PROTEZIONE DELLA LUNA, da pretese di possesso, lottizzazione o sfruttamento estrattivo

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Raggiungiamo 200 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

Per millenni, prima che gli Stati tracciassero confini e prima che la specie umana concepisse l'idea di possesso, l'umanità ha posato lo sguardo sulla Luna come musa e luogo del sogno, di ispirazione e utopia. Attraverso le arti e i sogni del mondo per tempo immemore e in modo pacifico, pubblico e continuato, il satellite denominato Luna ha rappresentato un luogo di libertà. 

La nuova corsa allo spazio ha però abbandonato il puro obiettivo scientifico, per concentrarsi sullo stabilire una presenza permanente e uno sfruttamento commerciale delle risorse lunari. L'obiettivo attuale non è più solo "andare" sulla Luna, ma restarci e utilizzarla come base e miniera, cambiando per sempre ogni suo volto, sia quello a noi familiare e da sempre rappresentato, sia quello nascosto che non vedremo mai ma che esiste e la rende eterna.

Due grandi blocchi geopolitici stanno distruggendo questo luogo di speranza, costruendo l'infrastruttura per una presenza stabile soprattutto al Polo Sud lunare, dove si concentra la maggior parte delle risorse. Programmi spaziali come: Artemis (USA, ESA, e partner), guidato dalla NASA Base Camp di superficie (il Foundational Surface Habitat) / Programma CLPS sempre NASA: Acronimo di Commercial Lunar Payload Services, finanziati da aziende private (come SpaceX, Blue Origin, Intuitive Machines, Astrobotic) stanno sviluppando lander capaci di trasportare carichi sulla Luna / International Lunar Research Station - ILRS (Cina, Russia e alleati), progetto concorrente per la costruzione apparente di una base di ricerca permanente, inizialmente robotica e poi abitata.Lo sfruttamento di queste risorse "locali" è noto tecnicamente come ISRU (In-Situ Resource Utilization), Terre rare e Metalli come, Titanio, alluminio, silicio e ferro,  verranno estratti e forgiati in loco per produrre pannelli solari, cavi, elettronica e materiali da costruzione direttamente sul suolo lunare. 

Quello che sta avvenendo è una VIOLAZIONE  del  "Il Trattato sullo Spazio Extra-Atmosferico del 1967 (firmato durante la Guerra Fredda)" , che redatto proprio prima dell'allunaggio di Neil Armstrong, il 21 luglio 1969,  intendeva proteggere la luna e gli altri corpi celesti dalle azioni predatorie dell'uomo, nello specifico:

VIETANDO esplicitamente a qualsiasi nazione di rivendicare la sovranità territoriale sulla Luna o su altri corpi celesti. (Nessuna appropriazione nazionale (Articolo II). 

VIETANDO di collocare armi di distruzione di massa (Articolo IV) in orbita terrestre, o installare sulla Luna o posizionare in qualsiasi altra parte dello spazio armi nucleari. 

VIETANDO la Smilitarizzazione dei corpi celesti (Articolo IV): la Luna e gli altri corpi celesti possono essere usati esclusivamente per scopi pacifici e NON  per istituire basi, installazioni o fortificazioni militari, così come è proibito testare qualsiasi tipo di arma o condurre manovre militari sulla loro superficie.

VIETANDO di contaminarla (Articolo IX): Gli Stati sono obbligati a esplorare lo spazio evitando la sua contaminazione nociva (ad esempio, portando microbi terrestri capaci di alterare l'ambiente lunare o marziano) e a prevenire alterazioni negative dell'ambiente terrestre a causa del rientro di materiale extraterrestre.

Tuttavia, OGGI, questo trattato viene ignorato per permettere lo sfruttamento economico, dagli Stati Uniti ( e a seguire gli altri stati) attraverso un cavillo chiamato gli Artemis Accords. Questi accordi bilaterali (firmati da decine di Paesi, Italia inclusa) stabiliscono che, pur non potendo possedere il territorio, governi e aziende private hanno il diritto di estrarre, possedere e commercializzare le risorse prelevate. ( violando Trattato sullo Spazio Extra-Atmosferico del 1967 ) Prevedono inoltre la creazione di "zone di sicurezza" attorno alle operazioni minerarie per evitare interferenze, creando di fatto un'occupazione economica e operativa del suolo lunare. 

Firmando questa petizione, unisci la tua voce all'Atto di Restituzione registrato  legalmente all'agenzia delle Entrate a protezione della LUNA il 14 settembre 2026 dall'artista visuale Federica Di Carlo 

nel tentativo poetico di proteggere quello che la Luna rappresenta per l'Umanità, ma che al raggiungimento di almeno 50.000 firme dal mondo,  potrebbe essere presentato ufficialmente presso le Nazioni Unite e alle istituzioni internazionali, creando un precedente  che obbligherebbe i Poteri violenti a di riconoscere la Luna non come risorsa mineraria o territorio di conquista, ma come Elemento Inviolabile del Cosmo e Bene immateriale dell'umanità.

Un atto poetico che diventerebbe la voce di un mondo che spera ancora nel Bene.

 

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Federica Di CarloPromotore della petizione

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