RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE E RESPONSABILITÀ NEL GENOCIDIO IN PALESTINA

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Il problema

PETIZIONE INTERNAZIONALE PER IL RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE E L'ACCERTAMENTO DELLE RESPONSABILITÀ NEL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE

Una richiesta di giustizia, verità e tutela della popolazione civile
Questa petizione nasce dalla preoccupazione per la gravissima crisi umanitaria che ha colpito la popolazione civile palestinese e dalla convinzione che il diritto internazionale debba essere applicato in modo universale, indipendentemente dall'identità, dalla nazionalità, dalla religione o dalla posizione politica dei soggetti coinvolti.

La presente iniziativa non è rivolta contro il popolo israeliano, contro il popolo ebraico, contro l'ebraismo o contro qualsiasi comunità religiosa o etnica.

Essa riguarda esclusivamente condotte, decisioni politiche e operazioni militari attribuite a specifici governi, autorità, organizzazioni e individui, e chiede che le eventuali responsabilità penali e internazionali siano accertate dalle autorità giudiziarie competenti attraverso indagini indipendenti, imparziali e conformi al diritto.

Condanniamo allo stesso modo ogni attacco contro civili, indipendentemente dalla loro nazionalità o appartenenza: le vite israeliane e palestinesi hanno lo stesso valore e meritano la medesima protezione.

LA CRISI UMANITARIA
Dal 7 ottobre 2023 il conflitto israelo-palestinese ha prodotto una devastazione umana di proporzioni enormi.

Nella Striscia di Gaza sono state registrate decine di migliaia di vittime palestinesi e un numero ancora maggiore di feriti. La popolazione civile ha subito sfollamenti di massa, distruzione di abitazioni e infrastrutture, gravi limitazioni nell'accesso all'acqua potabile, al cibo, alle cure mediche e ai beni essenziali.

Particolarmente drammatica è la condizione dei bambini, delle donne, degli anziani, delle persone con disabilità e dei malati.

Le cifre relative alle vittime devono essere considerate alla luce delle difficoltà di registrazione determinate dal conflitto. Per questo chiediamo che i dati siano continuamente verificati e aggiornati attraverso organismi internazionali indipendenti.

Dietro ogni numero vi è una persona. Dietro ogni bambino morto vi è una famiglia privata per sempre del proprio futuro.

IL DIRITTO INTERNAZIONALE DEVE VALERE PER TUTTI
Il diritto internazionale umanitario impone obblighi a tutte le parti di un conflitto armato.

La popolazione civile deve essere protetta.

Gli ospedali, il personale sanitario e le strutture umanitarie godono di una protezione particolare.

Gli attacchi devono rispettare i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione.

La fame della popolazione civile non può essere utilizzata come metodo di guerra e gli aiuti umanitari devono poter raggiungere la popolazione che ne ha necessità.

Eventuali violazioni devono essere investigate e, qualora ne ricorrano gli elementi, perseguite.

LE POSSIBILI VIOLAZIONI DEVONO ESSERE INDAGATE
Numerosi organismi internazionali, organizzazioni umanitarie, esperti di diritto internazionale e organismi delle Nazioni Unite hanno espresso gravi preoccupazioni riguardo a possibili violazioni commesse nel corso del conflitto.

Tra le condotte che richiedono accertamento giudiziario rientrano, a seconda dei singoli casi e delle prove disponibili:

attacchi contro la popolazione civile;
attacchi contro strutture sanitarie o umanitarie protette;
distruzione di beni civili non giustificata da necessità militari;
trasferimento forzato della popolazione;
impedimento o limitazione ingiustificata dell'assistenza umanitaria;
utilizzo della fame della popolazione civile come metodo di guerra;
trattamenti disumani o degradanti;
altre condotte che, qualora ne siano accertati gli elementi costitutivi, potrebbero configurare crimini di guerra o crimini contro l'umanità.
Questa petizione non pretende di sostituirsi a un tribunale.

Al contrario, chiede che i tribunali possano lavorare senza interferenze e che siano accertati fatti, responsabilità individuali e responsabilità degli eventuali soggetti coinvolti sulla base delle prove.

IL GENOCIDIO: UN'ACCUSA CHE DEVE ESSERE ESAMINATA DALLE ISTITUZIONI COMPETENTI
La Convenzione delle Nazioni Unite del 1948 sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio definisce specificamente gli elementi necessari affinché determinate condotte possano configurare tale crimine.

Nel dibattito internazionale, diversi esperti, organizzazioni e organismi delle Nazioni Unite hanno espresso l'accusa o la preoccupazione che determinate condotte nel contesto di Gaza possano configurare atti di genocidio.

Al tempo stesso, l'accertamento definitivo della responsabilità per genocidio appartiene alle competenti istituzioni giudiziarie internazionali.

Per questo chiediamo che ogni elemento rilevante venga esaminato con la massima serietà, senza impunità e senza pregiudizi.

Chiedere un'indagine non significa emettere una sentenza. Significa chiedere che la giustizia possa stabilire la verità.

RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE
I principi sviluppati dopo la Seconda guerra mondiale, compresi i Principi di Norimberga, hanno affermato un principio fondamentale: la posizione politica o militare di una persona non può costituire, di per sé, un'immunità assoluta dalla responsabilità per crimini internazionali.

Chiediamo pertanto che eventuali responsabilità individuali siano accertate senza riguardo alla carica ricoperta.

Ciò deve valere per:

autorità politiche;
comandanti militari;
membri delle forze armate;
responsabili di eventuali organizzazioni coinvolte;
qualunque altro individuo nei confronti del quale emergano prove sufficienti.
Lo stesso principio deve essere applicato a tutte le parti del conflitto.

RESPONSABILITÀ DEGLI STATI E DEI SOGGETTI TERZI
Chiediamo inoltre che siano esaminate, nel rispetto delle norme applicabili, le condotte degli Stati e degli altri soggetti che forniscono armi, assistenza militare, tecnologia, finanziamenti, intelligence o altro sostegno materiale alle parti del conflitto.

Questo riguarda anche gli Stati alleati di Israele e, allo stesso modo, qualsiasi Stato o soggetto che sostenga altre parti coinvolte nelle ostilità.

La mera esistenza di rapporti diplomatici, economici o commerciali non costituisce automaticamente complicità in un crimine internazionale.

Per questo chiediamo indagini basate sulle prove, affinché sia stabilito se e in quale misura eventuali forniture, assistenza o altre forme di sostegno abbiano contribuito alla commissione di violazioni del diritto internazionale.

AZIENDE E RESPONSABILITÀ ECONOMICHE
Anche il ruolo delle imprese private deve essere sottoposto a un esame trasparente quando esistano elementi concreti che facciano ritenere che determinati beni o servizi possano essere stati utilizzati nella commissione di violazioni del diritto internazionale.

Non chiediamo condanne collettive né attribuzioni automatiche di responsabilità.

Chiediamo invece trasparenza, tracciabilità delle forniture, due diligence e, qualora emergano responsabilità individuali o societarie previste dalla legge, l'applicazione degli strumenti giuridici disponibili.

PERCHÉ RICHIAMARE I PRINCIPI DI NORIMBERGA
Norimberga rappresenta nella storia contemporanea uno dei passaggi fondamentali attraverso cui la comunità internazionale ha affermato che alcuni crimini sono talmente gravi da riguardare l'intera comunità internazionale.

Il nostro riferimento a Norimberga non significa chiedere la sostituzione arbitraria delle istituzioni giudiziarie esistenti.

Significa chiedere che i principi di responsabilità individuale, indipendenza della giustizia e rifiuto dell'impunità siano applicati universalmente.

Chiediamo quindi alle istituzioni internazionali di valutare la possibilità di creare, qualora gli strumenti giuridici esistenti risultassero insufficienti, un meccanismo giudiziario internazionale adeguato a garantire l'accertamento delle responsabilità.

LE NOSTRE RICHIESTE
Chiediamo alla comunità internazionale:

un'immediata e duratura protezione della popolazione civile;

il pieno accesso agli aiuti umanitari e alle cure mediche;

indagini indipendenti, trasparenti e imparziali su tutte le presunte violazioni del diritto internazionale commesse da qualunque parte;

la piena cooperazione con la Corte Penale Internazionale e con gli altri organismi giudiziari competenti;

che eventuali mandati di arresto e provvedimenti giudiziari siano rispettati secondo il diritto internazionale;

che ogni trasferimento di armi e assistenza militare sia sottoposto agli obblighi previsti dal diritto internazionale;

che siano esaminate eventuali responsabilità di Stati, organizzazioni e imprese sulla base di prove concrete e secondo le norme applicabili;

un processo diplomatico internazionale finalizzato a una pace duratura, alla sicurezza di tutte le popolazioni coinvolte e al rispetto dei diritti fondamentali;

il rispetto del diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese e della sicurezza della popolazione israeliana;

il superamento dell'impunità attraverso una giustizia applicata senza doppi standard.

UNA GIUSTIZIA PER TUTTI
Questa petizione non chiede vendetta.

Non chiede di colpire un popolo.

Non chiede di punire una religione.

Non chiede di attribuire responsabilità collettive.

Chiede qualcosa di molto più semplice e, allo stesso tempo, molto più difficile:

che la legge valga per tutti.

Che un bambino palestinese abbia lo stesso diritto alla vita di un bambino israeliano.

Che una madre palestinese abbia lo stesso diritto di piangere il proprio figlio di una madre israeliana.

Che nessun governo possa considerarsi al di sopra del diritto.

Che nessuna organizzazione armata possa considerarsi al di sopra del diritto.

Che nessun alleato possa considerarsi automaticamente immune dalle proprie responsabilità.

Che nessuna vittima venga considerata meno degna di giustizia.

Chiediamo alla comunità internazionale di non scegliere quali vittime meritino di essere ricordate.

La giustizia non deve appartenere a una nazione, a una religione o a un'ideologia.

Deve appartenere all'essere umano.

Per questo chiediamo di firmare questa petizione.

Non per odio.

Non per vendetta.

Per la giustizia. Per la verità. Per la dignità umana.

Perché "mai più" deve significare davvero mai più.

E deve valere per tutti.

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Krizya SiciliaPromotore della petizione

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