diventare l'ex asilo

 

 

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ANTONIO SILVIPromotore della petizione

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