QUERELATI DA CONAD: il tuo supporto adesso è più importante che mai!


Ecco arrivata la risposta di Conad. Nove querele per nove cittadini e cittadine - studenti, lavoratori e pensionati, con un’età che varia dai 25 ai 77 anni - per tre capi di imputazione: violenza privata, invasione aggravata e danneggiamento in concorso. Questo per aver bloccato i lavori di sfalcio preliminari alla costruzione del nuovo Conad, che cancellerà una zona verde di quasi 4 ettari.
Abbiamo attivato una raccolta fondi: se puoi aiutarci a sostenere le nostre spese legali, clicca qui: https://sostieni.link/37799 Ogni contributo conta!
Provvedimenti penali che riteniamo sproporzionati, considerando che l'azione si è svolta in modo rigorosamente nonviolento e pacifico. Soprattutto dal momento che il querelante è una delle insegne leader della grande distribuzione organizzata in Italia, con un fatturato annuo superiore ai 20 miliardi, e che vanta all’interno delle sue policy un’attenzione particolare al territorio e alle comunità. Considerando anche che ai nostri tentativi di dialogo, da Conad dalle Istituzioni abbiamo ricevuto una sola riposta: è troppo tardi.
Troppo tardi per rimettere in discussione un progetto vecchio di 10 anni, troppo tardi per chiedere - in piena crisi climatica, in uno dei territori più colpiti d’Italia - di non cementificare un luogo di cui la natura, lasciata indisturbata, ha ripreso possesso. Troppo tardi per chiedere di non costruire un ennesimo supermercato in una zona già ampiamente servita. Con il nuovo Pug e grazie alla legge urbanistica regionale dell’Emilia Romagna, per i prossimi 25 anni Reggio sarà inondata da oltre 360 ha di cemento. Dovremmo quindi arrenderci all’idea che è troppo tardi, e che non possiamo fare più niente per decidere sul territorio che abitiamo?
Il Bosco Ospizio è diventato un simbolo di chi non crede che questa sia l’unica alternativa che ci rimane. Siamo determinati a far sentire le nostre voci, a occupare lo spazio con i nostri corpi, per dimostrare che non solo è possibile incidere sulle scelte che ci riguardano, ma è estremamente necessario. Siamo profondamente convinti che non possiamo più lasciare che siano le leggi del mercato a decidere sulla nostra salute e su quella dell'ambiente in cui viviamo. Vogliamo continuare a credere che sia possibile salvare il bosco di Ospizio, ma per farlo avremo bisogno della voce di tutte e tutti.
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Un abbraccio collettivo dall'Assemblea del Bosco Ospizio