Petitioning Rai

RAI: garantire il servizio di sottotitolazione


La RAI non offre il servizio di sottotitolazione per tutte le trasmissioni, sebbene le persone sorde, che pagano regolarmente il canone, non abbiano alternative per accedere ai contenuti prodotti da un’emittente televisiva di uno Stato che ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Mi chiamo Gabriele Gianfreda, sono uno psicologo sordo, Dottore di ricerca in psicologia della comunicazione e lavoro come consulente e formatore presso l’Istituto Statale per Sordi di Roma. Quando ero piccolo, diversi anni fa, non ho potuto accedere ai sottotitoli per la maggior parte dei cartoni animati, fatta eccezione per Tom & Jerry o Beep Beep & Willy Coyote, in cui veniva dato largo spazio all’azione e alle espressioni facciali. Ho dovuto utilizzare una massiccia dose di inventiva per immaginare i dialoghi dei personaggi, che fenomenologicamente per me corrispondevano solo ad un aprirsi e chiudersi delle loro bocche.

Negli ultimi vent’anni, grazie ad una continua sollecitazione da parte delle associazioni che tutelano i diritti delle persone sorde, si è assistito ad un graduale ma lento processo di estensione del servizio di sottotitolazione su più trasmissioni dei canali RAI, distribuito su diverse fasce orarie.

Adesso è possibile attivare i sottotitoli sulla maggior parte dei programmi trasmessi su Rai1, Rai2 e Rai3, ma non sugli stessi canali trasmessi in HD (nonostante la presenza del Televideo). Inoltre, non è possibile attivare la funzione di sottotitolazione per gli stessi contenuti trasmessi in diretta sul sito web della RAI. Quest’ultimo permette di accedere soltanto - in differita - a una piccola selezione di video sottotitolati. Peggio ancora, non è per nulla possibile fruire di contenuti sottotitolati sui “recenti” canali digitali: Rai4, Rai5, RaiMovie, RaiPremium, RaiGulp, RaiYoYo, RaiStoria, RaiScuola,RaiNews, RaiSport 1, RaiSport 2. Una persona sorda che vuole guardare, ad esempio, un documentario o un film trasmesso su questi canali, semplicemente non può.

Questo ha rilevanti conseguenze non solo sulla qualità della vita, ma anche sulle possibilità di accedere all’informazione e alla cultura, nonché di avere ulteriori opportunità per verificare o approfondire le proprie competenze nell’italiano in relazione ad un’efficace varietà di contesti di utilizzo della lingua.

Chiedo pertanto alla RAI se sia giusto che bambini e ragazzi con sordità rilevanti debbano perdersi episodi e ambienti presentati in trasmissioni a valenza educativa, che costituiscono opportunità per il loro sviluppo linguistico, cognitivo e sociale.

Letter to
Rai
La RAI deve garantire il servizio di sottotitolazione

La RAI non offre il servizio di sottotitolazione per tutte le trasmissioni, sebbene le persone sorde, che pagano regolarmente il canone, non abbiano alternative per accedere ai contenuti prodotti da un’emittente televisiva di uno Stato che ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Mi chiamo Gabriele Gianfreda, sono uno psicologo sordo, Dottore di ricerca in psicologia della comunicazione e lavoro come consulente e formatore presso l’Istituto Statale per Sordi di Roma. Quando ero piccolo, diversi anni fa, non ho potuto accedere ai sottotitoli per la maggior parte dei cartoni animati, fatta eccezione per Tom & Jerry o Beep Beep & Willy Coyote, in cui veniva dato largo spazio all’azione e alle espressioni facciali. Ho dovuto utilizzare una massiccia dose di inventiva per immaginare i dialoghi dei personaggi, che fenomenologicamente per me corrispondevano solo ad un aprirsi e chiudersi delle loro bocche.

Negli ultimi vent’anni, grazie ad una continua sollecitazione da parte delle associazioni che tutelano i diritti delle persone sorde, si è assistito ad un graduale ma lento processo di estensione del servizio di sottotitolazione su più trasmissioni dei canali RAI, distribuito su diverse fasce orarie.

Adesso è possibile attivare i sottotitoli sulla maggior parte dei programmi trasmessi su Rai1, Rai2 e Rai3, ma non sugli stessi canali trasmessi in HD (nonostante la presenza del Televideo). Inoltre, non è possibile attivare la funzione di sottotitolazione per gli stessi contenuti trasmessi in diretta sul sito web della RAI. Quest’ultimo permette di accedere soltanto - in differita - a una piccola selezione di video sottotitolati. Peggio ancora, non è per nulla possibile fruire di contenuti sottotitolati sui “recenti” canali digitali: Rai4, Rai5, RaiMovie, RaiPremium, RaiGulp, RaiYoYo, RaiStoria, RaiScuola,RaiNews, RaiSport 1, RaiSport 2. Una persona sorda che vuole guardare, ad esempio, un documentario o un film trasmesso su questi canali, semplicemente non può.

Questo ha rilevanti conseguenze non solo sulla qualità della vita, ma anche sulle possibilità di accedere all’informazione e alla cultura, nonché di avere ulteriori opportunità per verificare o approfondire le proprie competenze nell’italiano in relazione ad un’efficace varietà di contesti di utilizzo della lingua.

Chiedo pertanto alla RAI se sia giusto che bambini e ragazzi con sordità rilevanti debbano perdersi episodi e ambienti presentati in trasmissioni a valenza educativa, che costituiscono opportunità per il loro sviluppo linguistico, cognitivo e sociale.